WALK ON THE WILDE SIDE - OSCAR WILDE DESCRIVE ALL’AMICO ROBERT ROSS UN GAIO VIAGGIO IN ITALIA: “SONO DIVENTATO MOLTO AMICO ANCHE DI UN GIOVANE SEMINARISTA - I COCCHIERI SICILIANI SONO RAGAZZI DELIZIOSI, MAGNIFICAMENTE SCOLPITI”

Lettere di Oscar Wilde (Il Saggiatore trad. di Silvia De Laude e Luca Scarlini pagg. 1276 euro 65) contiene la lettera a Robert Ross pubblicata da “la Repubblica

 

oscar wilde 5oscar wilde 5

Mio caro Robbie, semplicemente non riesco a scrivere. È terribile, non nei tuoi riguardi ma nei miei. È una sorta di paralisi – una cacoethes tacendi (desiderio insistente di silenzio, ndr) – la forma che la malattia ha preso in me. Bene, tutto è andato molto bene. Palermo, dove ci siamo fermati otto giorni, era splendida. La città posta nella miglior situazione del mondo, trascorre la sua vita nella Conca d’oro, la splendida valle che si stende tra due mari.

 

I limoneti e gli aranceti erano così assolutamente perfetti che io sono ridiventato un preraffaellita, e ho detestato i soliti impressionisti, i cui animi torbidi, la cui intelligenza offuscata avrebbe reso solo con melma e macchie quei «lumi dorati appesi in una verde notte» che mi riempivano di gioia. L’elaborato e squisito particolare dei veri Preraffaelliti è il compenso che ci offrono per l’assenza di movimento: la Letteratura e la Musica sono le sole arti che non siano immobili.

oscar wilde 4oscar wilde 4

 

E poi da nessuna parte, neppure a Ravenna, ho visto mosaici simili. Nella Cappella Palatina, che dai pavimenti ai soffitti a volta è tutta d’oro, ci si sente come si fosse seduti nel cuore di un enorme nido, guardando gli angeli cantare; e guardare gli angeli, o anche persone che cantano, è molto più piacevole che ascoltarli. Per questa ragione i grandi artisti danno sempre ai loro angeli liuti senza corde, flauti senza aperture di sfogo, e zampogne attraverso le quali nessun fiato può vagare o zufolare.

 

Di Monreale, coi suoi chiostri e la cattedrale, hai sentito parlare. Ci siamo andati spesso in carrozza, e i cocchieri sono ragazzi deliziosi magnificamente scolpiti. In loro, non nei cavalli siciliani, si vede la razza. I preferiti erano Manuele, Francesco e Salvatore. Mi piacevano tutti, ma mi ricordo solo di Manuele.

 

Sono diventato molto amico anche di un giovane seminarista che abitava nella cattedrale di Palermo, lui e undici altri, in stanzette sotto il tetto, come uccelli. Ogni giorno mi faceva visitare un po’ per volta tutta la cattedrale, e io letteralmente mi inginocchiavo davanti all’enorme sarcofago di porfido nel quale giace Federico II.

oscar wilde 3oscar wilde 3

 

È una sublime, grandiosa cosa nuda, di colore scuro, retta da leoni che hanno preso parte del furore dell’anima irrequieta del grande Imperatore. Dapprima il mio giovane amico, di nome Giuseppe Loverde, dava a me le informazioni, ma dal terzo giorno gli ho dato io delle informazioni, e ho riscritto la storia come al solito e gli ho spiegato tutto sul Sommo Sovrano e la sua Corte di Poeti e sul tremendo libro che non ha mai scritto.

 

Giuseppe aveva quindici anni ed era dolcissimo. La regione per cui era entrato nella chiesa era squisitamente medievale. Gli ho chiesto perché pensasse di diventare chierico, e come.

 

Mi rispose: «Mio padre è un cuoco, e poverissimo, e a casa siamo in molti, così mi è sembrata una buona cosa che in una casa piccola come la nostra ci fosse una bocca in meno da nutrire, perché, malgrado io sia magro, mangio molto: troppo, ahimè, temo».

Gli ho detto di rallegrarsi, perché Dio usa spesso la povertà come un mezzo per portare a Sé le persone, e così non fa con i ricchi, se non raramente. Così davo coraggio a Giuseppe, e gli ho regalato un libretto di devozioni, molto grazioso, con più illustrazioni che preghiere; così molto utile per Giuseppe, che aveva begli occhi.

 

oscar wilde 2oscar wilde 2

Gli diedi anche molte lire, e gli predissi un cappello cardinalizio, se fosse rimasto molto buono e non mi avesse mai dimenticato. Disse che non lo avrebbe mai fatto: e credo davvero che non gli succederà, perché ogni giorno lo baciavo dietro l’altare maggiore.

 

A Napoli ci siamo fermati tre giorni. Molti dei miei amici sono, come ben sai, in prigione ma ne ho incontrati alcuni di buona memoria e mi sono innamorato di un dio marino, che per qualche ragione è alla Regia Scuola di Marina invece di starsene con Tritone.

 

Siamo arrivati a Roma il Giovedì santo. H. M. è partito il sabato per Gland, e ieri, col terrore di Grissell e della Corte Papale, sono comparso nella prima fila dei pellegrini in Vaticano e ho avuto la benedizione del Santo Padre – una benedizione che loro mi avrebbero negato.

 

Era splendido mentre veniva portato davanti a me sulla sua sedia gestatoria, non era di carne e sangue, ma una anima bianca vestita di bianco, artista quanto santo – il solo esempio della Storia, se si deve credere ai giornali.

 

Non ho visto nulla di simile alla straordinaria grazia del suo gesto, mentre si alzava, di istante in istante, a benedire – presumibilmente i pellegrini, certamente me. Tree dovrebbe vederlo. È la sua sola chance.

 

Ne sono stato profondamente impressionato, e il mio bastone da passeggio dava segni di germogliare: e davvero avrebbe germogliato, solo alla porta della cappella mi sarebbe stato preso dal Fante di Spade. Questo strano divieto è, naturalmente in onore di Tannhäuser.

oscar wilde 1oscar wilde 1

 

Come ho avuto il biglietto? Per miracolo, naturalmente. Pensavo di non aver speranze, e non feci alcun tentativo. Sabato pomeriggio alle cinque io e Harold siamo andati all’Albergo Europa per un tè. All’improvviso, mentre stavo mangiando un crostino imburrato, un uomo, o qualcuno che ne aveva le sembianze, vestito come un portiere d’albergo, entrò e mi chiese se avrei voluto vedere il Papa il giorno di Pasqua. Io chinai umilmente la testa e dissi «Non sum dignus» o qualcosa di simile. E lui tirò fuori un biglietto!

 

Quando ti dico che il suo viso era di soprannaturale bruttezza, e che il prezzo del biglietto era di trenta pezzi d’argento, non è necessario che dica altro. Un’altra cosa altrettanto curiosa è che ogniqualvolta passo dall’albergo, il che faccio costantemente, vedo lo stesso uomo. Gli scienziati chiamano questo fenomeno ossessione del nervo visivo. Io e te lo conosciamo meglio.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…