beatles '64 64

QUANDO I BEATLES CONQUISTARONO L'AMERICA - IL DOCUMENTARIO "BEATLES '64" RIPERCORRE IL LEGGENDARIO DEBUTTO DEI "FAB FOUR" NEGLI STATI UNITI - JOHN, PAUL, GEORGE E RINGO ARRIVARONO IN UN PAESE TRAUMATIZZATO DALL'ASSASSINIO DI JFK E DALLA GUERRA IN VIETNAM, ATTIRANDO ORDE DI RAGAZZINI (E AMMIRATRICI DELIRANTI) IN CERCA DI LEGGEREZZA - "IL FOGLIO": "È UNA DELLE POCHE VERE RIVOLUZIONI DELLA MODERNITÀ, CHE GIUNGERÀ A COMPIMENTO IN UN BALENO RIVELANDO AL MONDO CHE È TEMPO DI CAMBIARE…” – VIDEO

Estratto dell'articolo di Stefano Pistolini per www.ilfoglio.it

beatles '64 9

 

Nella benemerita e instancabile opera produttiva di Martin Scorsese dedicata specificamente alla pop music s’aggiunge un’altra perla lucente. “Beatles ’64” (visibile su Disney+) è il titolo del documentario d’archivio […] nel quale si ricostruisce il leggendario debutto americano dei Fab Four, coi concerti di New York City, Washington e Miami e i due passaggi televisivi all’Ed Sullivan Show, al tempo il programma più seguito della nazione. Il grosso del materiale dell’operazione è il girato realizzato in quell’inverno del 1964 dai due fratelli documentaristi da Albert e David Maysles […]

 

beatles '64 7

A colpire al cuore non sono tanto le immagini delle esibizioni in concerto del quartetto, che pure ripropongono l’energia contagiosa e la raggiunta maestria dei Beatles, quanto l’insistito sguardo voyeuristico sul come e dove John, Paul, George e Ringo trascorrono quelle loro prime due settimane americane, assediati dai fans, in particolare dalle giovanissime ammiratrici sospese tra deliquio e isteria, pazientemente prigionieri in albergo […] e importunati a ogni piè sospinto da plotoni di famelici reporter, pronti a far loro le domande più stupide del mondo.

 

beatles '64 6

I fratelli Maysles riescono fortunosamente a farsi ammettere al cospetto della band e di lì in poi condividono con loro quelle giornate surreali, trascorse a spiare dalle finestre la gazzarra giù in strada, a gingillarsi e a riproporre all’infinito la routine di scherzi, battute e pantomime con cui i Beatles reagivano a qualsiasi sguardo indiscreto.

 

beatles '64 8

Loro sono magnifici, leggiadri e birboni, al tempo stesso increduli dell’uragano mediatico che li travolge, eppure consapevoli d’avere il privilegio di parlare a milioni di coetanei che li amano perché si rispecchiano in loro. I Beatles adorano fare gli scemi, ma intanto portano in giro per l’esotica America una solennità che è il prodotto d’una scoperta: ora tocca a loro, ai ragazzi, sfondare non una ma cento barriere, aprire la strada, indicare la direzione.

 

beatles '64 3

I giovani vogliono sentirsi liberi, non vedono l’ora di divertirsi, odiano parlare di guerra, non capiscono, nel caso degli americani, la segregazione nella quale sono cresciuti, percepiscono fortissima la frenesia dei corpi e l’effetto che su di loro ha quel vapore che sembra una droga, chiamato rock’n’roll.

 

[…] Siamo nel febbraio ’64, l’America è psicologicamente dentro l’incubo dell’assassinio di JFK, il sogno spezzato, la violenza e la sopraffazione che si affermano come linguaggi decisivi, la determinazione che il perfetto disegno sociale era solo un’illusione.

 

beatles '64 13

E’ un lutto lungo e oscuro, dentro il quale deflagra la mina-Beatles, i giovanotti inglesi […] che sanno stregare i teenagers come nessuno può sperare di fare in America. Sta qui il senso profondo se si vuole tentare una ricostruzione della cultura popolare d’Occidente, anche attraverso ciò che “Beatles ’64” descrive in modo lampante: il significato determinante che in quel momento la musica assume per le nuove generazioni.

 

beatles '64 2

La musica diviene il luogo comune e condiviso, l’ambiente delle illuminazioni e delle passioni, la connessione e la rappresentazione tra milioni di ragazze e ragazzi che capiscono di avere davvero la vita davanti e di poterne fare ciò che vogliono. E’ una delle poche vere rivoluzioni della modernità, che giungerà a compimento in un baleno rivelando al mondo – un pianeta ancora sonnolento e a velocità moderata – che è tempo di cambiare. […]

beatles '64 11beatles '64 5beatles '64 10beatles '64 1beatles '64 4beatles '64 12

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…