FRANCO NERO “UNCHAINED” – IL PADRE DI TUTTI I DJANGO RITORNA SUL LUOGO DEL MASSACRO: “TARANTINO CONOSCE A MEMORIA TUTTE LE BATTUTE DEL MIO PERSONAGGIO NELLA VERSIONE ORIGINALE” - “QUENTIN MI HA RACCONTATO DI AVERE SCOPERTO L’AMORE PER GLI “SPAGHETTI WESTERN” E PER ‘’DJANGO’’ A 14 ANNI: LAVORAVA COME COMMESSO IN UNA VIDEOTECA’’ – ‘“DEVO TUTTO A JOHN HUSTON: SUL SET DE ‘’LA BIBBIA’ ERO AIUTO FOTOGRAFO…”

Quentin Tarantino ha un mito: Franco Nero. Per l'interprete del leggendario pistolero Django, il regista di Pulp Fiction e di Bastardi senza gloria ha sempre dichiarato di provare un'ammirazione sconfinata. L'ha inseguito per anni e, alla fine, l'ha convinto a realizzare il suo sogno: far rivivere il mito degli "spaghetti western" nel suo nuovo film Django Unchained, tra i favoriti agli Oscar. «Quentin mi ha sorpreso ed emozionato: conosce a memoria tutte le battute del mio personaggio Django, nella versione originale. E perfino tutta la colonna sonora», racconta Franco Nero a "Chi" in questa intervista esclusiva.

Domanda. Django Unchained è un omaggio di Tarantino al film cult di Sergio Corbucci e a lei in particolare. Come spiega questa grande passione?
Risposta. «Quentin mi ha raccontato di avere scoperto l'amore per gli "spaghetti western" e per Django a 14 anni: lavorava come commesso in una videoteca. Erano anni che voleva incontrarmi. "Sei sempre stato il mio mito", mi ha confessato al nostro incontro due anni fa. Ho subito accettato di lavorare con lui e sono partito per New Orleans, senza sapere che cosa mi aspettasse».

D. E che cosa ha scoperto?
R. «Un'esperienza incredibile. Quentin è un genio con lo spirito del "fanciullino", per citare Pascoli. Sempre entusiasta. Ha contagiato tutti con la sua energia, la sua voglia di giocare. Un cast pazzesco. Ho ritrovato Waltz, ci conosciamo da anni: io, grande appassionato di pesca, gli ho insegnato a pescare. DiCaprio ha fatto venire la madre sul set, perché voleva la conoscessi. E con Jamie Foxx un'intesa perfetta».

D. Ma il mitico Django come si reinventa in questo film?
R. «Riporto sullo schermo Django, l'originale. Così il pistolero di Corbucci incontra l'altro Django. Da brivido».

D. Come ha convinto Tarantino a recitare nel suo western, L'angelo, il brutto e il  saggio, di cui è anche coproduttore?
R. «Gli ho raccontato la scena in cui il suo personaggio imbraccia un fucile a canne mozze, che spara monete d'oro al posto delle pallottole. È impazzito
letteralmente».

D. Che ricordo ha del suo Django originale?
R. «Una bellissima avventura, senza denaro, quasi senza sceneggiatura. Django è un film che non muore mai, conosciuto in tutto il mondo. Negli Usa è
uscito di nuovo da poco, una copia è conservata al Moma. Quando apparve, non ero più Franco Nero, ma Django. In albergo mi registravano con il nome del personaggio».

D. Icona degli "spaghetti western". Stereotipo ingombrante?
R. «Sono orgoglioso di esserlo. Ma la mia carriera è di 190 film, con i più grandi, Buñuel, Fassbinder, Petri. Potevo avere una carriera hollywoodiana. Ho provato, ma non era per me. Ho girato film ovunque, molti mai arrivati in Italia. Preferisco girare con giovani registi».

D. A scoprirla un mito come John Huston...
R. «Devo tutto a lui. Sul set di La Bibbia ero aiuto fotografo. Mi notarono e lui mi volle incontrare. "Impara bene l'inglese, sarò il tuo professore", e mi diede i dischi di Shakespeare recitati da Olivier e Gielgud. Così ho affrontato il musical
Camelot tutto in inglese».

D. Al suo fianco, in Camelot, Vanessa Redgrave, una storia d'amore che sfiora i 40 anni
R. «Ci "eravamo sposati" nel 1977, poi lei ha perso l'anello e, in un'occasione con tutta la nostra famiglia riunita, gliel'ho ridato (nel 2006 le nozze)».

D. Suo figlio Carlo, regista, le ha dedicato il documentario L'uomo dai mille volti.
R. «Un grande atto d'amore di un figlio verso il padre. Abbiamo un rapporto favoloso, è un ragazzo eccezionale, grande talento. Che padre sono? Ho sempre cercato di dare il buon esempio, ho ricevuto un'educazione rigorosa, ringrazio per questo mio padre, carabiniere, e mia madre, a 93 anni ancora una donna fortissima. Sono un nonno pazzo dei suoi nipotini. Li adoro. I figli di Natasha (Richardson, nata dal primo matrimonio di Vanessa Redgrave, ndr), Michael e Daniel Jack, e quelli di Carlo, Raphael e Lilli. Appena posso, volo da loro».

 

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