PER LA CESSIONE DI GEDI SIAMO ALLE CALENDE GRECHE? – COME DAGO-DIXIT, LA “TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO EDITORIALE SI È ARENATA. IL MOTIVO È SEMPLICE: I SOLDI - NELLA DUE DILIGENCE AVVIATA DAL MAGNATE GRECO SI STA CERCANDO DI CHIARIRE QUANTA PARTE DELLE PERDITE VA ATTRIBUITA A “LA REPUBBLICA” E QUANDO A “LA STAMPA”, CHE ELKANN DOVREBBE RIFILARE AL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS PER 25 MILIONI DI EURO – IL DAGOREPORT: IL PROBLEMA DELLA VALUTAZIONE DI “REPUBBLICA” E DELLE RADIO GEDI: JAKI VUOLE 120 MILIONI E KYRIAKOU NE HA MESSI SUL TAVOLO SOLO 90…
DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…
Articolo da www.professionereporter.eu
La “trattativa esclusiva” di Exor di John Elkann con il Gruppo Antenna di Theodore Kyriakou doveva concludersi entro il 31 gennaio 2026. Ora fonti vicine a Kyriakou parlano di “probabile chiusura entro febbraio”.
Due questioni in ballo: una di tempi e una di soldi. Innanzitutto, Elkann vorrebbe prima portare a termine la trattativa su La Stampa e quindi procedere con la Repubblica e tutto il resto. In secondo luogo, nella “due diligence” avviata da Kyriakou sui conti di Gedi (la Repubblica, La Stampa, tre radio) si sta cercando di chiarire quanta parte delle perdite -in dieci anni dal 2015 al 2025, ammontano a 270 milioni- si debba attribuire a La Stampa e quanta a la Repubblica.
Elkann sta trattando per La Stampa in esclusiva con il Gruppo Sae di Alberto Leonardis a cui ha già venduto sei giornali locali. Il prezzo ormai è sceso per testata e Centro stampa a una cifra attorno a 25 milioni.
Nelle sue precedenti operazioni di acquisto Sae ha garantito il 51 per cento del prezzo, lasciando il 49 per cento ad attori economici dei vari territori. Nel caso de La Stampa imprenditori piemontesi non si sarebbero fatti avanti e inoltre Elkann non vuole vendere a “colleghi” piemontesi.
La ragione di questa scelta non è chiara, forse perché l’onta di abbandonare il giornale così caro a nonno Gianni Agnelli e a tutta la famiglia, apparirebbe -se intervenissero famiglie torinesi- ancor più grave.
john elkann foto mezzelani gmt 108
Così che Elkann sarebbe disposto a favorire in ogni modo l’acquisto da parte di Sae (Leonardis è aquilano), facilitando l’ingresso e l’attività dei prossimi due anni e permettendo dilazioni nel pagamento delle azioni. Tutto ciò in cambio delle garanzie di Leonardis sulla gestione dei dipendenti, giornalisti e non, e su un relativo mantenimento della linea politica. Con possibile conferma al suo posto del Direttore Andrea Malaguti.
Risolto il problema a La Stampa, Elkann potrebbe concentrarsi sulle trattative con Kyriakou su Repubblica e le radio di Gedi. Qui c’è un problema di valutazione: Elkann vorrebbe almeno 120 milioni e Kyriakou ne ha messi sul tavolo 90. Si deve tener conto che -come è stato detto più volte dall’inizio di questa storia- Kyriakou appare più interessato alle radio (Deejay, Capital, m2o), che portano con loro le frequenze, che alla carta stampata
Nel settore radiofonico, il Gruppo Kyriakou possiede in Grecia le emittenti musicali Easy 97.2 e Rhythmos 94.9, oltre alla piattaforma digitale soundis.gr, attraverso la quale la programmazione di entrambe le radio viene trasmessa online. Nel mercato rumeno, il gruppo gestisce i canali musicali Kiss TV, Magic TV e Rock TV.
THEODORE KYRIAKOU IN QATAR ALLA CENA CON DONALD TRUMP E AL THANI
La famiglia Kyriakou possiede la Tv greca ANT1 e le società che trasmettono i programmi di ANT1 all’estero (ANT1 Satellite, ANT1 Europe, ANT1+ e ANT1 Pacific), nonché i siti web antenna.gr e ant1news.gr. Il Gruppo Antenna possiede e gestisce 32 canali in Europa, Nord America e Australia. Inoltre anche il canale televisivo nazionale MAK TV (ex Macedonia TV). A Cipro gestiscono ANT1 Cyprus.
Dalle radio di Gedi l’ambizione di Kyriakou potrebbe essere quella di affacciarsi in Italia nel mondo delle tv. Va ricordato che fra il 2016 e il 2023 la Repubblica produceva Repubblica TV, rete televisiva all-news, di proprietà del Gruppo Editoriale L’Espresso. Trasmetteva notizie, meteo e programmi politici, cessando le trasmissioni l’11 maggio 2013.
rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 7
Quindi nel giornale esiste un know how e esistono alcune professionalità legate alla tv. Per l’imprenditore greco entrare in affari in Italia costituirebbe un approdo nell’Europa che conta.
Resta da notare che il mondo di Elkann e quello di Kyriakou sono in questo momento molto vicini. Nel maggio 2025, Theodoris Kyriakou è stato invitato a una cena di Stato ufficiale ospitata a Doha dall’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, in onore del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
L’evento si è svolto durante la visita di Stato di Trump in Medio Oriente, lo stesso evento durante il quale John Elkann e Trump hanno incontrato Mohammed bin Salman, primo ministro dell’Arabia Saudita ed erede al trono. Nel 2022, il MBC Group saudita ha acquisito una partecipazione del 30% nell’Antenna Group di Kyriakou.
Elkann dunque è fortemente deciso a mollare i quotidiani che non è riuscito a gestire con profitto e che sono fonte di perdite crescenti, ma affiderebbe il principale a un imprenditore straniero inserito in settori della destra mondiale, dove si colloca anche il governo italiano. E Repubblica, con La Stampa, è il più grande quotidiano che mantiene una visione critica sull’operato di Palazzo Chigi.
ALBERTO LEONARDIS
MARIO ORFEO - SERGIO MATTARELLA - JOHN ELKANN - MOSTRA 50 ANNI REPUBBLICA
THEODORE KYRIAKOU - FOTO LAPRESSE


