1. NON È CHE CI VOGLIA UNO SCIENZIATO PER CAPIRE CHE IL CAINANO HA GIÀ PERSO LE ELEZIONI. DA IERI È ANCHE UFFICIALE. BERSANI E MONTI GOVERNERANNO INSIEME E IL BANANA FARÀ L’OPPOSIZIONE TENTANDO DI BLINDARE LE TV E DI IMPEDIRE RIFORME SGRADITE 2. SE SI TIENE A MENTE QUESTO FACILE SCHEMA CHE NASCE DAI NUMERI, SI CAPISCONO ANCHE LE ULTIME, RAZIONALISSIME, MOSSE DEL CAVALIER POMPETTA: UNO CHE HA GIÀ PERSO NON BUTTA SOLDI NEL 6X3, MA VA IN TV GRATIS A FARE QUEL CHE MEGLIO SA FARE 3. UNO CHE RISCHIA IL LANCIO DI ORTAGGI EVITA LE PIAZZE E NON PUÒ CHE SPIEGARLO DICENDO CHE RISCHIA LA PELLE PER OSCURE GRAVI RAGIONI CHE OVVIAMENTE IL VIMINALE IGNORA 4. UNO CHE HA GIÀ PERSO LA GARA CONTRO IL TEMPO PER EVITARE LA SENTENZA RUBY, RINUNCIA COMUNQUE ALLA DEPOSIZIONE FAVOREVOLE DELLA MAROCCHINA PER EVITARE ANCHE SOLO UN PO’ DI SOVRAESPOSIZIONE MEDIATICA SUL CARO, VECCHIO BUNGA BUNGA

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS

1 - CAVALIER PIFFERONI...
Non è che ci voglia uno scienziato per capire che il Cainano ha già perso le elezioni. Da ieri è anche ufficiale. Culatello Bersani e Rigor Montis governeranno insieme e il Banana farà l'opposizione tentando di blindare le tv e di impedire riforme costituzionali sgradite. Se si tiene a mente questo facile schema che nasce dai numeri, si capiscono anche le ultime, razionalissime, mosse del Cav. Uno che ha già perso non butta soldi nel 6x3, ma va in tv gratis a fare quel che meglio sa fare.

Uno che rischia il lancio di ortaggi da parte dei suoi ex elettori impoveriti evita le piazze e non può che spiegarlo dicendo che rischia la pelle per oscure gravi ragioni che ovviamente il Viminale ignora, ma i sondaggisti sanno perfettamente. Uno che ha già perso la gara contro il tempo per evitare la sentenza Ruby, rinuncia comunque alla deposizione favorevole della ragazza marocchina per evitare anche solo un po' di sovraesposizione mediatica sul caro, vecchio bunga bunga.

Sul Corriere, Luigi Ferrarella spiega bene la nuova strategia processuale messa a punto da Nosferatu Ghedini e Cappuccione Longo: "Dopo aver promesso di farsi interrogare e aver invece il 19 ottobre scelto le più comode ‘dichiarazioni spontanee' senza domande, ieri Berlusconi rinuncia a Ruby come teste a sua difesa e propone ai pm Boccassini e Sangermano (che accettano) di non ascoltarla più, accordandosi sull'acquisizione dei 6 verbali di Ruby nel 2010 in presenza solo dei pm (...). Alla faccia della formazione della prova davanti ai giudici nell'oralità e contraddittorio delle parti, che preferiscono giocare a poker estraendo dal mazzo di 2 anni fa le carte ritenute più convenienti" (p. 2).

Su Repubblica: "Ruby, il processo non si ferma, no dei giudici allo stop elettorale. Legittimo impedimento bocciato. La Boccassini si oppone: ‘Berlusconi non è né segretario né candidato premier" (p. 8). Insomma, per il tribunale ha ragione Maroni. Questa sì che è una notizia.

2 - URNE DIFFERENZIATE...
Ogni giorno che passa si apprezzano i risultati della famosa riforma Severino sulle sedicenti liste pulite. "In lista e sotto processo. Rischiano di passare dall'Aula al carcere. Sono 85 le deroghe nel Pdl alle candidature" (Stampa, p. 4). "Cosentino e gli impresentabili. Papa e Laboccetta: va candidato. Con noi. La scorsa settimana l'ex sottosegretario è corso dal Cavaliere: Io escluso? Spero di aver capito male" (Corriere, p. 5). Spero di aver capito male è fantastico. E' proprio da summit ad Aversa.

