masterchef vissani

MASTERCHEF O MASTERBLUFF? - STASERA LA FINALE. L'ANTICIPAZIONE DI DAGOSPIA SULLE ULTIME PUNTATE (FINORA RISPETTATA IN PIENO) FA USCIRE PAZZI I FAN: SE DAVVERO VINCE ***** CI SARÀ UNA SOLLEVAZIONE POPOLARE - IL TALENT FUNZIONA GRAZIE A CONCORRENTI SCARSI E INFIDI, GIUDICI STRONZI E UN PUBBLICO FEDELE

1. LADY CORATELLA E IL PRONOSTICO DI CHI SARA' IL VINCITORE DI MASTERCHEF 

Da Dagospia del 22 febbraio 2016

 

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/cuochi-fatui-spiffera-qua-spiffera-chi-vincer-masterchef-119010.htm

 

 

2. MASTERCHEF SIAMO NOI

Mahatma per “il Foglio”

 

masterchef marchesimasterchef marchesi

Sarà che, per dirla con lo chef Gualtiero Marchesi, "la gente colta e intelligente non guarda quelle cose", ma il giovedì sera una bella fetta di italiani - non tutti borgatari o con il diploma di terza media in tasca, questo è certo - si piazza sul divano a gustarsi "MasterChef", di cui stasera su Sky Uno andrà in onda l' atto finale di quest' edizione, con la proclamazione del vincitore.

 

E' un po' come con Sanremo, che nessuno guarda e poi fa i record di ascolti, perché è più snob dire che si va a teatro a sorbirsi Brecht o si legge Kant la sera prima di spegnere l' abat-jour, pensando che questo renda l' uomo un essere migliore nonché un erudito maître à penser che considera l' opera omnia di Proust una lettura da ombrellone propiziante il relax.

 

Noi che invece siamo stupidi (cioè non intelligenti, come spiega il vocabolario) e ignoranti buzziconi, che in spiaggia leggiamo Topolino o se proprio va bene Dan Brown, "MasterChef" lo guardiamo, e non solo per imparare cosa sia "la polenta di amaranto" servita in una vecchia lattina usata. Siamo una specie di setta, dicono i critici e gli analisti di flussi televisivi; un gruppone che twitta in modo maniacale sulle sfide e sui personaggi che affollano la cucina hi -tech allestita in una zona neanche particolarmente chic di Milano.

 

Della gara, della lotta quasi all' ultimo sangue per aggiudicarsi il premio ambito (soldi e un libro di ricette da pubblicare) ci interessa ben poco, alla fine. L' anno scorso, "Striscia la Notizia" pensò di affondare lo show svelando in anteprima il nome del vincitore (il programma è registrato molti mesi prima della messa in onda, basta osservare le mise estive dei concorrenti, tra pinocchietti mal portati e camicie hawaiane di dubbio gusto). Risultato? Ascolti record che crescono di puntata in puntata.

masterchef gualtiero marchesimasterchef gualtiero marchesi

 

"MasterChef" è una sorta di messa laica dove tutto è perfetto, dalla dispensa che manco in una pubblicità di Eataly all' arredamento, più sofisticato di quello che abbelliva la cucina da cui trasmetteva Wilma De Angelis nei gloriosi anni Ottanta, tempo in cui ancora si spiegava come fare i tagliolini al salmone e si suggeriva l' uso della margarina.

 

E poi i giudici, assortiti in modo sublime (promosso Antonino Cannavacciuolo, aggiunta di quest' edizione che non ha rallentato per nulla la macchina ben oliata), i personaggi casi umani che è difficile pescarli così bene. Infine il montaggio, che rende questa liturgia incomparabile. Hanno provato in tanti a copiarlo, senza riuscirci: più che il pathos dato da un Invention test (una delle prove), l' esito è stato quello di ricreare l' atmosfera da tagliatelle della nonna Pina un po' gourmet, diciamo con una punta di lime (che va di moda, par di capire).

 

marchesi craccomarchesi cracco

Sia chiaro, a guardare MasterChef ci si incazza pure, non è solo adorazione, una contemplazione fine a se stessa che si riduce nel plaudire ricette iper sofisticate dove concorrenti (per lo più scarsi) mischiano il riso basmati con la vaniglia, pensando così di far godere lo chef pluristellato di turno, che come si sa ama per costituzione il filetto di montone in crosta di sale adagiato su letto di nutella corretta ai frutti di bosco.

 

Se il tutto si riducesse all' estasi provata da una zuppetta di crostacei con qualche ingrediente introvabile (tipo il muschio brasato e la julienne di pastinaca, roba normalissima per Vissani) allora sì che avrebbe ragione Marchesi, che dice di odiare i programmi tv di cucina mentre conversa con i giornalisti tra una pausa e l' altra del programma tv di cucina che lo vede protagonista. Gli chef in erba, i cosiddetti "migliori cuochi amato riali d' Italia" li si odia o li si ama, non ci sono vie di mezzo.

 

Spesso, più che per le loro capacità tra i fornelli, si prova simpatia per le loro vicende umane, sempre connotate da quella punta di tristezza che porta alla lacrima, alla compassione, alla commiserazione. In qualche caso anche alla pietà. Viene da dare una pacca sulla spalla agli sfigati, dall'"uomo-tappeto" (copyright Carlo Cracco) mollato dalla moglie che è pure la sua datrice di lavoro, alla ragazza madre che nelle pentole ha trovato la via per salvarsi dalla depressione.

