riccardo muti

“OGGI I DIRETTORI SEMBRANO FARE I CLOWN, IO SONO NAPOLETANO, SE VOGLIO FARLO BATTO TUTTI” – RICCARDO MUTI A MILANO PER UNA MASTERCLASS CON L’ORCHESTRA CHERUBINI: “VERDI NON È ZUMPAPÀ, È SUONATO MALE. GLI ORCHESTRALI, POI, VOGLIONO ESSERE CHIAMATI PROFESSORI D’ORCHESTRA, SOLO CHE NON SANNO COSA SIA UNA SCALA INTONATA” (CON CHI CE L’HA?) - LA REFRATTARIETA’ AL POLITICALLY CORRECT: “LA STORIA VA MANTENUTA” – “SONO TROPPO VICINO ALLE MUSICISTE, POI DICONO CHE IL MAESTRO...” - IL DAGOREPORT SU “AGRIGENTO CAPITALE DELLA CULTURA 2025”

 

https://www.dagospia.com/cronache/dagoreport-giuli-concerto-muti-agrigento-e-l-appuntamento-storia-no-442542

 

 

Pierluigi Panza per il "Corriere della Sera” - Estratti

 

Allusivo quando si accarezza i bei capelli argentei («Oggi i direttori sembrano fare i clown, io sono napoletano, se voglio farlo batto tutti»); refrattario al politically correct («La storia va mantenuta»), dapontiano doc. («Sono troppo vicino alle musiciste, poi dicono che il maestro...»),

 

riccardo muti concerto agrigento

autoironico nella crociata antiglobal, latino al 100%... Ma con 23 lauree ad honorem e il passato carico di gloria, chi glielo fa fare di salire sul palco del Deposito della Fondazione Prada di Milano per celebrare, come un sacerdote in una cattedrale di cemento, una masterclass che è lezione, arringa e one man show ?

 

Riccardo Muti, a 84 anni, possiede la forza tellurica per istruire, fino al 30 novembre, l’Orchestra Giovanile Cherubini, otto giovani cantanti, nove direttori e quattro maestri collaboratori («Figura quasi scomparsa»), selezionati da tutto il mondo, nell’edizione 2025 della «Riccardo Muti Italian Opera Academy», terza in Fondazione Prada.

 

In dieci giorni i giovani saranno guidati nell’esecuzione di un Don Giovanni . 

 

(...)

riccardo muti concerto agrigento

La Cherubini, che festeggia i vent’anni, ha visto passare 1.200 ragazzi che oggi suonano in orchestre: «È la cosa più importante che ho fatto nella vita. Alcuni hanno dovuto lasciare anche se avevano il massimo dei voti: lo Stato ha il dovere di dare loro un posto.

Il nostro Paese è povero di orchestre, a Seul ce ne sono 22, qui le chiudono».

 

L’Italia è il Paese dell’Opera e «per dirigere musica italiana devi conoscere la lingua. Io sono frutto della scuola italiana, la difendo. All’estero sento pronunce inadeguate e i critici tacciono. Verdi non è zumpapà : è suonato male. È scomparso il pianissimo: una volta von Karajan fece un pianissimo di venti minuti.

 

Oggi basta l’acuto. Gli orchestrali, poi, vogliono essere chiamati professori d’orchestra, solo che non sanno cosa sia una scala intonata» (allusione?). Si comincia nella tragica modalità in re minore. Viola, violoncello, contrabbasso e fagotto «dovete continuare la nota».

 

riccardo muti concerto agrigento

Poi si passa alla scena del commendatore, con i cantanti: «Il trombone segna un evento diabolico. Amo il contrabbasso, il suono va tenuto, le modulazioni, qui c’è dolore, si sente nel semitono... siete troppo legati, devo sentire la paura, la discesa agli inferi.

Il colore è scuro, altrimenti fa schifo. Qui i suoni vanno innalzati al cielo. Battuta 17 solo archi, poi entrano i timpani e spacca tutto...».

 

«La mia esperienza di Don Giovanni — racconta — nacque qui con Strehler, non credo che imparerei dai registi di oggi»: fu la prima della Scala del 1987. «Nella scuola toscaniniana il direttore era responsabile di tutto, va bene che ora uno si è pure messo una benda sugli occhi (allusione ad Alberto Veronesi nella Bohème ). Con Strehler e Frigerio pareva un sogno».

 

Si riprende. «No arpeggio, stop stop qui si schiarisce il cielo: re do si la sol... battuta 113 fortissimo. Troppo aggressivi, sembrate zappatori. Non ciascuno per conto proprio, non suonate nota per nota, bisogna averle nella testa dalla prima all’ultima».

riccardo mutiriccardo muti - concerto di natale in senatoriccardo muti - concerto di natale in senatoriccardo muti - concerto di natale in senatoriccardo muti sergio mattarella - concerto di natale in senatoriccardo muti concerto agrigento

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...