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EL PUEBLO, UNITO, E’ MEGLIO TRAVESTITO! - UN DOCU-FILM RACCONTA LA LIBERAZIONE SESSUALE DEGLI ANNI ’70 (VIDEO) PARTENDO DALLO STORICO RADUNO AL PARCO LAMBRO - IN ITALIA E’ STATO IL PORNO LA VERA CONTROCULTURA, DA ''PORCI CON LE ALI'' A CICCIOLINA CHE ANSIMAVA IN RADIO

 

Marco Consoli per “Espresso.repubblica.it

 

CARMINE AMOROSOCARMINE AMOROSO

Quarant’anni esatti dopo il festival ?del Parco Lambro, un film documentario racconta la grande lotta per la liberazione sessuale in Italia: è “Porno & Libertà” di Carmine Amoroso, in uscita il 24 giugno per Wonder Pictures. È un viaggio tra gli eventi e i personaggi di un’Italia governata dalla Democrazia Cristiana, dove gli “atti osceni” erano ancora reato penale.

 

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Vi si ritrovano tanti protagonisti di quell’epoca, come Riccardo Schicchi o Alberto Ferro (scomparso l’anno scorso), che approfittando dell’immunità diplomatica del padre, caricò l’auto di riviste per adulti provenienti dal nord Europa e iniziò a farle circolare ovunque: «Le ragazze non erano neanche nude», racconta nel film, «ma nonostante ciò chi le distribuiva in Italia veniva arrestato. Era talmente assurdo che decisi che avrei dovuto riempire il Paese di porno». Così iniziò a produrre in proprio ?i primi film, che venivano introdotti da cartoon sconci realizzati dal futuro disegnatore di “Charlie Hebdo” Siné.

 

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Molti di quei tabù vennero infranti uno dopo l’altro dalla coppia Schicchi-Ilona Staller, ?il manager e la pornostar: la prima trasmissione nel ’75 con Cicciolina che ansima agli ascoltatori radiofonici, approfittando della prima ondata di radio libere, il primo nudo integrale esibito l’anno dopo in discoteca, e poi naturalmente i film erotici e hard, per un sodalizio che sarebbe culminato nella fondazione dell’agenzia Diva Futura, in cui nei decenni successivi sarebbero state lanciate Moana Pozzi, ?Milly D’Abbraccio ed Eva Henger.

 

Naturalmente con le provocazioni degli show itineranti per le province italiane che si accompagnano ai film, iniziano ad arrivare anche i primi guai con la giustizia: «Se le mutandine di Cicciolina cadevano, cadevano anche i sindaci e gli assessori, sotto la spinta delle proteste», ricorda Schicchi nel documovie, in un’intervista rilasciata poco prima della sua scomparsa: «A ogni spettacolo scoppiava una guerriglia con ?la polizia e c’erano diversi arresti».

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“Non ho mai avuto paura di quello che facevo, ero una spirito libero e lo sono ancora», ricorda oggi Staller. «Quello era il momento giusto per dare alla gente ciò che desiderava. Ricordo che all’epoca c’era chi si faceva portare “Playboy” dagli amici in viaggio negli Usa, perché in Italia era quasi impossibile trovarlo. Ma gli italiani erano diventati curiosi di vedere scene di sesso esplicito, e noi li accontentammo, traghettandoli in una nuova epoca».

 

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«La particolarità del porno italiano», spiega il regista Amoroso, «è il suo legame forte con la controcultura, che aveva capito come il corpo e il sesso avessero una valenza politica. Non a caso “Frigidaire” avrebbe messo in copertina Cicciolina insieme a Norberto Bobbio».

 

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E una parte consistente di Porno & Libertà documenta la manifestazione organizzata da “Re Nudo” ?al Parco Lambro, con la presenza di 400 mila persone, e in cui confluivano tutte le istanze dei giovani di sinistra: la lotta dei proletari contro i padroni e la protesta, con i comizi politici, i concerti rock dove si esibivano artisti come Eugenio Finardi, l’antimilitarismo e naturalmente il sesso.

