1- VISTA DALL’ESTERNO, O ANCHE MOLTO DAL BASSO, QUELLA DEL MONTI TRILATERAL CHE SE LA PRENDE CON I “POTERI FORTI” È UNA GAG DAVVERO IRRESISTIBILE. QUASI TERMINALE, VISTO CHE È UN CLASSICO DI OGNI PREMIER CHE STA PER PERDERE LA POLTRONA (SUI VENERATI MERCATI INTERNAZIONALI NESSUNO FINANZIA IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO) 2- NON SOLO, MA DUE TERMOMETRI DEL POTERE COME AIRONE PASSERA E FRANCHINO BERNABEBÈ, MOSTRANO GRANDE AGITAZIONE E LANCIANO ALLARMI IN VARIE DIREZIONI 3- NASCOSTA IN TUTTI I MODI GIÀ IERI DALLE AGENZIE DI STAMPA SUSSIDIATE, LA NOTIZIA DEI FISCHI A RE GIORGIO BANAPOLITANO È QUASI INTROVABILE ANCHE SUI GIORNALONI DI OGGI 4- “BANCA NETWORK FA CRAC. FERMI I CONTI DI 30 MILA CLIENTI”. CON UN NOME COSÌ FESSO, SARÀ L’AVVENTURA PARA-BANCARIA DI QUALCHE TRUFFATORE DI PERIFERIA? NON PROPRIO, I FRATELLI MAGNONI, IL BANCO POPOLARE E LA DE AGOSTINI. MICA MALE, VERO?

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS (Special Guest: Dj Sapiens)

1- AVVISI AI NAVIGATI...
Vista dall'esterno, o anche molto dal basso, quella del Monti Trilateral che se la prende con i "poteri forti" è una gag davvero irresistibile. Quasi terminale, visto che è un classico di ogni premier che sta per perdere la poltrona. I giornali si sono distratti sui numeri, recentemente, ma il professorone della Bocconi li guarda continuamente e sa che lo spread è sempre una minaccia e che sui venerati mercati internazionali nessuno fa più a botte per finanziare il nostro debito pubblico.

Non solo, ma due termometri come AirOne Passera e Franchino Bernabebè, attenti non solo a registrare l'andamento della propria carriera, mostrano grande agitazione e lanciano allarmi in varie direzioni. Come sempre, bisogna unire tra loro le notizie, come i puntini numerati della Settimana Enigmistica, e appare il disegnino. Non vi dice un cazzo? Sembra Mirandola? Appunto.

Primo avviso: "Telecom preda, come il mercato italiano". L'allarme di Bernabè: le capitalizzazioni sono ormai a livello ridicolo" (Corriere, p. 32). Chi passa dall'estero con un po' di cash, porta via quel che resta. Secondo avviso: "Decreto sviluppo, nuovo rinvio. Passera s'infuria. Giallo sul testo, nel mirino Catricalà e Fortunato", racconta Alessandro Barbera sulla Stampa (p. 8). Poi, la mega ammuina di giornata.

"Monti e il divorzio dai ‘poteri forti'. L'ultima frecciata tra i primi della classe. "Ho perso l'appoggio". Ironia su Giavazzi, Alesina e Confindustria". Su Repubblica, Filippo Ceccarelli prova a metterla sul ridere: "Iddio salvi l'Italia dalle ripicche dei professori, specie quando vogliono fare gli spiritosi" (p. 4).

Infierisce il Giornale di Feltrusconi: "Monti nel pallone. Siamo alla paralisi. Salta il decreto sviluppo. Il premier: ‘I poteri forti ci hanno abbandonato'" (p. 1). Il Cetriolo Quotidiano sogna a occhi aperti e spara a tutta prima: "Monti: "Mollato dai poteri forti". Elezioni più' vicine. Il premier si sente abbandonato da Confindustria e Corriere della Sera, mentre l'attivita' del governo si blocca e il decreto sviluppo non si vede. Con i partiti nervosi, se l'euro non crolla, dopo l'estate si puo' tornare a votare".

