scanzi luttazzi

L'ULTIMA PUNTATA DELLA SAGA SCANZI-LUTTAZZI - IL COMICO: ''NON HAI I MEZZI CULTURALI PER RISPONDERMI, NON SI PUÒ PARLARE DI 'PLAGIO' SENZA COMPETENZE GIURIDICHE E LETTERARIE'' - IL GIORNALISTA: ''HA COPIATO. INVECE DI CHIEDERE SCUSA E RIPARTIRE, VUOLE CONVINCERE IL MONDO, CON TEORIE IPER-CEREBRALI, CHE AVEVA RAGIONE LUI. STUDIA DI MENO E VIVI DI PIÙ''

 

1^ PUNTATA: SCANZI E LA SATIRA ITALIANA

 

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/morte-satira-italia-scanzi-che-fine-ha-fatto-satira-117621.htm

 

2^ PUNTATA: LA REPLICA DI LUTTAZZI: ''OGNI ARTICOLO DI SCANZI E' UN NECROLOGIO''

 

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/avvelenata-daniele-luttazzi-ogni-pezzo-andrea-scanzi-ha-forma-117768.htm

 

3^ PUNTATA: LA CONTRO-REPLICA DI SCANZI: ''BASTA FRIGNARE E TORNA A TEATRO''

 

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/gong-scanzi-luttazzi-terzo-round-caro-daniele-frigna-meno-torna-117824.htm

 

 

4^ E ULTIMA PUNTATA: LUTTAZZI REPLICA, SCANZI CHIUDE

 

 

SULLA NON REPLICA

Daniele Luttazzi sul suo blog, https://danieleluttazzi.wordpress.com/

 

Un lungo, lunghissimo argomento ad hominem. E dice 100 volte supercazzola. (Andrea H Sesta sulla non replica di Scanzi)

 

daniele luttazzidaniele luttazzi

Quando non si hanno i mezzi culturali per rispondere a proposito (tecnica, logica, informazioni eccetera), la via più prudente, specie per un giornalista, sarebbe quella di astenersi dal farlo, in attesa di completare lo studio; ma la prudenza è una virtù cardinale di cui non tutti i mortali partecipano, e così accade che il giornalista, pressato da urgenze frivole, decida di prendere qualche scorciatoia. La più comune consiste nell’attaccare non quello che l’interlocutore ha detto, ma la sua persona, magari definendola rancorosa e permalosa.

LUTTAZZILUTTAZZI

 

Non c’entra nulla, e infatti questo celebre errore manda in vacca il ragionamento, puntando allo shock: si chiama argomento ad hominem. Tipico del blogger, è imperdonabile in un giornalista, che a un minimo di razionalità è tenuto, se non altro per motivi deontologici.

 

Si può rintracciare con facilità la fallacia ad hominem sapendo che fa spesso il paio con un altro trucchetto dal fiato corto, ma più visibile: lo sfottò, il surrogato reazionario della satira. Scrivere che l’interlocutore “frigna” è fare dello sfottò. Un grosso guaio dello sfottò è la sua origine pulsionale, per cui può avere implicazioni piuttosto imbarazzanti per l’autore: ne è un esempio definire i fan di Federer, in modo spregiativo, federasti (Scanzi, 2011).

lttzzi08 luttazzilttzzi08 luttazzi

 

Formazione e informazione si tengono a vicenda. La prima, fra l’altro, evita che la seconda proceda per pregiudizi e luoghi comuni, come quello di considerare una frase “plagio” di un’altra, solo perché simile o identica, dopo averle estrapolate entrambe dal loro contesto. Una sciocchezza come quella di sostenere che due scatoloni, siccome identici, hanno quindi lo stesso contenuto.

vignetta DISEGNI vs Luttazzivignetta DISEGNI vs Luttazzi

 

Non si può parlare di “plagio” se non si possiedono competenze giuridiche e letterarie. Non bastano i pregiudizi di bloggers e giornalisti, altrimenti uno potrebbe concludere che una di queste battute è un plagio dell’altra:

La Moratti è l’idea che una parrucchiera ha di un ministro. (Luttazzi 2005)

Dolcenera è l’idea che i Puffi hanno di Morgan. (Scanzi, 2012)

 

Andrea, sei rimasto fermo al 2010. La prossima volta, prima di replicare, non avere fretta e aggiornati. Materiali per incominciare:

 

Ultima intervista http://tinyurl.com/hdu3llc

Transcreazione http://tinyurl.com/jajenxx

Balle del killeraggio http://tinyurl.com/jnx7nbz

Intertestualità http://goo.gl/wsYZaG

Arte della citazione http://goo.gl/72VuSM

Analisi dei jokes http://tinyurl.com/gvhn3sv

Blog flashback http://goo.gl/sBWPrT

 

A risentirci quando sarai più preparato.

p.s.: “supercazzola” è un’altra petizione di principio.

