dago roberto d agostino dagostino renzi berlusconi lupe

QUINDICI ANNI DI DAGOSPIA E NON SENTIRLI: LA VIDEO INTERVISTA DI DAGO A SKYTG24: “QUANDO ANDAI SU INTERNET, NEL 2000, VENNI ETICHETTATO COME UN FALLITO. E INVECE FECI QUALCOSA PER ME STESSO, LIBERAMENTE"

DagoParty per i 15 anni di Dagospia

 

 

1. VIDEO - L'INTERVISTA A ROBERTO D'AGOSTINO DI ALESSIO VIOLA PER SKYTG24

 

2. LA SPIA SI RACCONTA

Massimiliano Lenzi per "Il Tempo"

 

simona borioni dago e filippo faccisimona borioni dago e filippo facci

Splendori e miserie delle cortigiane (e dei cortigiani) al tempo di Matteo Renzi e dell'era Twitter. C'è qualcosa di balzachiano e diabolico nell'essere Dagospia, ovvero Roberto D'Agostino, una perfidia che misura il Potere e i vip guardandoli col binocolo dalla finestra di fronte o nei salotti romani. Sempre attento a raccontarne il ridicolo che, come ripeteva il Cardinale di Retz, grande frondeur del Re di Francia nel 1600, è l'unica gogna che il Potere dovrebbe fuggire. Sempre. In questa intervista Roberto D'Agostino, la spia, si racconta. E racconta il Potere.

 

samatha antonnicolasamatha antonnicola

Il decennio passato al Governo da Silvio Berlusconi e dai suoi è diventato su Dagospia Cafonal, narrazione sul Potere. Come racconta oggi Matteo Renzi?

Il renzismo ha fatto tesoro del Cafonal ed i renziani hanno una paura fottuta di essere beccati con un pezzo di torta a bocca spalancata o con uno champagnino in mano. Per questo vivono reclusi dentro Palazzo Chigi, Matteo Renzi, Luca Lotti, Maria Elena Boschi, e si fanno portare le pizze da fuori. Ma vivere reclusi è la scelta più lontana che ci sia dall'esercizio del Potere. Sono giovani e arroganti, in fondo ancora non sanno cosa sia il Potere.

 

roberto d agostino e la moglie annaroberto d agostino e la moglie anna

Cos'è il Potere?

Il Potere è anche una rete di relazioni, di relazioni con gli altri. Sino ad ora il renzismo si è talmente chiuso in una stanza che gli manca persino l'aria. Dovrebbero aprirsi, respirare. Capisco non sia facile. Affrontare a tavola - magari da me o da altri, - persone nuove non è mai semplice. Ma serve ad entrare in una dialettica sociale. Perché vede, una cosa è fare un'intervista da Massimo Giletti od un monologo da qualche altra parte, in tv, altro dialettizzare con il mondo di fuori. Per carità, lo puoi fare, ma devi sapere che senza un contraddittorio e senza rispondere agli altri, alla fine muori anche tu. Invece se parli con gli altri, certo ci può essere qualcuno che ti dà pure del coglione, ma ti apri al mondo.

 

Non sarà che Roma non gli perdona di esser fiorentini, anzi toscani?

La verità è che sono dei provinciali, pensano che tutto sia come a Firenze o in Toscana. Ma sai a Roma quanti ne abbiamo visti così. Renzi finché la barca (dell’economia) va, andrà bene ma poi, se comincia a imbarcare acqua, lo butteranno via. Quando l'ho incontrato di persona gliel'ho detto e lui mi ha risposto che un altro lavoro ce l'avrà sempre. Contento lui.    

nuzzi e dagonuzzi e dago

 

Com'è nata la saga del Cafonal?

Guardi, questo l'ho capito dopo, ma su internet muori la sera e rinasci la mattina dopo. In un giornale di carta quando hai costruito una gabbia grafica con quella vai avanti del tempo. Su internet devi inventarti sempre qualcosa di nuovo rispetto a ciò che il mondo scodella. Giorni fa ho beccato la notizia di una strage in Texas, dove erano coinvolte gang di bikers, l'ho pubblicata ed ha avuto un buon esito. Per cui apri coi motociclisti e non con Renzi e le pensioni. Su internet devi sempre essere attento ad eccitare la fantasia dei lettori.

