PRENDI LA BORSA E VOLA! - PICCOLE MATRICOLE CRESCONO CON LA QUOTAZIONE SULL'AIM ITALIA, IL SEGMENTO DI BORSA RITAGLIATO SU MISURA PER LE IMPRESE DI TAGLIA SMALL

Chiara Bussi per il "Sole 24 Ore"

Piccole matricole crescono. Quarantuno Pmi si sono già messe in gioco con la quotazione sull'Aim Italia, il segmento di Borsa Italia ritagliato su misura per le imprese di taglia small. A spingerle è la sete di capitali per finanziare un sogno: osare il salto dimensionale per confrontarsi con concorrenti molto più grandi.

E a conti fatti, le piccole matricole superano l'esame di business: i vantaggi industriali di chi è sceso nell'arena del mercato sono infatti tangibili, così come l'impatto finanziario, tanto che in due anni la capitalizzazione è balzata a 1,6 miliardi. L'approdo sul listino ha consentito acquisizioni, si è rivelato un biglietto da visita per i mercati esteri, è stato un incentivo per rafforzare il patrimonio e creare, non senza sforzi, una governance più moderna.

Agronomia scalda i motori. La società di Bergamo, che produce insalate lavate, tagliate e imbustate, approderà sull'Aim Italia entro maggio. Uno scatto in avanti per reperire risorse e finanziare l'espansione sui mercati esteri. Fondata nel 2006, Agronomia, assistita dall'advisor Sintesi, si presenterà al mercato con un fatturato che nel 2013 ha raggiunto quota 30 milioni e un Ebitda di 3,3 milioni.

L'azienda lombarda non è un caso isolato. «Nei prossimi mesi - spiega Barbara Lunghi, responsabile mercati Pmi di Borsa Italiana - ci sono tra le 10 e le 20 le società che stanno valutando il debutto sull'Aim Italia. Per il momento, però, non è possibile parlare di Ipo certe perché prima di prendere questa decisione le aspiranti matricole avviano la due diligence e sondano il mercato e solo dopo aver avuto il suo responso decidono se fare il grande passo».

L'interesse verso il segmento c'è e il 2014 è iniziato sotto una buona stella con l'approdo sul listino di cinque società: Green Power, Sunshine Capital Investments, Expert System, Gala e Triboo Media. Quest'ultima, con un flottante intorno al 40%, e una capitalizzazione di 63,6 milioni, è stata finora l'Ipo più importante sul segmento.

«Ad affacciarsi all'Aim Italia - spiega Lunghi - sono Pmi con ottime potenzialità di crescita, molto dinamiche, spesso di prima generazione, con un management giovane e disposto a mettersi in gioco, senza pregiudizi rispetto all'apertura del proprio capitale. Piccole imprese che puntano a pensare in grande».

E se finora il credit crunch, con i rubinetti delle banche ancora chiusi hanno avuto un ruolo significativo nel risveglio di interesse per le quotazioni sull'Aim Italia, l'ambizione di Borsa Italiana è rendere strutturale questa tendenza. «In un Paese debitocentrico - conclude Lunghi - occorre creare le condizioni affinché le imprese scelgano la quotazione come forma di finanziamento alternativo per finanziare i progetti di crescita. Perché questo avvenga occorre creare una community di investitori specializzati nelle piccole e medie imprese, come succede all'Aim di Londra».

 

 

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