marcello veneziani enrico montesano

“MEMENTO AUDERE SEMPER”? IL MOTTO NON E’ FASCISTA MA DI D’ANNUNZIO" - MARCELLO VENEZIANI DIFENDE ENRICO MONTESANO: "IL BRANCO DI IGNORANTI, ARROGANTI, INTOLLERANTI CHE HA CENSURATO L’ATTORE PER LA SUA MAGLIETTA DEVE SAPERE CHE QUELLA FRASE EVOCA D'ANNUNZIO E LA PRIMA GUERRA MONDIALE... NON SI PUÒ CONTINUARE ALL'INFINITO QUESTO GIOCHINO INFAME PER TUTTI COLORO CHE CADONO NELLE GRINFIE DEL POLITICALLY CORRECT PER ESSERE SCIVOLATI SU UNA PAROLA, UN INDUMENTO, UN MEZZO GESTO. PENSATE, PER CAMBIARE GENERE MA NON INTOLLERANZA, ALLA BRUTTA FINE DI MEMO REMIGI…"

Marcello Veneziani per “La Verità”

 

Ieri, la mia pagina Facebook è stata oscurata perché ho commentato criticamente il linciaggio e la defenestrazione di Enrico Montesano dalla Rai per la sua maglietta e le sue scritte «fasciste».

MONTESANO SQUALIFICATO

 

Ripeterò qui cosa ho scritto, perché non ho nulla di cui pentirmi. Non sarebbe mai accaduto in altra epoca della mia vita; poi dite che non stiamo perdendo la libertà. Ma quando si fermerà questa caccia al fascista - verosimile, presunto, immaginario - con relativa espulsione da ogni consesso umano e pubblico disprezzo per crimini virtuali contro l'umanità? Quando finirà questa gara di influencer e politicanti, maneggioni e delatori, a chi per primo denuncia alla pubblica autorità chi si è sporcato di nero?

 

Se il branco di ignoranti, arroganti, intolleranti che ha censurato Enrico Montesano per la sua maglietta oscena sapesse che il motto «Memento audere semper», ricordati di osare sempre, stampato sul retro della sua maglietta, non è fascista ma fu coniato da Gabriele D'Annunzio nella Prima guerra mondiale e ricorda la beffa di Buccari del 1918 contro l'impero austrungarico, con protagonisti lo stesso D'Annunzio e la medaglia d'oro Luigi Rizzo...

 

enrico montesano meme

Invece, dopo averlo selvaggiamente attaccato, cacciano Montesano dalla Rai spiegando: «Inammissibile che un concorrente indossi una maglietta con un motto che rievoca una delle pagine più buie della nostra storia».

 

Ma quel motto evoca D'Annunzio, gli eroi e le loro imprese, e la Prima guerra mondiale... Poi la Decima Mas ne continuò la tradizione militare nella Seconda guerra mondiale, si distinse per azioni eroiche. Vi dicono nulla soldati esemplari ammirati per le loro imprese e il loro stile cavalleresco anche dai nemici, come Luigi Durand de la Penne e Teseo Tesei, due medaglie d'oro e molti altri?

 

No, non vi dicono nulla, purtroppo. Non sapete nulla, non volete sapere nulla ma ciò non vi impedisce di giudicare tutto e tutti, anzi ne è la premessa indispensabile Dopo l'8 settembre, quando l'Italia si spaccò in due, la Decima Mas prestò servizio a nord nella Repubblica sociale con il principe Junio Valerio Borghese, il Comandante, e a sud nel regno d'Italia, a fianco dell'esercito sabaudo di Badoglio. Ma restarono in ambo i fronti dei soldati leali, al servizio della patria.

 

MEME SU ENRICO MONTESANO - CEMENTO AUDERE SEMPER BY EMILIANO CARLI

Non si può continuare all'infinito questo giochino infame, questa acchiapparella con finale espulsione, gogna e vituperio per tutti coloro che cadono nelle grinfie del politically correct, scivolano su una parola, un indumento, un mezzo gesto. Pensate, per cambiare genere ma non intolleranza, alla brutta fine di Memo Remigi. Più di mezzo secolo di musica e di notorietà legata esclusivamente alle canzoni, bruciato a 84 anni per una pur deprecabile mezza pacca ai glutei di una donna.

 

D'ora in poi Remigi non sarà più il cantautore che conoscevano tramite il suo repertorio romantico, ma resterà «quello della pacca», magari con l'epiteto aggiuntivo di vecchio porco sessista. Così Montesano, più di cinquant' anni di brillante carriera di comico, d'attore e di teatro, buttata via dall'infamia indescrivibile di una maglietta. Sarebbe bastato criticarla, considerarla kitsch, magari, fuori luogo ma senza invocare i soliti Demoni nazisti e il solito Angelo Sterminatore Ma lui, peraltro, è recidivo, fu già linciato come no vax e no green pass.

 

montesano aveva indossato la maglietta X MAS NELLA PUNTATA DEL 5 novembre

Come sono lontani i tempi in cui Montesano era europarlamentare e consigliere comunale del Partito democratico della Sinistra e veniva ammirato e chiamato dappertutto, portato in un palmo di mano dai giornali de sinistra che si gloriavano di lui e che oggi lo insultano e lo disprezzano Ma non è di casi personali che vorrei parlare. È del caso Italia, questa decrepita in ostaggio del fascismo e dei suoi aguzzini.

 

Non può fare un passo, neanche un passo di danza, che scatta la censura al risorgente partito fascista. A proposito, vorrei far notare che perfino la legge Scelba e la norma transitoria della Costituzione (sono passati quasi settant' anni), condannavano la ricostruzione del disciolto partito fascista, ovvero punivano i tentativi politici di rifare il fascismo. Non si preoccupavano minimamente delle chincaglierie nostalgiche, della paccottiglia di regime e neanche delle opinioni storiche divergenti sul passato ventennio. Ma il clima si fa irrespirabile man mano che si allontana la storia.

Enrico Montesano meme

 

Un paradosso contronatura. Per dirvene un'altra che mi riguarda personalmente, il 28 ottobre scorso ho rinunciato a partecipare a un convegno di studi sulla marcia su Roma nei pressi di Predappio, per evitare di trovarmi qualche camicia nera in sala e così confondermi col folclore fascista in voga nella giornata. Contemporaneamente, un convegno di un istituto antifascista che mi aveva invitato come correlatore, è riuscito, spostando in extremis il convegno, a mettermi in condizione di rinunciare all'evento, e prima ancora che comunicassi la mia rinunzia avevano data per certa la mia défaillance. Capite? Non si può parlare di fascismo né in un contesto antifascista né in un contesto non antifascista, per motivi diversi ma alla fine convergenti.

 

MONTESANO 1

Per quel che mi riguarda, il fascismo non rientra più nei miei interessi di studio ormai da diversi anni. Ma penso con fastidio che oggi col fascismo ridotto a puro fenomeno criminale, non potrebbero più scrivere di fascismo né storici seri come Renzo De Felice né filosofi non certo fascisti come Augusto Del Noce, e nemmeno giornalisti e divulgatori come Indro Montanelli e Giorgio Bocca, Arrigo Petacco, Giampaolo Pansa e Oreste Del Buono. Tanto per citare firme di varia estrazione. Bisogna solo allinearsi, indignarsi e inveire. Quando riusciremo a dire semplicemente e perentoriamente basta a questo carnevale fascista-antifascista permanente e alle polizie repressive, a colpi di cancellazioni, algoritmi, espulsioni e sentenze?

MONTESANOmarcello veneziani foto di baccoenrico montesano

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