massimo fini

“A 24 ANNI HO AVUTO UN RAPPORTO NON COMPLETO CON UN UOMO, MA HO CAPITO CHE NON ERA QUELLO CHE MI PIACEVA” – IL CURIOSO E APERTURISTA MASSIMO FINI SI RACCONTA A ALDO CAZZULLO – "SCRISSI CHE LA BELLEZZA FEMMINILE CI ATTRAE PERCHÉ VOGLIAMO POSSEDERLA E SPORCARLA UN PO’. LE FEMMINISTE NON MI CAPIRONO. “IL MANIFESTO” MI ATTACCÒ" - I DIVERBI CON FELTRI PER BERLUSCONI, IL “TORQUEMADISMO” DI TRAVAGLIO, LA FALLACI “DETESTABILE” - DON GIUSSANI "SEDUTTORE", CONTE "AVVOCATICCHIO", "A GRILLO HO DATO CONSIGLI, TUTTI SBAGLIATI – SALVINI E RENZI? IL PEGGIO DEL PEGGIO" - "MARTELLI? GLI INVIDIO LA MOGLIE”

Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

massimo fini

Massimo Fini, Giorgio Bocca la definì «un anarcoide, un russo mezzo pazzo» .

«Una definizione perfetta».

 

 

(...)

Cosa pensa della guerra d’Ucraina?

«La formula dell’aggressore e dell’aggredito è giusta; ma non l’ho sentita quando noi occidentali abbiamo aggredito l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia. Putin si è sentito circondato dalla potenza atomica della Nato. Comunque, appena Trump sarà presidente, la guerra finirà».

 

Trump sarà presidente?

«Se non lo ammazzano prima».

 

travaglio massimo fini

La guerra finirà con la vittoria di Putin.

«No: finirà come diceva Berlusconi. Con una trattativa, e un piano Marshall per ricostruire l’Ucraina».

 

(...)

E Cicerone?

«Mi ricorda Scalfari: un retore “ore rotundo”, dall’eloquio enfatico, che cambia idea quando cambia il vento. Un avvocato vilissimo, mentre Catilina morì sul campo di battaglia».

 

Come prosegue la classifica dei suoi eroi?

«Secondo il Che, terzo il mullah Omar, quarto Trotzky, quinto Annibale. Tutti perdenti come me. Tranne Annibale, che è giustamente ricordato come uno dei più grandi comandanti della storia».

oriana fallaci panagulis

 

E il Che?

«Deriso dai comunisti perché troppo romantico. Un medico argentino che combatte una battaglia non sua, per i cubani, e quando vede che Castro è diventato un dittatore va a morire in Bolivia. E poi era un uomo bellissimo».

 

Trotzky?

«Grande combattente, grandissimo scrittore. Se avesse prevalso lui anziché Stalin, la storia sovietica sarebbe stata meno peggio».

 

Trotzky avrebbe vinto la Seconda guerra mondiale?

massimo fini feltri

«La Seconda guerra mondiale non l’ha vinta Stalin; l’hanno vinta i russi, con decine di milioni di morti».

 

Certo. Ma l’hanno vinta anche gli americani. Che poi ci hanno salvati pure dal comunismo. Perché ce l’ha tanto con loro?

«Perché ora basta. Non possono tenere il mondo sotto il loro tallone. E poi non mi piacciono. Se in un locale senti sbraitare in inglese, puoi essere sicuro che non sono inglesi, ma americani».

 

Il mullah Omar è indifendibile.

«Il mullah Omar è un uomo che si è battuto prima contro i sovietici, poi contro i signori della guerra che avevano trasformato l’Afghanistan in una terra di abusi e soprusi di ogni genere a spese della povera gente, quindi contro gli invasori americani. Nessuna resistenza dura vent’anni, se non ha l’appoggio della grande maggioranza della popolazione, anche femminile».

massimo fini

 

I talebani opprimono le donne.

