PAGELLE AZZURRI - BALOTELLI E' LA SUA NOTTE - BUFFON STREPITOSO - BALZARETTI PREZIOSO - BONUCCI DOMA GOMEZ - CHIELLINI COPRE E SPINGE - MARCHISIO MANGIAGOL - PIRLO È LA ROCCIA CUI FA APPIGLIO L'ITALIA - DE ROSSI LA SCIATALGIA GLI PESA - MONTOLIVO UNO SPLENDIDO LANCIO PER IL RADDOPPIO DI BALOTELLI - PRANDELLI HA PRESO UNA SQUADRA CHE È PARTITA TRA LE PERNACCHIE E L'HA PORTATA IN FINALE ALL'EUROPEO…

Ansa.it

BUFFON 7.5: questa volta il lavoro c'é anche per lui, e non é poco. Finché l'Italia non mette a tacere la Germania, sono tiri centrali e cross da tutte le parti. Lui sbaglia un paio di uscite, ma è reattivo sulla botta di Kroos, sul fil di palo di Ozil e soprattutto su Kedira. Poi nella ripresa è strepitoso sulla punizione di Reuse che devia sulla traversa.

BALZARETTI 7: spostato a destra per i problemi fisici di Abate, riduce il raggio di azione ma è prezioso sia in chiusura sia in supporto al centrocampo.

BONUCCI 7: Mai perde la posizione, perché lì c'é il pericolosissimo Mario Gomez. Ma non si fa intimorire dal nome

BARZAGLI 7: comanda la difesa qualche passo dietro il compagno, in seconda battuta, o spesso su Ozil. Rischia l'autogol al 12' sul rimpallo di Buffon, ma la fortuna l'aiuta in angolo.

CHIELLINI 7: copre e spinge, anche se nei primi minuti stringe troppo al centro come se fosse quella la sua posizione. Nasce da una sua combinazione con Cassano il primo gol, lui prende sicurezza e mette in soggezione la difesa tedesca da quella parte.

MARCHISIO 6.5: partenza lenta, il giro palla dei tedeschi spesso lo fa correre a vuoto. Ma la carburazione accende poi il motorino inesauribile, e cresce in corsa e palleggio minuto dopo minuto. Sbaglia però due volte sottoporta il gol che può chiudere la partita nella ripresa, e la seconda volta è davvero clamorosa

PIRLO 8.5: A volte impressionante, un po' Nureiev un po' Tomba per come danza tra gli avversari come fossero paletti di una pista da sci. Il suo palleggio, spesso sbeffeggiante per i tedeschi, è la roccia cui fa appiglio l'Italia all'inizio quando la fatica dei 120' con l'Inghilterra sembra scrivere il destino azzurro. Nonostante sia penalizzato dal campo che fa zolle, detta sempre i tempi di gioco. Ancora una notte strepitosa.

DE ROSSI 7: la sciatalgia gli pesa, e si vede. In avvio mancano brillantezza e grinta, appare addirittura intimorito nei contrasti. Ma stringe i denti, arretra di qualche metro per restare in copertura, e quando l'Italia fa il 2-0 comincia a salire anche lui

MONTOLIVO 7: classe italiana e grinta tedesca, un mix perfetto da figlio dei due Paesi. Sbaglia un gol fatto su assist di Cassano alla mezzora, ma 6' dopo si fa perdonare eccome con uno splendido lancio per il raddoppio di Balotelli. Lotta anche in copertura. Dal 17' st

THIAGO MOTTA 6.5: entra per dare ordine e fare diga all'assalto avversario, ci riesce.

CASSANO 7: è affaticato, e si vede, ma ha ragione Prandelli a dire che la classe non ha minutaggio. Le sue giocate mettono in ansia la difesa tedesca, il simbolo è la giocata destro- sinistro che apre la porta del vantaggio azzurro. Dal 12' st DIAMANTI 7: prova il pallonetto da centrocampo e poi dà uno splendido assist a Marchisio. Comunque fastidiosissimo per gli avversari, perché ha tecnica e temperamento.

BALOTELLI 9: un gol di testa, uno con un gran destro sotto l'incrocio dei pali. E' la sua notte, lui la celebra con uno spogliarello che lo lascia a torso nudo come un moderno Mike Tyson che abbia mandato ko l'avversario. Va vicino persino al terzo gol nella ripresa, prima di uscire per la fatica che gli morde i polpacci. Dal 25' st DI NATALE 6.5: sbaglia uno di quei gol che lui non fallisce mai, ma per il resto tiene sempre in apprensione la difesa di Loew

ALL. PRANDELLI 8.5: Il discorso in senso ampio è persino banale: ha preso una squadra che è partita tra le pernacchie, (un po' per il calcioscommesse che ha portato i poliziotti a Coverciano e molto per lo scetticismo generale) e l'ha portata in finale all'europeo. Giocando bene, perlomeno dai quarti in poi dopo gli sprazzi (e gli stenti) del girone di qualificazione. Stavolta era davvero difficile: contro gli azzurri c'erano una condizione fisica fatalmente inferiore a quella avversari, una Germania in crescita costante, e la legge dei grandi numeri. Lui ha smentito tutto ciò, e pure ostentando serenità.

 

 

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