PIÙ STREAMING PER TUTTI – NETFLIX LANCIA “MARCO POLO”, LA FICTION GLOBALE IN SALSA ITALIANA, E PREPARA L’ASSALTO ALLA TV TRADIZIONALE ANCHE IN AUSTRALIA – ESORDIO RINVIATO IN ITALIA PER VIA DEI NOSTRI RITARDI SULLA BANDA LARGA

Stefania Ulivi per "CorrierEconomia - Corriere della Sera"

 

netflix netflix

Il conto alla rovescia è cominciato. Venerdì prossimo Netflix, il colosso di Los Gatos, si prepara a invadere dalla Silicon Valley gli schermi di mezzo mondo con il prodotto più ambizioso, Marco Polo , la serie tv in dieci puntate che ha prodotto assieme ai fratelli Weinstein. Un budget da record, 90 milioni di dollari (solo Game of Thrones è costata di più), così come fuori misura sono le 550 persone impegnate nella costruzione dei set (51 dei quali sono stati costruiti nei nuovi Pinewood Studios in Malesia), i cento attori provinati per il ruolo di protagonista prima che la scelta cadesse su un italiano, il 24enne spezzino Lorenzo Richelmy. Da noi visto di recente in Sotto una buona stella di Verdone, sconosciuto nel resto del mondo. Nei panni del padre Niccolò c’è Pierfrancesco Favino.

 

Richelmy Lorenzo e Margherita Laterza Richelmy Lorenzo e Margherita Laterza

Ma, soprattutto, Marco Polo è la carta che Netflix si gioca per fare il salto di qualità — e quantità — nella scena televisiva globale. Non solo Usa dove i risultati sono ottimi, confermati dalle abitudini del pubblico che — rivelano i dati Nielsen resi noti nei giorni scorsi — consuma sempre meno tv tradizionale e privilegia sempre più la visione in streaming .

 

In patria Netflix ha raggiunto risultati significativi, insidiando il primato anche di autorevolezza della Hbo e distanziando i concorrenti diretti Amazon e Hulu. I quattro Emmy di House of cards , l’accoglienza trionfale di Orange Is the New Black, l'approdo ai prossimi Oscar del doc Virunga prodotto da Leonardo DiCaprio, la campagna acquisti di grandi nomi, da Adam Sandler a Tina Fey.

pierfrancesco favino con la fidanzatapierfrancesco favino con la fidanzata

 

Ma il campo di battaglia ormai è il mondo intero. Presente in 50 Paesi con circa 50 milioni di abbonati totali, Netflix è sbarcato in settembre in Francia dopo un accordo con il gruppo di telefonia Bouygues offrendo abbonamenti da 7,99 euro al mese. Fresco di esordio anche in Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo, già da tempo in Irlanda, Paesi Bassi e nel Regno Unito.

 

Dove il colpo grosso, sul fronte dei contenuti, è stato l’accordo con il creatore di The Queen . Ovvero lo sceneggiatore Peter Morgan che con il regista Stephen Daldry ( Billy Elliot ) è pronto a realizzare The Crown , che debutterà nel 2016. Un House of cards all’europea lungo il regno di Elisabetta II ricco di intrighi e colpi sull’asse Buckingham Palace e 10 Downing Street, lanciato con lo slogan: «Due case, due corti, una corona».

 

house of cards spaceyhouse of cards spacey

Per l’Italia si era parlato del prossimo settembre, ma, come conferma l’azienda al Corriere , al momento non ci sono piani precisi. Il mercato europeo potenzialmente significa 180 milioni di utenti — le previsioni parlano di 100 milioni entro il 2020 — ma i dati francesi sono stati un po’ al di sotto delle aspettative. Meglio rimandare, dunque, l’approdo in un mercato televisivamente anomalo come quello italiano, un Paese dove il cronico ritardo sulla banda larga non offre garanzie per un’ottimale distribuzione su larga scala. Per ora, oltre a Richelmy e Favino, la presenza italiana su Netflix vanta anche le fatine di Iginio Straffi, approdate con lo spin-off Wow: The World of Winx.

 

HOUSE OF CARDS HOUSE OF CARDS

Le prossime tappe dell’espansione saranno l’Australia e la Nuova Zelanda dove Netflix approderà nel marzo 2015 (appena dopo il lancio della terza stagione del gioiello di casa, House of cards) . E, soprattutto, il mercato con il bacino più appetibile. Quello orientale, la Cina innanzitutto. Dove si è già mossa Hbo. Il canale del gruppo Time Warner ha appena annunciato un accordo di streaming con il gigante di Internet Tencent.

 

Insieme a Marco Polo , Netflix lancia anche il sequel del film Crouching Tiger, Hidden Dragon sempre scritto da John Fusco e prodotto a Harvey Weinstein come la serie tv che nel primo episodio mostra Kublai Khan che dice: «Imperatore della Cina? Imperatore della Mongolia? Io voglio essere imperatore del mondo». Parole che sembrano uscite dalla bocca di Ted Sarandos capo dei contenuti di Netflix.

Ultimi Dagoreport

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)