ennio morricone

I SEGRETI DI MORRICONE: “UNA VOLTA IL REGISTA FLAVIO MOGHERINI, PADRE DELL’EX MINISTRO FEDERICA, MI CHIESE: PERCHÉ NON MI FAI UN BEL PEZZO ALLA CIAJKOVSKIJ? GLI ATTACCAI IL TELEFONO. NON LO RIVIDI PIÙ. VOLEVO DIVENTARE SCACCHISTA: PAREGGIAI CON BORIS SPASSKIJ E VINSI FACILE CON TERRENCE MALICK”

Valerio Cappelli per il “Corriere della Sera”

 

MORRICONE LEONEMORRICONE LEONE

Ennio Morricone ha dovuto rinviare i concerti romani a Santa Cecilia in cui il 21 maggio avrebbe diretto per la prima volta The Hateful Eight, la musica Oscar del film di Tarantino: «Mi spiace molto, ma devo curarmi, ho un serio problema alla colonna vertebrale». Intanto esce per Mondadori “Inseguendo quel suono. La mia musica, la mia vita”, una lunga, bellissima intervista raccolta dal giovane compositore Alessandro De Rosa.

 

Morricone, cosa ricorda degli inizi?

MORRICONE CON LA MOGLIEMORRICONE CON LA MOGLIE

«Il mio primo film fu, nel 1961, Il federale di Luciano Salce. Ascoltò qualcosa che avevo scritto per Sergio Leone e mi disse: nella tua musica c'è del sacro e del mistico, io sono un comico, non puoi più lavorare per me. Come film d'autore esordii due anni dopo con I basilischi di Lina Wertmuller. Fu una collaborazione piuttosto conflittuale. Aveva un vizio che credo si portasse dietro da quando collaborava con Gorni Kramer, nelle commedie di Garinei e Giovannini. Chiedeva di cambiare una nota, e lui l'accontentava. Io no».

 

C' è qualcosa su Sergio Leone che non ha ancora detto?

MORRICONEMORRICONE

«Un giorno mi chiese se avessi qualche scarto di altri registi. Mi misi al piano e suonai C'era una volta in America. L'avevo scritto per Amore senza fine di Zeffirelli, ma ritirai la colonna sonora quando cercò di mettere anche una canzone scritta da Lionel Richie. Così rifiutai il film. Credo di aver scritto cose migliori di quelle per Sergio. Ma lui lasciava più spazio alla musica. Mi parlava da anni di La battaglia di Stalingrado , aveva bisogno di molti investimenti, il governo sovietico gli aveva dato l' okay per i carri armati, aveva comprato il biglietto aereo per il sopralluogo. Ma il suo cuore si fermò».

FLAVIO MOGHERINIFLAVIO MOGHERINI

 

Nel cinema la colonna sonora è una delle ultime cose a cui si pensa.

«Forse è un retaggio del cinema muto, quando un pianista suonava in sala. Ci sono ragioni che si sono trasformate in abitudini. Era Satie a parlare di musica come arredamento. Nel cinema ancora oggi si pensa alla musica come sottofondo. Un pregiudizio, molti compositori hanno sottovalutato il loro lavoro. Io credo che la vera musica contemporanea, malgrado la sua natura di arte applicata, sia la musica del cinema, perché celebra l' unione delle arti».

 

Terrence Malick Terrence Malick

Qual è il suo brano a cui è più legato?

«Quelli che mi hanno fatto soffrire o quelli di film belli andati malissimo, come Un tranquillo posto di campagna o Un uomo a metà . E poi La corrispondenza di Tornatore, è cresciuto talmente nella sensibilità musicale che riesce a darmi dei consigli. Io non avevo una vocazione alla composizione, è stato un processo graduale. Prima volevo diventare medico, poi scacchista: patteggiai col grande Boris Spasskij, e vinsi facile con Terrence Malick. Ora gioco con Mephisto, una scacchiera elettronica. In genere vince Mephisto. Gli scacchi sono parenti della matematica e la matematica lo è della musica».

 

L' ispirazione…

MORRICONE 5MORRICONE 5

«La intendo come intuizione. Arriva quando meno te l' aspetti. Qualche volta dai sogni affiorano dei suoni, se arrivano al dormiveglia li trascrivo. Parto sempre dai timbri.

Durante una manifestazione di fronte a casa mia, c' era una protesta accompagnata da suoni e parole ritmate. Le rielaborai e divenne il leit motiv di Sostiene Pereira . Mi hanno influenzato Petrassi, Nono, Stravinskij, Palestrina, Monteverdi, Frescobaldi e Bach. In parte si attinge dalla storia, poi bisogna costruirsi un mondo proprio, con cui non siano possibili confronti. Sennò è musica già scritta da altri».

 

La sua resistenza a scendere a compromessi…

MORRICONE 6MORRICONE 6

«Ho rifiutato tanti film quanti ne ho fatti, circa 500. Una volta il regista Flavio Mogherini (padre di Federica, superministro Esteri della Ue,ndr ) mi chiese: perché non mi fai un bel pezzo alla Ciajkovskij? Gli attaccai il telefono. Non lo rividi più».

 

A parte la musica?

«Ogni mattina sveglia alle 4, a volte mi lamento. Comincio a scrivere musica alle 8 e 30.

Prima leggo i giornali e faccio ginnastica. Tentai di coinvolgere mia moglie Maria; ci provò, poi mi disse: Ennio, fai come vuoi, io torno a letto».

 

Perché gli Oscar li tiene chiusi a chiave, se in casa ci siete solo lei e sua moglie?

ennio morricone quentin tarantinoennio morricone quentin tarantino

«È una fissazione, lo so, risale a tanti anni fa, quando uno dei miei figli prestava i dischi agli amici e sparivano. Li prendeva dallo studio. Si assottigliavano sempre di più.

 

Saranno passati quarant' anni?

Eh lo so, sono fatto così».

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...