jeffrey epstein peter mandelson keir starmer

LA PUBBLICAZIONE DEGLI EPSTEIN FILES DOVEVA ESSERE UN TERREMOTO PER TRUMP: PER ORA FA MALE SOLO ALL’EUROPA – IL PREMIER BRITANNICO, KEIR STARMER, È SULLA GRATICOLA: IL LEADER DEL PARTITO LABURISTA SCOZZESE, ANAS SARWAR, CHIEDERÀ LE SUE DIMISSIONI PER I RAPPORTI DI PETER MANDELSON CON IL FINANZIERE PEDOFILO (SI È GIÀ DIMESSO IL CAPO DI GABINETTO MORGAN MCSWEENEY, CHE AVEVA SPINTO PER NOMINARE MANDELSON AMBASCIATORE NEGLI USA). IN 19 MESI A DOWNING STREET, STARMER HA VISTO ANDAR VIA UNDICI MINISTRI, QUATTRO PORTAVOCE E DUE CAPI DI GABINETTO – LASCIA MONA JUUL, L’AMBASCIATRICE DELLA NORVEGIA IN GIORDANIA E QATAR: IN PASSATO HA AVUTO STRETTI RAPPORTI CON EPSTEIN, CHE VOLEVA LASCIARE IN EREDITÀ UNA GROSSA SOMMA AI SUOI FIGLI

SCANDALO EPSTEIN IN NORVEGIA, AMBASCIATRICE SI DIMETTE

MONA JUUL

(ANSA) - Il terremoto dopo la pubblicazione degli ultimi documenti legati a Jeffery Epstein continua a scuotere la Norvegia. Ieri sera si è dimessa Mona Juul, l'ambasciatrice della Norvegia in Giordania ed Iraq: "Si tratta di una decisione giusta e necessaria. È stata presa dopo i colloqui con il Ministero degli Affari Esteri questa settimana" ha sottolineato il Ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide.

   

L'Ambasciatrice era già stata sospesa dal suo ruolo in seguito a rivelazioni secondo le quali sia lei che suo marito, il politico e diplomatico Terje R›d-Larsen, hanno avuti stretti rapporti con Epstein. R›d-Larsen ebbe un ruolo centrale negli accordi di Oslo all'inizio degli anni 90 ed successivamente è stato coordinatore Onu dei Territori Occupati.

   

Peter Mandelson jeffrey epstein

Secondo i documenti, Epstein voleva lasciare in eredità una grossa somma ai figli della coppia, scrivono i media norvegesi che affermano che l'importo fosse di dieci milioni di dollari.

   

"I contatti tra Juul e Epstein, condannato per abusi sessuali, hanno dimostrato una grave mancanza di giudizio. Il caso rende difficile ricostruire la fiducia necessaria per ricoprire il ruolo di ambasciatrice" ha aggiunto il ministro Barth Eide, citato dall'emittente di servizio pubblico norvegese Nrk.

   

jeffrey epstein

Juul si è detta pronta a collaborare con il ministero degli esteri norvegese per fare chiarezza su quanto accaduto, ha riferito il ministro.

 

GB: CASO EPSTEIN, LEADER LABURISTA SCOZZESE CHIEDERA' DIMISSIONI STARMER

(Adnkronos) - Il leader del partito laburista scozzese, Anas Sarwar, chiederà al primo ministro britannico Keir Starmer di dimettersi dalla carica di premier e di leader dei Labour in relazione allo scandalo Epstein. Lo riporta Sky News, spiegando che la richiesta verrà annunciata da Sarwar durante una conferenza stampa alle 14 e 30, le 15 e 30 in Italia, a Glascow.

 

La Bbc nota che negli ultimi giorni esponenti di spicco del partito scozzese hanno affermato che le loro possibilità di vittoria alle elezioni di maggio sarebbero aumentate se Starmer avesse lasciato l'incarico.

 

MONA JUUL

Il Guardian sottolinea che Sarwar ritiene che i vari errori commessi da Starmer hanno danneggiato pesantemente il partito laburista scozzese in vista delle cruciali elezioni parlamentari scozzesi di maggio. Gli ultimi sondaggi mostrano il partito laburista al terzo posto, dietro allo Scottish National Party e al Reform Party, nonostante la vittoria alle elezioni generali del 2024.

 

Starmer è sotto una enorme pressione dopo le dimissioni del suo capo di gabinetto ieri e del direttore delle comunicazioni di Downing Street oggi. Morgan McSweeney si è dimesso a causa del crescente clamore suscitato dalla decisione del governo di nominare Peter Mandelson ambasciatore degli Stati Uniti.

 

Anas Sarwar

Undici ministri, quattro portavoce, due capi di gabinetto: in diciannove mesi a Downing Street, Keir Starmer ha dovuto dire addio a non pochi dei suoi collaboratori e a figure, anche di spicco, del suo governo. E non e' ancora detto che non tocchera' anche a lui.

