paolo corsini

IL NOSTALGICO PAOLO CORSINI, "ER SOR TENTENNA" DI TELE-MELONI - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PROMOSSO DALLA DESTRA AL POSTO DI ANTONIO DI BELLA, RISCHIA DI FINIRE STRITOLATO DAL CASO SCURATI. COME DAGO DIXIT, PER SALVARE IL "CAMERATA" ROSSI, PROSSIMO A.D. RAI, LA MELONI E’ PRONTA A OFFRIRE LA TESTA DI CORSINI (DESTINATO AD ESSERE SOSTITUITO DOPO LE EUROPEE DA ANGELA MARIELLA, IN QUOTA LEGA)...

Antonio Fraschilla per “la Repubblica” - Estratti

 

paolo corsini

In Rai è considerato il meno sicuro del gruppo destrorso e per questo lo «yesman» più a rischio inciampo della nidiata meloniana cresciuta sotto la guida di Giampaolo Rossi. Paolo Corsini nei corridoi dell’azienda pubblica è da molti definito il meno arrogante e quello dai modi più garbati nel trio nero che comanda oggi davvero la tv di Stato e dal quale lui “dipende”: un trio composto, oltre che dal direttore generale e filosofo del pensiero della destra televisiva, Rossi, anche da Angelo Mellone e Nicola Rao.

 

Ma Corsini resta in fondo la seconda fila promossa e ripromossa dalla destra al governo fino al vertice del genere Approfondimenti, al posto di un nome di peso come quello di Antonio Di Bella: promosso fino a sedersi su una poltrona che deve prendere scelte delicate e in tempi brevissimi.

 

paolo corsini

Corsini è uno che si chiede con candore «allora come stiamo?» alla festa di Fratelli d’Italia, sentendosi parte della casa Meloni, ma ora al vertice della tv di Stato deve gestire patate bollenti continue: perché sotto la sua direzione ci sono programmi non graditi a Palazzo Chigi, come Report, e il monologo da tagliare perché non piace al partito è sempre dietro l’angolo. Se si è insicuri il pasticcio è solo questione di tempo.

 

Per tutto questo dentro la nuova Rai «non a caso», si sussurra, Corsini «rischia di finire adesso stritolato » dal caso Scurati, essendo lui formalmente il responsabile di quanto accaduto da direttore dell’Approfondimento e, allo stesso tempo, il più «sacrificabile» del gruppetto destrorso che ha preso le redini del Cavallo di viale Mazzini.

 

paolo corsini

Una carriera dietro le quinte, quella di Corsini, giocata molto sulla politica oltre al giornalismo: entrato in radio alla fine degli anni Novanta, ha lavorato a Tg Parlamento e Rainews, occupandosi anche di sport: ma in 25 anni di carriera non ha mai condotto un tg o un programma.

 

(...)

Per il resto solo qualche uscita sui social dal sapore nostalgico del Ventennio, dalla pubblicazione su Facebook della foto del padre bambino tra i «Figli della Lupa» nel 1938 a Tripoli con la frase «con ali e fiamme la Giovinezza va», alla foto del concerto dei 270bis, il gruppo di Marcello De Angelis noto anche per la canzone «Claretta e Ben», brano dedicato a Benito Mussolini e Claretta Petacci, che recita: «Io ho il cuore nero, e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero».

 

«Grazie per le emozioni» scriveva dopo questo “evento” qualche anno fa. Corsini insomma non dà le soddisfazioni del suo dante causa Rossi, che nel suo blog in anni precedenti alla guerra in Ucraina descriveva magari un Putin come colui che non vuole sottomettere la Russia al «nuovo ordine mondiale preconizzato da Soros». Al massimo si trovano frasi, sempre sui social, contro la stampa di sinistra e «l’ossessione per il fascismo e il razzismo che dilagherebbero in Italia ».

paolo corsini

 

Oppure battute, come quando in risposta a un tweet di Gianni Riotta che sosteneva di non «avere mai detto che Grillo è fascista», Corsini sottolineava: «Il fascismo è una cosa seria».

 

Il direttore tiene invece alla sua immagine ardita e indomabile, ad esempio postando foto da giocatore di rugby che affronta il fango del campo, o di amante delle moto stile anni Settanta, che guida magari con un giubbotto di pelle da inquieto giovane (che non è, avendo 55 anni).

 

Ma poi quando deve parlare con un Sigfrido Ranucci furibondo per il taglio alla repliche del suo programma o con una Serena Bortone che si lamenta per i budget di Chesarà, il direttore tentenna e prende tempo. E a proposito di grane: ieri, nonostante abbia ben altro a cui pensare, ha dovuto ascoltare al telefono pure il premier albanese Edi Rama furibondo per la puntata di Report sull’accordo Italia-Albania in tema di migranti.

PAOLO CORSINI

 

Di solito comunque alle richieste di chiarimento di Ranucci, di Bortone, oppure di Riccardo Iacona, Corsini dice no a caldo, ma poi magari telefona al piano di sopra per sapere che fare. Resta quindi una domanda che circola in questi giorni tra gli addetti Rai: sul caso Scurati la telefonata l’ha fatta o per una volta ha detto, «decido io?». Il risultato comunque non cambia.

 

Un disastro, soprattutto per la leader maxima Meloni che le veline del Palazzo narrano essere andata su tutte le furie.

paolo corsini 3paolo corsini (1)paolo corsini

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…