1. BALLA ASSIEME A UMA SUL TAPPETO ROSSO, FIRMA CENTINAIA DI AUTOGRAFI, RISPONDE ANCHE ALLE DOMANDE PIÙ IDIOTE DEI CRITICI CHE GLI CHIEDONO LE STESSE COSE. “GODARD HA DETTO CHE SONO UN POVERACCIO? ME LO VENISSE A DIRE IN FACCIA” 2. QUENTIN TARANTINO È SCATENATO A CANNES. TORNA SUL LUOGO DEL DELITTO A 20 ANNI DALLA PRESENTAZIONE PROPRIO QUI DEL SUO CAPOLAVORO, “PULP FICTION”, CHE FESTEGGIA IN UN MEGA RAVE PARTY SULLA SPIAGGIA CON UMA THURMAN E UN JOHN TRAVOLTA, E A 50 ANNI DALL’USCITA DI “PER UN PUGNO DI DOLLARI” DI SERGIO LEONE, CHE VERRÀ PRESENTATO STASERA ALLA SUA PRESENZA SUBITO DOPO LE PREMIAZIONI 3. QUENTIN RICONOSCE IN LEONE IL PADRE DEL CINEMA MODERNO: “PER ME, ‘PER UN PUGNO DI DOLLARI’ NON SIGNIFICA SOLO LA NASCITA DEGLI SPAGHETTI WESTERN, MA LA NASCITA DEL CINEMA D’AZIONE COME LO ABBIAMO CONOSCIUTO DA QUEL MOMENTO IN POI” 4. "DJANGO UNCHAINED" PIÙ LUNGO DI 90 MINUTI, COME UN FILM DI QUATTRO ORE PER LA TV

Marco Giusti per Dagospia

"Godard ha detto che lei è un poveraccio. Cosa le risponde?". "Me lo venisse a dire in faccia". Quentin Tarantino è scatenato a Cannes. Torna sul luogo del delitto a 20 anni dalla presentazione proprio qui del suo capolavoro, "Pulp Fiction", che festeggia in un mega rave party sulla spiaggia con una stupenda Uma Thurman e un John Travolta che piange di commozione, e a 50 anni dall'uscita di "Per un pugno di dollari" di Sergio Leone, che verrà presentato stasera alla sua presenza in versione restaurata subito dopo le premiazioni.

Balla assieme a Uma sul tappeto rosso, firma centinaia di autografi, risponde anche alle domande più idiote dei critici ultra-nerd che da vent'anni gli chiedono le stesse cose. "Con questa voce, potresti essere un grandissimo attore", fa a un critico indiano paffuto dall'assurda voce chioccia.

Una tizia gli chiede se aderisce alla causa pro-serba. Più serio quando si tratta di Leone e di cinema che ama. "Cosa significano per lei i 50 anni di ‘'Per un pugno di dollari'' di Sergio Leone". "Significano molto, molto di più dei 50 anni della nascita degli spaghetti western. Per me, i 50 anni di Per un pugno di dollari non significano solo la nascita degli spaghetti western, ma la nascita del cinema d'azione come lo abbiamo conosciuto da quel momento in poi".

"Pensiamo solo a come è usata la musica, che non è più nello sfondo, ma viene in primo piano. Ancora più importante, il film è montato sulla musica, una cosa che non era mai stata fatta a parte pochi casi, come Unfaithfully Yours di Preston Sturges. Ma la cosa più importante è che quello che noi tutti associamo come cinema in movimento, come genere, come azione, è nato il giorno che è uscito Per un pugno di dollari". "E una volta che il genio è uscito dalla bottiglia, non ci sarebbe mai più rientrato".

Quentin riconosce in Leone il padre indiscusso del cinema moderno, qualcosa che arriva anche ai video musicali.

Quando gli chiedono cosa pensa del cinema girato e proiettato in digitale è duro come ci si poteva aspettare. "La proiezione digitale e il DCP è la morte del cinema come lo conosco io. Non è tanto un problema se tu giri il tuo film in digitale o no. Il fatto che la maggior parte dei film adesso non siano presentati in 35 mm significa che abbiamo perso la guerra. La proiezione digitale non è altro che guardare la televisione in pubblico e, apparentemente, tutto il mondo è d'accordo su questa cosa, ma quello che io conoscevo come cinema è morto".

Non c'è speranza, insomma. Forse solo nel futuro, dice Quentin. "Mentre questa generazione è completamente senza speranza, spero che la prossima generazione voglia davvero il cinema reale, magari fra vent'anni, come gli album dei dischi che lentamente ritornano. Spero davvero che le future generazioni siano più intelligenti di questa e capiscano cosa hanno perduto".

Riguardo alla sua collezione privati di film in pellicola racconta: "Non ho mai contato quante copie ho e non ho mai desiderato mettere la mia ossessione sotto la lente di un microscopio. Ma una terrificante collezione di film in 35 mm e una ancora più grande di 16 mm e le guardo parecchio. Sto sempre a vedere film. Li divoro.

Una delle cose belle della mia vita è che avendo fatto piuttosto bene il mio lavoro nel cinema, adesso posso fare quasi la vita di un accademico. E la sensazione è che sto studiando per la mia laurea in storia del cinema di tutto il mondo e solo il giorno che morirò mi sarà davvero laureato. Io mi butto a capofitto nello studio di registi che non conosco abbastanza, come Dorothy Arzner o decido di riscoprire George Roy Hill o un genere di cinema o il cinema di un paese.

Allora vado in esplorazione. Divoro questi film e annoto delle cose su di loro, forse per un libro futuro o uno studio futuro o forse solo per mia cultura personale. Porto questo studio alla sua logica conclusione, alla sua fine, e poi metto queste note da parte e la mia testa è riempita di nuove conoscenze e posso aspettare per avere qualche altro interesse.

Ora che tutto è diventato digitale, per me vedere questi film in pellicola a casa mia, guardarli a 24 frame al secondo, è una gioia che non sarei mai stato in grado di assaporare se la mia situazione non me lo avesse permesso."

Detto questo, e detto che vuole presentare la versione di "Django Unchained" più lunga di 90 minuti, come fosse un film di quattro ore per la tv, non si sa bene cosa ne farà di "Tha Hateful Eight", anche se ora si è dato una calmata. Ma ha parlato per un'ora di fila ininterrottamente.

 

TARANTINOUMA THURMAN E TARANTINO TARANTINO TARANTINO UMA THURMAN E TARANTINO E TRAVOLTAUMA THURMAN E TARANTINOUMA THURMAN E TARANTINO E TRAVOLTAPULP FICTION TARANTINOsergio leone UMA THURMANPer un pugno di dollari

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…