«Io non difendo l’ideologia talebana, che mi è del tutto estranea, ma il diritto di un popolo a resistere contro l’occupazione dello straniero. Del mullah non mi interessa la fede religiosa; mi interessa la figura».

 

Fuggì in moto.

«La fuga più meravigliosa della storia. Come Peter O’Toole in Lawrence d’Arabia».

 

mullah omar 6

Lei Fini è forse del tutto pazzo, ma ha scritto una frase geniale: «Nella prima metà del Novecento è successo tutto, ma non è cambiano nulla. Nella seconda metà non è successo nulla, ma è cambiato tutto».

«È così. I nostri padri potevano essere fascisti o antifascisti; noi non possiamo dire sì o no alla tecnologia. Loro condividevano valori e stili di vita: andavano in bicicletta, avevano due paia di scarpe, uno per le feste uno per gli altri giorni. Noi siamo schiavi del marketing. Al tempo del boom ci dicevano “giovani è bello”, ora “vecchio è bello”. La penso come il grande Cesare Musatti, che diceva: “I vecchi dovrebbero essere eliminati”. E aveva novant’anni».

 

 

(…)

Al Berchet il suo insegnante di religione era don Giussani.

«Corruttore della gioventù».

Ma se ora lo fanno santo!

massimo fini vittorio feltri

«Scriva allora seduttore. Si dava arie da prete spretato, che dice le parolacce.

E in un tempo di classi maschili e femminili nei suoi Raggi trovavi le ragazze».

Lei è stato molto vicino a Giorgio Bocca.

«L’unico amico vero che ho avuto nel giornalismo. Oltre a Walter Tobagi, che era il contrario di me: pacato, mediatore; sarebbe diventato un grande direttore del Corriere. Lo portai a casa in macchina la sera prima che lo ammazzassero. Vigliacchi: Walter non era un uomo fisico, però se ti colpiscono alle spalle puoi essere anche un Rambo, ma non c’è nulla da fare».

 

Montanelli?

massimo fini cover

«Grandissimo signore. Non faceva pesare la sua autorevolezza, perché l’aveva incorporata. Un uomo di grande stile che oggi rivedo solo in Marco Travaglio, nonostante il suo torquemadismo che non condivido».

 

Vittorio Feltri?

«Il miglior direttore della sua generazione, e anche di qualche generazione precedente. Nonostante i nostri diverbi».

 

Quali diverbi?

massimo fini

«Eravamo all’Indipendente, Berlusconi aveva rotto con Montanelli e lo corteggiava, lui resisteva. Una sera a cena, un po’ bevuti, Vittorio propose un brindisi: “In culo al Berlusca! Restiamo all’Indi!”. La scena si ripeté per tre o quattro sere. Fino a quando, il mattino dopo, non andò al Giornale. Dal Berlusca».

 

Lei ha intervistato Pasolini.

«C’erano tanti Pasolini. Mi ricevette nella sua casa molto borghese, all’Eur.

Non aveva affatto un tratto da checca, anzi. Ma poi entrò la madre, e si infantilizzò. Tutto un puci-puci: imbarazzante. Quindi arrivò Ninetto Davoli. La sera mi portò al Pigneto, all’epoca un quartiere di ragazzi di vita e di malavita, dove vidi un altro Pasolini ancora».

 

Chi stima oggi nel giornalismo italiano?

«Il vostro Lorenzo Cremonesi. Sempre in prima linea».

 

DON GIUSSANI

E nel passato?

«Curzio Malaparte. Aveva una conoscenza dell’arte che nessuno ha mai avuto né mai avrà, penso alla sua descrizione del Cristo putrefatto di Grunewald… I libri sono un po’ barocchi. La sua allieva Oriana Fallaci invece è degenerata nel rococò».

 

Non le piace la Fallaci?

«Come donna era detestabile. L’ho conosciuta nel periodo migliore, quando stava con Panagulis, che la trattava a ceffoni. Come giornalista era ottima nella superficie, ma non sapeva andare in profondità. Bei racconti, bei ritratti; però di dove andava la storia non capiva nulla».

