nick18

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - ADDIO A NICK NOSTRO, REGISTA DI CAPOLAVORI DI CINEMA B COME “SUPERARGO CONTRO DIABOLIKUS”, TRA SUPEREROI, PEPLUM E PSEUDO-007

Marco Giusti per Dagospia

 

trionfo dei dieci gladiatori dan vadis nick nostro 004  gkaqtrionfo dei dieci gladiatori dan vadis nick nostro 004 gkaq

Se ne va Nick Nostro, il regista di capolavori di cinema B come “Superargo contro Diabolikus” o delizie alla sotto 007 come “Asso di picche Operazione controspionaggio” o due peplum alla volta come “Il trionfo dei dieci gladiatori” e “Gli invicibili dieci gladiatori”. Altri tempi. Nick Nostro, calabresissimo, era nato a Gioia Tauro nel 1931 e lì è morto il 15 giugno scorso. Chiamato “il professore” perché era laureato in legge, era molto piccolo di statura.

 

Al punto che sul set fiorivano le battute. E una volta quando i macchinisti gli domandarono “dove mettiamo la macchina, professo’?”, alla sua risposta “altezza uomo” questi gli fecero: “allora mettemo il pitbull”, cioè l’altezza terra. Rissoso, celebri i suoi scontri con qualche attore, come Pietro Torrisi, ma buon professionista, era entrato nel cinema come assistente del regista Roberto Bianchi Montero nei tardi anni ’50 e si era legato d’amicizia con la grandiosa comica napoletana Tina Pica, della quale era diventata una specie di consigliori spirituale sul set.

 

trionfo dei dieci gladiatori dan vadis nick nostro 003  qajitrionfo dei dieci gladiatori dan vadis nick nostro 003 qaji

Nick diceva che molte delle scene dei film di Tina Pica firmati da Roberto Bianchi Montero, come “La zia d’America va a sciare”, “La duchessa di Santa Lucia”, “La Pica sul Pacifico”, erano in realtà dirette da lui e che l’attrice non si muoveva se non c’era lui sul set. Diventa poi assistente di Giorgio C. Simonelli per una serie di fortunati film con Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, da “Noi siamo due evasi” al fondamentale “I baccabali di Tiberio”.

 

Per Simonelli è assistente, e forse qualcosa di più vista la velocità con cui venivano girati i film allora, per uno dei nostri primi western parodistici girati in Spagna, “Un dollaro di fifa”, ma anche per “I tre nemici” e per un geniali Franco e Ciccio movie, “Due samurai per cento gheisce”, dove Franco capisce latte al posto di blatte e convinto di farsi portare un bel bicchiere di latte gli arriva un bicchiere pieno di orride blatte.

 

Fa il suo esordio nel cinema da regista con il drammatico “Il sangue e la sfida” con Gérard Landry e José Greci, presto seguito dall’introvabile “La cieca di Sorrento” con Anthony Steffen. Specializzato nelle coproduzioni veloci con la Spagna i fratelli Maggi, proprietari della Filmar, allora potentissima, gli affidano, con l’appoggio dei fratelli Balcazar di Barcellona, ben due peplum coi gladiatori che eredita da Gianfranco Parolini, “Il trionfo dei 10 gladiatori” e “Gli invincibili dieci gladiatori”, più o meno con lo stesso cast di ercoli e maciste, dall’americano Dan Vadis ai fratelli Messina, forzuti catanesi fino al meglio dei nostri stunt, come Aldo Canti, Sal Borgese, Nino Scarciofolo.

superargo contro diabolikussuperargo contro diabolikus

 

Ci recita anche la sua amante di allora, la bellissima Halina Zalewska, che morirà tragicamente nel suo letto a causa di una sigaretta accesa. Si lancia nello 007 con “Asso di picche operazione controspionaggio” con Giorgio Ardisson, sempre prodotto dai Maggi, girato in Turchia, che ebbe un grande successo di pubblico. Infine nello spaghetti western sempre di coproduzione italo-spagnola, come “Un dollaro di fuoco”, dove divide la regia con José Luis Madrid, interpretato da Miguel De La Riva e Dada Gallotti e “Uno dopo l’altro”, dove si firma Nick Howard, interpretato da Richard Harrison, che ricordava il regista come “un tipo complessato, di non grande personalità” .

 

Nick Nostro sosteneva anche di aver diretto gran parte di “E divenne il più spietato bandito del sud” con Peter Lee Lawrence, un film ideato da Lucio Fulci come una versione western di Salvatore Giuliano e firmato poi dallo spagnolo Julio Buchs. Probabile che Nick abbia diretto qualcosa, ma non certo tutto il film.

 

Grandioso è invece il suo unico film di luchadores alla simil-messicana, “Superargo contro Diabolikus” con Ken Wood, alias Giovanni Cianfriglia di Anzio come Superargo, e Gérard Landry come Diabolikus. “Era il momento che andavano questi uomini mascherati”, ricordava Nick Nostro.

 

peplum di nick nostropeplum di nick nostro

“Inventai questa storia di un uomo mascherato, che era interpretato da uno dei miei Dieci Gladiatori, che nasceva pescatore e aveva poi aperto un ristorante ad Anzio dove ci portava da mangiare. Gli abbiamo messo questa maschera addosso e ha fatto tutto il film mascherato. Si vedevano solo gli occhi. Al punto che mi disse: Professore, ma se un giorno viene mio fratello al posto mio, non è la stessa cosa?. Gli dissi: fai un po’ come ti pare”. Il film che venne fuori, ammetteva lo stesso regista, era un po’ un polpettone. “Io non ero né Fellini nè De Sica. Solo i grandi potevano scegliere”.

 

cieca di sorrento anthony steffen nick nostro 001  aksfcieca di sorrento anthony steffen nick nostro 001 aksfnick nostro anche in egitto nick nostro anche in egitto peplum di nick nostropeplum di nick nostro

Il suo ultimo film, del 1971, è lo spionistico comico “Grazie zio, ci provo anch’io” con Riccardo Garrone e una certa Marujita Diaz, notissima in Spagna come Carmen Boom, una specie di sotto Sophia Loren. “Non è un granché”, ricordava Nick Nostro, “mi chiamò un produttore improvvisato, barese, con quattro soldi in tasca. Il soggetto non funzionava, tanto che ricordo che una notte da Madrid lo chiamai. Non sapevo come farlo finire”. A questo punto Nick lascia il cinema per stare vicino a sua mamma, rimasta vedova, e ritorna in Calabria, dove farà tutt’altro, fino a diventare un personaggio importante addirittura di Forza Italia a Gioia Tauro.

asso di picche operazione controspionaggioasso di picche operazione controspionaggionick nostro anche in egittonick nostro anche in egittotrionfo dei dieci gladiatori dan vadis nick nostro 004  gkaqtrionfo dei dieci gladiatori dan vadis nick nostro 004 gkaqnick nostro anche in egitto nick nostro anche in egitto

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...