"Nel Pdl vincono gli inquisiti. Fuori solo chi ha già condanne. Braccio di ferro su Dell'Utri. Berlusconi: non ci pieghiamo alla giustizia politica. Verdini sponsor dei cosiddetti impresentabili: "Senza di loro addio Campania" (Repubblica, p. 4 e non P4, fare attenzione).

Sul fronte Udc, il Giornale di Feltrusconi si diverte con la parentopoli di Pierfurby Casinando. "Il quoziente familiare Udc: tutti in lista i figli di papà. Poltrone sicure per gli eredi dei decani del partito. Così Casini realizza il cardine del proprio programma elettorale: mette al centro la famiglia" (p. 7). Pezzo simile anche sul Cetriolo Quotidiano, che a differenza dei giornali di destra ama, però, dedicarsi anche ai candidati della sua parte politica. "Il deputato Nino Papania è il deus ex machina di assunzioni e disservizi nella raccolta dei rifiuti a Palermo. Un senatore impresentabile" (p. 2).

Un problema anche in casa Monti, dove c'è un indagato e Libero lo trova subito: "De Giorgi il gay di Monti è diventato un guaio. Inchiesta sull'omosessuale candidato nella lista del premier per reati ambientali e falso in atto pubblico". Inqualificabile il doppio senso della cronista Brunella Bolloli sugli uccelli del parco di Migliarino (p. 6).

3 - MA FACCE RIDE!...
"Precari, l'Inps indaga sul buco dei contributi" (Corriere, p. 13).

4 - POLIZIOTTONI IN FUGA...
E' un inesauribile pozzo di San Patrizio, il Viminale, quando si tratta di evitare le inchieste della magistratura sui suoi vertici. "Le mosse dell'ex vicecapo della polizia per evitare l'interdizione. Izzo dice no all'interrogatorio a Napoli e contesta la competenza territoriale. E' accusato di aver favorito Finmeccanica negli appalti" (Corriere, p. 16). Sull'inchiesta è calato un silenzio un po' sinistro.

5 - DISECONOMY...
"Nell'Italia della crisi la spesa finisce sotto zero. I dati Nielsen: il taglio della quarta settimana ora è avvertibile già dalla prima" (Stampa, p. 10). Debito record ma la discesa è già cominciata. A dicembre ha sfondato i 2000 miliardi" (Messaggero, p. 1). Per Lamberto Dini, candidato con il Pdl ed editorialista di Libero, "il fabbisogno è raddoppiato e i conti dei tecnici non tornano: buco di 30 miliardi" (p. 1).

6 - AVVISI AI NAVIGATI...
Mario Greco si porta i giornalisti a Londra e oggi c'è lo stesso pezzo su tutti i quotidiani. Sul Giornale, però, provano a spiegare un po' la notizia del cosiddetto "abbandono dei salotti da parte di Generali". "Ora Trieste prova a lasciare i salotti. Occhi puntati su Rcs e Telecom" (p. 19). Tecnicamente, Telecom più che un salotto è una corazzata di debiti.

7 - VIENI AVANTI, CREATIVO...
"Dettagli inediti nel progetto Podium di Tod's. Formale e sportivo insieme. Lo stile è formale e si ispira all'eccellenza della calzoleria e del gusto italiano, ma come ormai si impone, reinterpretato e arricchito da dettagli inediti: in questo nuovo modello della linea Podium Tod's i ferma-lacci e battistrada in gomma tipici delle scarpe tecniche si uniscono a lavorazioni e materiali pregiati" (Stampa, p. 21).

 

 

VIGNETTA BENNY SU LIBERO MONTI STAMPELLA DI BERSANI bersani e montiberlu banana Berlusconi il Banana Bavaglio Altan Da l Espresso ruby ruby ruby ruby berlusconi-boccassini-stretta-di-manoNICOLA COSENTINO DELLUTRI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…