the last of us 2

CHI HA PAURA DEI VICHINGHI GAY E DELLE SOPRAVVISSUTE LESBICHE NEI VIDEOGAME? - IN VIDEOGIOCHI POPOLARI COME “THE LAST OF US 2” E “ASSASSIN’S CREED: VALHALLA” SI ROTTAMANO STEREOTIPI E SI PROPONGONO NUOVE RAPPRESENTAZIONI DI GENERE: SUI SOCIAL NETWORK LE POLEMICHE DIVENTANO SEMPRE PIÙ VIOLENTE

 

 

Luca De Santis per www.lastampa.it

 

Era la metà degli anni Ottanta quando a Satoru Okada e Yoshio Sakamoto, creatori di Metroid per Nintendo, venne un’idea sorprendente: rivelare solo alla fine del gioco che il protagonista nell’armatura era in realtà una donna di nome Samus Aran. La sorpresa arrivava solo se si concludeva il gioco in meno di tre ore, mentre a meno di un’ora, si poteva ammirare la protagonista in bikini. Nuda a gentile omaggio, “Signor Principe, gradisca”, si diceva in quel film.

the last of us 2

 

Le donne nei videogiochi sono un’anomalia, la loro presenza quando non è un colpo di scena, è da sempre criticata, contestata, discussa, a meno che non siano premio finale, reificate a ricompensa, in bikini, sessualizzate, messe al loro posto delimitato.

 

Le donne sono quelle da salvare e gli uomini sono quelli muscolosi che salvano: spostarsi di un centimetro dai contorni, mette in discussione i ruoli, fa vacillare le sicurezze, e causa reazioni problematiche.

 

A fine giugno scorso, dopo otto anni di attesa, è uscita l’attesissima seconda parte del gioco The Last of Us prodotto dalla californiana Naughy Dog: The Last of Us: Part 2. Già in un contenuto scaricabile del primo capitolo chiamato Left Behind, la protagonista Ellie si avventurava in un centro commerciale abbandonato con l’amica Riley, per un ultimo spensierato pomeriggio e in quell’occasione le due teenager si scambiavano a un tenero bacio sulle note di I got you babe di Etta James.

 

the last of us 2

Anche nel secondo capitolo la sessualità della protagonista viene riconfermata con una storia che coinvolge questa volta Dina, sollevando proprio nel prologo del gioco un conflitto con uno degli abitanti del villaggio che le ha insultate vedendole baciarsi.

 

Tutto è alla luce del sole: la storia di Ellie e Dina sarà centrale nello sviluppo del personaggio e nella sua risoluzione. Viene ad affiancarsi in questa nuova avventura anche una nuova coprotagonista di nome Abby, una ragazza dal fisico nerboruto e muscoloso, così lontano dalla donna in bikini di Metroid.

 

the last of us 2

Alcuni utenti in rete, guardando le immagini trafugate prima dell’uscita e finite online, hanno subito polemizzato pensando a una donna transgender e rendendo palese quanto manchino gli strumenti anche solo per immaginare altre fisicità oltre quella stereotipata: se non ha le curve e un seno grande, è (o era) un uomo.

 

Il tema di The Last of Us: Part 2 è importante e profondo e non si ferma al lesbismo di Ellie, bensì propone una riflessione sui modelli femminili, sulle altre identità, sugli altri corpi e lo fa con il potere dell’immedesimazione che solo i videogiochi possono regalare.

 

Chi ha paura dei vichinghi gay e delle sopravvissute lesbiche nei videogame?

The Last of Us 2

Il sito aggregatore di recensioni Metacritic pubblica in anteprima la votazione dei giornalisti di settore ed è un plebiscito: un capolavoro maturo e profondo da 9,5 su 10. Nella notte del rilascio del gioco però, pochi minuti dopo l’embargo per i negozianti e gli store online, avviene una premeditato e organizzato “review bombing”, ovvero migliaia di utenti assaltano il sito per abbassarne il voto a un 3,3.

 

Sapendo che il gioco ha una durata minima di venticinque ore, è abbastanza fondato pensare che la votazione a pochi minuti dal rilascio sia stata dettata dai temi trattati e non dall’effettiva realizzazione: inutile girarci intorno, The last of us 2 racconta due figure di donne contemporanee e autodeterminate.

the last of us parte 2

 

La discussione sui siti e nei social diventa così tossica e violenta che l’attrice Laura Bailey, interprete di Abby, riceve numerose minacce di morte. Ma purtroppo le minacce alle donne nel mondo dei videogame non si contano più e la lista ormai diventa pericolosamente lunga.

 

Alla disperata costruzione della propria identità, se famiglia, scuola o Stato non danno gli strumenti per comprendere altri corpi, altre identità, altre sessualità, i ragazzi trovano sicurezza in quei gruppi sempre più organizzati che vedono in questa pluralità di racconti un attacco alla figura maschile. Una stabilità data non da reali istanze ma dalla moltitudine, dal gruppo, che da sempre fa sentire più sicuri.