 

Fini, non sarà un po’ misogino?

MASSIMO FINI

«Al contrario. Considero le donne le vere protagoniste della vita».

 

Si è mai innamorato di un uomo?

«No. A 24 anni ho avuto un rapporto non completo con un tipo, ma ho capito che non era quello che mi piaceva».

 

Lei ha scritto che la bellezza femminile ci attrae perché vogliamo possederla e sporcarla un po’.

«È un’idea che ho trovato in Bataille. Le donne belle e intelligenti mi hanno capito; le femministe no. Il Manifesto mi attaccò, dopo che Rossana Rossanda mi aveva convinto a comprarne delle quote per salvarlo».

 

Lei è amico di Grillo.

«Lo conosco da quando faceva il comico. Quando ha iniziato a fare politica gli ho dato molti consigli: tutti sbagliati. C’ero, quando a teatro distrusse il computer, che poi sarebbe diventato essenziale per i 5 Stelle».

 

Conte?

LIA QUARTAPELLE E CLAUDIO MARTELLI

«Parla come un avvocaticchio. Per i 5 Stelle è stata esiziale la scomparsa di Casaleggio, che era la vera mente. Grillo era il frontman. Ora sua moglie Parvin, una gran donna, l’ha convinto a fare un passo indietro, a godersi la vita.

L’ho visto di recente: è in gran forma».

 

E la Meloni?

«Mi piace molto come persona. È vera, schietta, diretta, animata da passione autentica. Dopo lo scherzo dei comici russi ho provato a chiamarla sul vecchio numero di cellulare: “Posso parlare con il presidente del Consiglio?”. Mi ha risposto: “Sono io”. Così sono andato a trovarla a Palazzo Chigi».

 

MASSIMO FINI

Cosa le ha detto?

«Abbiamo parlato dei figli e della vita. Le ho dato un solo consiglio politico: non farti mettere i piedi in testa dagli americani».

 

 

(...)

Cosa pensa dei due Matteo, Salvini e Renzi?

«Il peggio del peggio».

 

Lei ha cominciato all’Avanti, il giornale socialista. Che giudizio ha di Craxi?

MASSIMO FINI - IL GIORNALISMO FATTO IN PEZZI

«Buono sul piano umano: la sua apparente arroganza era dovuta a una ritrosa timidezza. Sono sempre stato amico di sua figlia Stefania. Ma sul piano politico ha fatto un disastro, distruggendo quel poco di socialismo che restava in Italia».

 

Claudio Martelli era suo compagno di scuola.

«Di banco. L’uomo più cinico che abbia mai conosciuto. Come ha detto Tognoli: “Claudio appena sale un gradino distrugge tutto quello che c’è sotto”.Eppure con lui non riesco a essere cattivo come meriterebbe, perché siamo stati ragazzi insieme. E poi gli invidio una moglie giovane e intelligente come Lia Quartapelle».

 

MASSIMO FINI

Lei non ha una compagna?

«Ho lasciato quattro mesi fa la mia fidanzata, una storica dell’arte».

 

Riesce a vivere da solo, quasi cieco?

«Da trent’anni ho questa scimmia sulla spalla. Fin da quando a Capri la mia fidanzata storica, Mariella, mi fece notare il cielo stellato. Mi accorsi che lo vedevo tutto sfocato, e capii che un cielo stellato non lo avrei visto mai più».

 

MASSIMO FINI

La Milano di oggi le piace?

«Mi fa orrore. Tutti questi grattacieli come ad Abu Dhabi… Milano era una città di case popolari e di palazzi ottocenteschi: bisognava fermarsi al grattacielo Pirelli, già la Torre Velasca era al limite. Milano è una città di solitudini, a coppia o di singoli. Io oggi non conosco la mia vicina di pianerottolo. E i bambini non giocano più per strada».

MASSIMO FINI MASSIMO FINI - CONFESSO CHE HO VISSUTOmassimo finimassimo fini

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