Il Corriere di don Flebuccio de Bortoli tenta di riparare con un "retroscena" di Francesco Perlirami: "Orizzonte 2013. Patto Alfano-Bersani. Tavolo sulla legge elettorale e massimo sostegno a Monti. Il segretario democratico accetta la sfida: via alla trattativa per cambiare il Porcellum in tre settimane" (p. 13).

Cambiano il Porcellum in tre settimane. Ma non è meravigliosa, questa?

L'unico modo per uscire dall'angolo, in una situazione del genere, è andare a toccare i partiti dell'ABC (e non solo) dove più sono sensibili: Rai e nomine alle authority. Anche perché se un governo perde l'appoggio del Corriere della Sera, può sempre consolarsi con il Tg1.

"Nomine, lo strappo di Monti: ‘Su Rai e Agcom decido io? Reichlin, Caio, Anselmi o Kostoris per la tv. "Il metodo delle nomine deve essere inattaccabile. Al limite preferisco che siano bocciate dai partiti. Ma saranno loro ad assumersi la responsabilità. Massima professionalità e imparzialità'. Alla presidenza di Agcom, Monti vuole Cardani, suo ex vice capo di gabinetto a Bruxelles" (Repubblica, pp. 2-3). Fallo di reazione o falli in azione? Lo si capirà nel giro di pochi giorni.

2- UNA CORONCINA DI FISCHI PER RE GIORGIO BANALITANO...
Nascosta in tutti i modi già ieri dalle agenzie di stampa sussidiate, la notizia dei fischi a Re Giorgio è quasi introvabile anche sui giornaloni di oggi. "Applausi e qualche protesta", registra con imbarazzo il Corriere (p. 24). "Applausi e qualche contestazione", riporta il Messaggero (p. 12).

Il Cetriolo Quotidiano mette i fischi sopra la testata, in prima pagina, come segno che "è proprio finita per tutti". Al Giornale o vedono un altro film o sono gli unici che non si ciucciano le veline del Quirinale: "I terremotati contro Napolitano: ‘Buffone'. Il capo dello Stato visita le tendopoli tra contestazioni, applausi e lacrime. Il presidente: ‘Non vi abbandoneremo'. Ma la gente è stufa di promesse. E gli riserva una selva di fischi" (p. 23).

3- LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE...
"Napolitano: ‘In Emilia vigilerò io, se vi dimenticano darò la sveglia". Comico tentativo di pertinizzare Re Giorgio su Repubblica (p. 22). Incipit del pezzo di Umberto Rosso: "Da ieri, hanno trovato il loro garante. Il guardiano della ricostruzione, l'authority morale contro ogni tentazione di speculazione sulla pelle dell'Emilia ferita ma non vinta.

Vola, come promesso, nel quadrilatero più colpito dal terremoto che non vuole finire, visita le tendopoli e scorge i capannoni della morte, abbraccia commosso i parenti dei lavoratori morti e incontra gli imprenditori senza più le fabbrichette, e a tutti Giorgio Napolitano consegna il suo solenne impegno: ‘Se qualcuno dovesse distrarsi, io posso dargli la sveglia".

Al di là della retorica, la locuzione "authority morale" rende perfettamente l'idea dei tempi miserevoli e cialtroni che stiamo vivendo.

4- FACCIA DI SEVERINO...
"Toghe fuori ruolo, Severino sconfitta. La Camera ferma la norma pro-Iannini. Pene ai corrotti e incandidabilità, il governo metterà la fiducia" (Repubblica, p. 12). Che non si fa per Lady Vespa, ex potente zarina di Via Arenula. Oltre 10 anni di fuori ruolo non le bastava: voleva andare all'Authority della privacy pur restando magistrato. E' stata fermata dal duo piddino Giachetti-Franceschini.

5- NON FA SOSTA LA SUPPOSTA...
"Camusso-Fornero, è ancora scontro sul lavoro. "Ha la passione per i licenziamenti". "Voglio solo un mercato dinamico". Per la segretaria della Cgil, "il ministro Fornero dimostra una non particolare sensibilità per gli straordinari problemi della crisi" (Repubblica, p. 33). Non è vero, per la Fornarina Piagnens sono solo numeri su modelli astrusi. Insomma, se ne fotte proprio. Del resto i disoccupati fanno forse parte del suo mondo di madamina?