Gli ultimi a rassegnare le dimissioni sono stati ieri il potentissimo capo di gabinetto Morgan McSweeney, considerato l'artefice della vittoria dei Labour nel 2024 e l'uomo forte dell'esecutivo, e questa mattina il portavoce in carica Tim Allan.

 

Difficile dire se bastera' a fermare la valanga del caso Epstein che si e' abbattuta su un premier gia' debole e poco amato nel suo stesso partito. Starmer, descritto dai suoi come "ottimista, fiducioso e determinato", ha ribadito oggi che non intende mollare: "Andiamo avanti con fiducia", ha detto al suo staff al numero 10 di Downing Street, "dobbiamo dimostrare che la politica puo' essere una forza per il bene". Ma questa sera e' atteso nell'arena del gruppo parlamentare laburista per una riunione che potrebbe diventare una resa dei conti.

peter mandelson e iul biglietto d auguri per jeffrey epstein 6

 

Paradossalmente, Starmer potrebbe essere la vittima piu' eccellente del caso Epstein senza che il suo nome sia mai comparso, almeno finora, nei milioni di pagine dell'inchiesta. Mentre per esempio quello del presidente Donald Trump e' citato almeno 38mila volte solo nell'ultima ondata di documenti divulgati il 30 gennaio, anche se non si profila alcun reato.

 

Il premier britannico pagherebbe la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti, con l'ex ministro travolto dalla prossimita' con il finanziere americano e costretto la settimana scorsa a lasciare la camera dei Lord.

 

Non solo frequentava le sue case, non solo gli ha rinnovato l'amicizia quando gia' era in carcere, ma a Epstein avrebbe passato documenti riservati sulla vendita di asset statali tra il 2009 e il 2010, quando era ministro del Commercio e vicepremier di fatto del governo di Gordon Brown.

 

peter mandelson e jeffrey epstein 1

Ufficialmente Mandelson aveva un curriculum eccezionale: uno degli inventori del New Labour che nel 1997 aveva portato al successo Tony Blair, negli anni e' stato piu' volte ministro, anche se con alterne fortune e non pochi inciampi da cui era sempre riuscito a risollevarsi.

 

Nel febbraio del 2025 la decisione di sceglierlo come ambasciatore degli Stati Uniti, in virtu' del suo standing e della sua vastissima rete di amicizie, considerate utili per maneggiare il sempre meno prevedibile alleato storico Trump. A insistere per la sua nomina era stato proprio Morgan McSweeney, nonostante qualche malumore tra i laburisti mentre i conservatori e Nigel Farage che oggi sono sulle barricate all'epoca non fecero un plisse'.

 

peter mandelson e iul biglietto d auguri per jeffrey epstein 4

L'incarico pero' ha retto per pochi mesi: a dicembre Mandelson era stato costretto a farsi da parte, dopo la prima tranche di file che lo legavano al suo "amico" Epstein. Con la stampa britannica molto attenta agli sviluppi del caso, anche per via delle relazioni tra Epstein e l'ormai ex principe Andrea, le acque non si sono calmate. Anzi. Quando le carte hanno rivelato non solo l'amicizia personale ma anche possibili rapporti d'affari con Epstein, e persino un pagamento di 75mila dollari, la carriera di Mandelson e' finita per sempre questa volta.

 

E con se' potrebbe trascinare Starmer. Il premier la settimana scorsa e' stato costretto a scusarsi per la nomina e ad ammettere che sapeva di alcune bugie di Mandelson. Ma non e' detto che basti a reggere anche questo colpo. Intanto perche' anche la Casa Reale e' sotto pressione, con William e Kate che per la prima volta hanno commentato oggi pubblicamente la vicenda dicendo di essere "molto preoccupati" e assicurando la loro solidarieta' alle vittime.

 

donald melania trump principe andrea ghislaine maxwell jeffrey epstein

Tre giorni fa, re Carlo III era stato fischiato pubblicamente durante una visita nell'Essex per i legami del fratello con Epstein, che pure ha privato di tutti i titoli reali, compreso quello di principe, e cui ha tolto anche il Royald Lodge in cui viveva da decenni. La Corona non puo' permettersi di vedere di nuovo appannata la sua immagine, faticosamente ricostruita dopo gli anni di Lady Diana. Piu' sacrificabile potrebbe essere dunque Starmer.

peter mandelson e iul biglietto d auguri per jeffrey epstein 2LA MORTE DI JEFFREY EPSTEIN VIENE DATATA IL 9 AGOSTO 2019 GIORNO PRIMA DEL DECESSOnicole junkermann e jeffrey epstein LA MORTE DI JEFFREY EPSTEIN VIENE DATATA IL 9 AGOSTO 2019 GIORNO PRIMA DEL DECESSOpeter mandelson jeffrey epstein - 1keir starmer DAN NORRISpeter mandelson keir starmerpeter mandelson e jeffrey epstein 3

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?