 

schicchi cicciolinaschicchi cicciolina

«L’elemento centrale era la musica», ricorda Porpora Marcasciano, all’epoca solo un ragazzo e oggi presidente del Movimento identità transessuale, «ma le cose più rivoluzionarie per noi giovani all’epoca erano il nudismo e l’amore libero, che all’epoca non era scontato come oggi e perciò provocava emozioni forti.

 

Fino ad allora i corpi erano rimasti coperti, quindi spogliarsi era un atto fortemente rivoluzionario nei confronti di una società moralista, e in quell’atmosfera orgiastica io, come tanti giovani allora, ci sentivamo liberati». ?

 

E il sollievo non riguardava solo gli eterosessuali, come si intuisce vedendo nelle riprese d’archivio al Parco Lambro ?i discorsi di Mario Mieli, primo attivista italiano a promuovere la liberazione di omosessuali e trans dal ghetto in cui erano rinchiusi al grido provocatorio di “el pueblo, unito, è meglio travestito!”. Nel giugno 1976 Milano fu sconvolta dal festival del proletariato giovanile, organizzato dalla rivista 'Re Nudo'. Un’esaltazione di libertà assoluta, che avrebbe segnato il tramonto della speranza

 

FESTIVAL PARCO LAMBROFESTIVAL PARCO LAMBRO

Il femminismo moderno, che nasceva ?in quegli anni, nel documentario entra a gamba tesa proprio sul porno: «Porci con le ali, pubblicato nel 1976», spiega Lidia Ravera «è stato considerato pornografico, ma in realtà era un romanzo nato sotto la spinta del rifiuto della pornografia e della liberazione sessuale come obbligo per quelle della mia generazione di soddisfare l’immaginario maschile».

 

Così al Parco Lambro confluivano ragazze che non avevano problemi a spogliarsi e fare sesso con sconosciuti ma anche le loro coetanee che rifiutavano quell’ideologia nascente secondo cui se non ti concedevi al primo che capitava eri frigida. «Il clima era estremo: pensi che un giorno alla sede delle femministe una militante arrivò con ?un cane maschio e fu cacciata», ricorda sorridendo Giuliana Gamba, che certo dal movimento non era ben vista, perché aveva deciso di fare la regista di film porno:

 

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«L’ho fatto con un certo grado di incoscienza dovuto alla mia giovane età e come atto di ribellione di fronte al bigottismo imperante», spiega a “l’Espresso”, «ma anche provando a inserire trame, motivazioni dei personaggi e dettagli erotici in un genere che, girato dai maschi, si limitava agli amplessi. E poi con l’idea di sfidare alcuni tabù dell’epoca, come ad esempio facendo debuttare una trans in una scena con una donna.

 

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Ci voleva enorme coraggio, ma gli Anni Settanta furono un momento di svolta per il costume italiano, basti pensare alle battaglie per il divorzio prima e poi per l’aborto». Non a caso sul finale appare anche Marco Pannella, capace di cavalcare a suo modo ?la lotta contro la censura (che nel 1972 mandava al rogo “Ultimo tango a Parigi”) accogliendo qualche anno dopo tra le fila dei radicali Cicciolina, che ottenne così un’elezione in Parlamento di cui si parlò in tutto il mondo.

 

Quarant’anni dopo i cinema a luci rosse non esistono più. E il porno è gratis su Internet, sostiene Cicciolina, «mostra ogni possibile orifizio ma non stimola più l’immaginario dello spettatore, demolendo il desiderio». Ancora più tranchant è Giuliana Gamba: «Guardare un porno oggi ha la stessa carica trasgressiva che mangiare la cioccolata».

IL FESTIVAL MILANESE DEL PARCO LAMBROLULTIMO ORGANIZZATO DA RE NUDO IL FESTIVAL MILANESE DEL PARCO LAMBROLULTIMO ORGANIZZATO DA RE NUDO

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