Però va sempre riconosciuto che questi tecnici sono veramente tecnici: "Caos Imu, la spinta per il rinvio. ‘Serve più tempo per pagare'. I Caf: tassa complicata. Le ipotesi: qualche settimana o un mese" (Corriere, p. 6). Il governo dei professori pronto a chiedere una consulenza tecnica a Paolo Cirino Pomicino

6- CHI HA PAURA DELL'INCHIESTA SULLO IOR...
Si è messo in sicurezza, l'ex presidente dello Ior fatto fuori in un regolamento di conti tra porporati. E adesso, si cagano sotto gli altri. "Ior, Gotti Tedeschi voleva inviare il dossier al Papa. Ai pm le mail con Bertone e sui conti della mafia", scrive il Corriere della Sera (p. 15). Incontentabile il Cetriolo Quotidiano: "Il dossier segreto nelle mani del Papa. La guerra dello Ior e la paura di Gotti Tedeschi di essere ucciso: 'Consegnate il mio memoriale a Benedetto XVI'. L'ipotesi vendetta e i timori per l'incolumità personale. Nelle carte nomi e contratti" (p.2). "Gotti, il memoriale doveva essere spedito a tre fedelissimi. Oltre al Papa i destinatari erano un giornalista, un avvocato e un amico" (Stampa, p. 19).

Per la cronaca il "fedelissimo" giornalista è Massimo Franco, il notista politico del Corriere.
Poi passa il Messaggero che rompe il fronte della prudenza e scrive tranquillamente che a Gotti Tedeschi i pm napoletani sono arrivati intercettando le telefonate del gran capo di Sfig-meccanica, Giuseppe Orsi (p. 13). A Roma qualcuno trema e non solo in Vaticano. Vero terrore nei partiti che da anni si spartiscono le poltrone ai vertici del colosso degli armamenti di Stato.

7- BANCHE ALLEGRE (E MAGNONE)...
Storia d'altri tempi sul Corriere delle banche: "Banca Network fa crac. Fermi i conti di 30 mila clienti. Sospensione di un mese". Non si può manco più prelevare con il bancomat e questa volta dovrà intervenire il fondo di tutela dei depositi. Con un nome così fesso, sarà l'avventura para-bancaria di qualche truffatore di periferia?

Non proprio, se si ha la pazienza di scrutare tra le parentesi e gli incisi: "E visto che gli azionisti - al 50% la holding Petunia suddivisa tra la Sopaf della famiglia Magnoni e il colosso inglese Aviva, il Banco Popolare con il 19%, De Agostini e di nuovo Sopaf con il 15% ciascuno - non hanno proceduto a un aumento di capitale, è intervenuta Bankitalia inviando lo scorso novembre i commissari" (p. 33).

Ah, però. I fratelli Magnoni. E il Banco Popolare. E la De Agostini. Mica male, vero?

8- FREE MARCHETT
Si ride sul Corriere a pagina 33: "Le fondazioni presidio di sistema". "Dal nostro inviato a Palermo". "L'Acri, l'associazione tra le Fondazioni bancarie e le Casse di risparmio, celebra i 100 anni di vita e il presidente, Giuseppe Guzzetti, aprendo a Palermo il XXII congresso della categoria, ne difende a tutto campo il ruolo. Come enti privati non profit e come azionisti". Sicuri che non fosse Guzzetti a compiere 100 anni?
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9- ULTIME DA UN POST-PAESE...
Bomba di Brindisi: perde quota la pista anarchica.
A proposito, sul Cetriolo Quotididiano "Ipotesi e sciocchezze" (p. 7). Un bel pezzo che prende in giro tutti i soloni di Brindisi: Manganello Manganelli, Grasso che cola (a destra), Nonna Pina Cancellieri, il Mago Dalemix e compagnia tromboneggiante.

colinward@autistici.org

 

 

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