 

assassin’s creed valhalla

Il movimento MRA (Man Right Activist) da anni teorizza un complotto sociale e culturale per cui che le minoranze e le donne non siano davvero oppresse o sottorappresentate, anzi. Forniscono manuali pratici e decaloghi, risposte preconfezionate da utilizzare in veloci copia/incolla dalle chat di 4Chan o Reddit.

 

Non è un fenomeno solo americano, anche in Italia iniziano a vedersi i primi ragazzi che da videolog di YouTube sembrano avere motivazioni convincenti sullo svantaggio del maschio caucasico eterosessuale, in istanze prive di fondamento ma consolatorie, di supporto. “Ormai col femminismo è il maschio a essere oppresso” oppure “se non c’è un personaggio gay sei subito accusato di omofobia”, sono solo le due e più ripetute argomentazioni, mentre ci si organizza in ronde virtuali per minacciare di morte e stupro ragazze e ragazzi che dai loro profili cercano di veicolare messaggi inclusivi.

 

assassin’s creed valhalla

Basta fare un giro nei commenti di YouTube o Instagram per leggere frasi ripetute allo sfinimento e quindi assunte a concetti reali, come quella ridicola della “dittatura del politicamente corretto” che vorrebbe una rappresentazione integrata per la pressione di lobby  femministe e LGBTQ+.Per quelle capriole semantiche che puoi ammirare solo sui social network, le minoranze oppresse, tali perché appunto senza alcun potere, diventano minoranze dalle decisioni incontrovertibili.

 

Cliché come "dittatura del politicamente corretto" acquistano nelle sfinenti ripetizioni un’apparente consistenza, e poco importa che i fatti e i dati dicano diametralmente il contrario: nei giochi presentati all’E3 del 2019, la più importante fiera di mercato del mondo dei videogame, solo il 7% prevedeva una protagonista femminile e solo il 5% opzioni legate ad altri orientamenti e identità. Se con il 7% e il 5% è dittatura, quella del restante 93% e 95% come dobbiamo chiamarla? Egemonia dei quadranti galattici?

 

A novembre di quest’anno uscirà l’ultimo capitolo della celebre saga della Ubisoft, Assassin's Creed: Valhalla, ambientato nell’innevato Nord, tra vichinghi e mitologia norrena. Tra i vari video di anteprima è stata rilasciata una sequenza in cui il protagonista Eivor ha un’avventura sessuale con un altro uomo. Inutile dilungarsi sulle reazioni di lesa maestà all’idea del virilismo normanno infangato dalle famigerate lobby gay che ormai tutto decidono e obbligano.

 

assassin’s creed valhalla

“Ci sono molti personaggi con cui interagire e puoi farlo con entrambi i sessi” spiega la sceneggiatrice del gioco Youssef Maguid, ricordando che la stessa opzione era presente nel precedente capitolo Assassin’s Creed: Odyssey ambientato nell’antica Grecia, e le storie d’amore gay o lesbiche erano possibili con molti dei personaggi incontrati. “Se vuoi essere una donna e fare l'amore con una donna, puoi farlo. Se vuoi essere un uomo e fare l'amore con una donna, puoi farlo. Se vuoi essere un uomo e avere una storia d'amore con un uomo e una donna, puoi farlo” affermò all’uscita la regista di Odyssey, Melissa MacCoubrey, "abbiamo realizzato un gioco che offre una scelta e questo è qualcosa che conta molto per le persone. Per me conta molto. E conta molto anche per tutto il team che ci ha lavorato".

 

Forse anziché parlare di “politicamente corretto” bisognerebbe parlare di "socialmente corretto" perché si offre una rappresentazione della società che corrisponde a quella reale, corretta appunto. E la società reale in cui viviamo è formata per metà da donne e per una grandissima percentuale da persone LGBT+, persone non abili e di etnie diverse (sì, più del 5%).

 

the last of us parte 2

Continuare a rappresentare una società fatta solo di uomini caucasici, eterosessuali e abili, non è realtà, è fantascienza e questo bisognerà comprenderlo prima o poi, senza sentirsi minacciati o destabilizzati da una figura femminile, da un protagonista nero o asiatico, da un bacio gay o anche solo da un asterisco a fine parola.

 

E allora quando ci prenderemo cura delle nuove generazioni e mostreremo loro la varietà della nostra società? Quando ci prenderemo la responsabilità della loro educazione su questi temi? Quando lo faranno le scuole, i professori, i genitori, lo Stato?

 

Che beffa che oggi siano proprio i videogiochi, ciclicamente messi al rogo, a prendersi carico di rappresentare alle nuove generazioni i tanti corpi non conformi, le tante identità, le varie etnie e i vari orientamenti. Mentre in tanti ancora pensano che i videogiochi rendano violenti i ragazzi!

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)