 

cannavacciuolo marchesi masterchefcannavacciuolo marchesi masterchef

Dal migrante che ha mollato casa e famiglia per tentare la fortuna qui da noi alla professionista in là con gli anni che vuole ridare un senso alla propria esistenza in quella cucina. C' è anche la sindacalista rossa (nel senso di comunista) che è più a sinistra di Susanna Camusso e che ha scelto come motto identificativo "Resistenza!" da stam pare a caratteri rossi sul sito dello show.

 

E poi l' arzillo nonnetto lombardo con capello semi -lungo che coltiva un harem di paperine da spolpare; l' insipida designer di moda francese, della cui presenza ci s' è accorti solo perché di tanto in tanto la facevano cantare in latino; lo studente diciottenne pronto a farsi bocciare a scuola (così ha detto alle selezioni) pur di coronare il suo sogno, cioè partecipare a "Master Chef". L' hanno rispedito quasi subito a casa.

 

Roba da psichiatria, è chiaro. Eppure è così che va. Quest' anno gli autori hanno puntato molto su questo filone, un po' à la "C' è posta per te", anche a discapito della bravura. I fenomeni (o presunti tali) si contavano sulle dita di mezza mano e del terzetto rimasto in gara solo Alida pare avere quel qualcosa in più per spiccare il volo. Pure lei caso umano con storia commovente alle spalle e pronta a sciogliersi in un lago di lacrime ogni volta che la sua zuppetta non viene premiata dalla giuria, stronzissima quanto basta, ma dotata di gran talento. Bisogna essere onesti.

Masterchef Erica  Masterchef Erica

 

Dopotutto, abbiamo visto vincere Tiziana l' avvocato, che quanto a simpatia di certo non ricordava Suor Germana; e anche Federico Ferrero - il fenomeno della terza edizione che per chi scrive è irraggiungibile quanto a capacità, inventiva, spiegazione dei piatti e decorazione degli stessi - aveva quell' aria da professorucolo saccente che verrebbe voglia di prendere a pedate. Ma non è questo che si cerca in "MasterChef".

 

Non è l' armonia familiare, non sono le coccole con siglette dello Zecchino d' oro e Beppe Bigazzi a spiegare come si fa il gatto in padella che rendono questo programma quello che è. Non vogliamo Harmony, ma sane scariche di pura adrenalina.

 

Masterchef Erica   Masterchef Erica

Il numero due indiscusso di quest' edi zione è Lorenzo, macellaio ventitreenne di Bassano del Grappa premiato da un mostro sacro qual è Heinz Beck, che ha il firmamento stellare a incorniciargli la testa pelata. Lorenzo è bravo, sa fare il risotto con cristalli di ricotta e il capriolo come forse solo la mamma di Joe Bastianich, ma gli manca quel qualcosa in più per spiccare il volo decisivo. Le donne della brigata lo intortano come vogliono, lui un po' ci casca e un po' no. Alida gli fa i cuoricini e poi lo sbatte al Pressure test, perché da "grande stronza" qual è (l' ha detto lei, sia chiaro, e noi condividiamo l' opinione) ha capito che è lui l' ultimo ostacolo verso la gloria.

 

Dicono però i bene informati che alla fine potrebbe spuntarla l' altra aspirante: Erica, una che ha sbagliato tutto il possibile, che ha presentato ai giudici improbabili spiedini di polmone, lamentandosi pure di non aver saputo come renderli meno "secchi". Le dicono di cucinare l' arancino palermitano e si dimentica il riso, le ordinano di inventarsi un piatto cinese e lei mette a bollire il basmati, che è indiano.

 

VISSANI CONTRO MASTERCHEFVISSANI CONTRO MASTERCHEF

Insomma, sarebbe come la Corea che va in semifinale ai Mondiali del 2002. Non crediamo che il quartetto giudicante voglia passare alla storia per aver emulato le prodezze di Byron Moreno, poi finito in una galera di New York per essere stato beccato con la droga nelle mutande. Hai voglia poi a dire che si guardano anche i dettagli, che bisogna dimostrare di saper gestire una brigata e cose del genere. Che ci vuole quel tocco in più, tipo il cacao a guarnizione dei paccheri o la capacità di "fare un piatto piano" (Bruno Barbieri ci tiene parecchio).

 

Erica sarà pure una brava ragazza, per carità. Una tipo Marzia la farmacista, mansueta signora che ha portato allegria in cucina con le sue conserve, la sua simpatia e la moderazione in gruppo mai come quest' anno pieno di lingue biforcute pronte a parlarsi dietro appena si presentava l' occasione propizia.

 

VISSANI OSPITE DI MASTERCHEFVISSANI OSPITE DI MASTERCHEF

Proprio Erica, miracolata dell' anno, è una delle più attive. Salvataggio dopo salvataggio, con meccanismi che neanche Mugabe saprebbe inventarsi per conquistare il novanta per cento dei voti alle elezioni, lei anziché stare zitta ed elevare preci al Cielo per la grazia ricevuta, si mette a spernacchiare le avversarie rimaste a lottare per il posto al Sole o le nemiche cacciate dallo show in quanto eliminate per più o meno manifesta inferiorità. Giusto o sbagliato? Giusto.

 

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Troppa melassa non va bene, del moralismo ce ne impipiamo, delle finte pacche sulle spalle e dei bacetti dispensati qua e là mentre si lascia la cucina marciando al passo dell' oca non ci importa nulla. E' una gara, una lotta da cui deve emergere uno soltanto e il digrignar di denti è la prova che in questo agone si fa sul serio.

 

masterchef bastianich cannavacciuolomasterchef bastianich cannavacciuolomasterchef cannavacciuolomasterchef cannavacciuolo

 

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