 

 

 

Daniele LuttazziDaniele Luttazzi

BUONA FORTUNA, CARO LUTTAZZI (PRIMA PERÒ ESCI DALL'OVERLOOK HOTEL)

Andrea Scanzi

 

Nella sua ultima elucubrazione con se stesso, a cavallo tra il Marchese del Grillo e una pippa mentale senza orgasmo, Daniele Luttazzi ci regala una certezza: allo stato attuale, ogni speranza di ritrovare il bel Luttazzi perduto è pia illusione. Peccato. Amena anche la critica - citando il tweet di un suo fan, e qui la notizia è che la citazione c'è stata appieno - secondo cui avrei partorito una replica "ad hominem". Ed è una critica amena perché, a una mia riflessione su un tema generale (la scomparsa della satira in tivù), Luttazzi ha replicato con uno strale in cui al 90% parlava di me, al 5% ripeteva le mie stesse cose sulla satira e al 5% insisteva sugli asini che volano ("querelle plagio").

 

Appunto: replica "ad hominem". Solo che lui può e gli altri no: siam sempre lì. Grazie a quell'attacco personale contro di me, peraltro, Luttazzi è subito diventato l'aedo dei renziani, che per un satirico notoriamente anti-sistema non è male. Carina anche la battuta "Studia i jokes", che sembra uno scambio tra Stanis e Martellone in Boris.

andrea scanzi  andrea scanzi

 

Come nelle sue appassionate "interviste" post plagio, quando si dava ragione da solo in un tripudio di joke e ruoli attanziali, Daniele ieri è ripartito con la litania tardo-nerd dello "studiate prima di criticarmi, ignoranti". E' la sua versione adulta di "specchio riflesso", che usa quando è stato colpito nel vivo e non ha argomenti. Oltretutto continua a soffrire gravemente di citazionismo: Daniele, nei difetti, non cambia mai. Infatti è riuscito un'altra volta ad accusare velatamente altri di copiarlo (pensateci: lui che accusa altri di copiare lui. Come se non gli fosse bastato Bonolis).

 

Luttazzi ama l'America - come abbiamo poi appreso ampiamente - e anche per questo usa spesso termini inglesi. Conoscerà quindi benissimo il significato della parola "overanalyze". E' il termine con cui gli americani disinnescano in un colpo solo ogni ridondanza stucchevole o ricerca prolissa di spiegazione. "Overanalyze": e la storia finisce lì.

andrea scanzi andrea scanzi

 

Ecco: Luttazzi è in piena sbornia da overanalyze. Più lo implorano di tornare lucido e uscire dall'Overlook Hotel, più lui riparte col mix allucinato di mirror climbing e overanalyze. I joke, la semiotica, la rava e la fava. E' sempre lì, dentro la puntata de Le iene, in bermuda sopra quella biciclettina, mentre sgambetta sui pedali inseguendo una fuga da se stesso. Come dentro il finale triste di un film muto. Farsene una ragione, chiedere scusa e ripartire, no?

 

Già che c'ero, mi sono aperto i link esiziali che il buon Daniele mi ha gentilmente segnalato, sempre con quella sua divertente convinzione secondo cui tra i due (a prescindere da chi sia l'altro) sia sempre lui quello che ha da insegnare. Sono link avvincenti, messi lì apposta per dissuaderti dal leggerli. Roba che le buonanime di Bill Hicks e George Carlin, o gli attuali Bill Burr e Louis Ck, insomma tutta quella gente che Luttazzi voleva o vorrebbe essere, ti inseguirebbero con la mazza chiodata se solo osassi propinarglieli.

SCANZISCANZI

 

Un tale approccio stancamente iper-cerebrale e cupamente pensoso, peraltro, è del tutto antitetico a ciò che lo stand-up comedian o il satirico deve essere: ovvero diretto, secco e senza compromessi. E Luttazzi lo era, mannaggia (anzi cazzo). Ora invece parla di "transcreazione" e invita a leggere guazzabugli/papier che hanno sotto la didascalia: "Non ce la fai, eh? Sono troppo per te, questa è roba per eletti". Siamo alla caricatura dell'intellettuale involuto, che per distinguersi dal Visconti che sbircia Sanremo (cit) si stordisce di articolesse per sognarsi più arguto. Yeowwwnnnn.

 

Ciao Daniele: io mi fermo qui, che siamo andati avanti anche troppo e stiamo un po' rompendo le palle a tutti. Ti lascio la battuta finale, di cui - da buon insicuro cronico - sei da sempre gelosissimo. Ci risentiamo quando esci da A Beautiful Mind - salutami William Parcher - e dal diversamente favoloso mondo di Luttazzì. Nel frattempo, se ce la fai, studia di meno e vivi di più. Non volerti così male: non te lo meriti. Buona fortuna.

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