 

E il Cafonal sul Potere?

lorenza caputi e dagolorenza caputi e dago

In questi 15 anni il sito è molto cambiato, i lettori - durante i decenni berlusconiani - volevano anche cose sulla politica. Sono nate narrazioni del potere, vere e proprie saghe, come Cafonal, fotogrammi del berlusconismo e dei potenti che festeggiavano in maniera allegra e grottesca. L'uso della fotografia e dei video su internet è centrale. Il vecchio Arrigo Benedetti diceva che una foto “valida” non ha bisogno di didascalie. Il racconto fotografico Cafonal che io ho fatto, con Umberto Pizzi e le sue foto, vale più di mille parole. E pensare che quando andai su internet, nel 2000, venni etichettato come un fallito perché a 50 anni ero finito online. Ed invece con quella scelta risposi all'esigenza di fare qualcosa per me stesso, liberamente. Vede, io ho capito una cosa...

lignani marchesani, truglio, francesca rizzolignani marchesani, truglio, francesca rizzo

 

Cosa ha capito D'Agostino?

Ho capito che lavorare facendo un lavoro che ti piace, è l'unico modo per non finire in nevrosi. Io per dodici anni ho lavorato in banca e quegli anni mi hanno indurito, vaccinato nel sopportare tutto ciò che non tolleravo, ogni giorno. E soprattutto mi han fatto capire che dentro di me desideravo fare altro.

 

Da cosa nacque Dagospia?

dago livedago live

Quando ho iniziato venivo da un'esperienza di fine rapporto. Avevo infatti da tempo una rubrica su L'Espresso che si chiamava Spia. Ebbi però un incidente su Gianni Agnelli. Successe che l'avvocato visitò 'Luna Rossa', la barca di Patrizio Bertelli, l'imprenditore di Prada. E successe che dopo il saluto a bordo dell'Avvocato, 'Luna rossa' cominciò a perdere. Io scrissi, in un mio pezzo per la rubrica sull'Espresso, quello che era sfuggito in confidenza a Bertelli: 'Questo Agnelli portasfiga'. Lo scrissi perché ci trovavamo in un campo sportivo dove la superstizione fa parte del gioco e dei riti. Delle scaramanzie.

 

Cosa successe?

dago live   dago live

Successe che a Torino si incazzarono molto e alla fine al settimanale mi chiusero questa rubrica. Vede, non era un problema di rubriche, io ero dal 1987 un articolo 2 dell'Espresso ed anche senza rubrica mi avrebbero dovuto pagare lo stesso. Il fatto è che a me divertiva questa cosa da cronista mondano, che si inseriva nella tradizione di Gabriele D'Annunzio, di Alberto Arbasino con il suo 'Fratelli d'Italia', volendo esagerare nel volare alto di Proust e di quel suo essere un portinaio-letterato che racconta i salotti e il potere di Parigi. Io ero consapevole che questo racconto poteva essere interessante. E quando L'Espresso fece secca la mia rubrica non mollai, aggiunsi un Dago davanti a spia e feci un blog.

 

Lei fa gossip, pettegolezzo. C'è chi l'accusa di essere un voyeur, di eccedere. Cosa risponde?

dago la rosa e valentina ainisdago la rosa e valentina ainis

Chi parla di pettegolezzo? Lo dicono i giornalisti che leggono una notizia su un altro giornale e non sul proprio. Ogni notizia è pettegolezzo e viceversa. Bisogna togliere di mezzo il pensiero malato della verità, la Pravda di sovietica memoria, perché tutto è il punto di vista che ne diamo. Io ho scritto anche delle sciocchezze e tutto questo perché affermo sempre un punto di vista, non la Pravda. C'è un bellissimo film di Kurosawa, 'Rashomon', sulla relatività della verità e narra dei testimoni oculari di un delitto, ognuno dei quali racconta una versione diversa. E tutto ciò è diabolico".  

dago in consolledago in consolle

Ha scritto il Cardinale di Retz: "Il male ben fatto protegge dal pericolo dei pericoli, quel ridicolo che è la malattia morale dei nostri tempi".

 

dago e ronconedago e ronconedago con marco antonellisdago con marco antonellisdago e la sassonedago e la sassonedago con andrea francinidago con andrea franciniberlucchi e dagoberlucchi e dagoanna e dago con renzo arboreanna e dago con renzo arboredago in consolle 2dago in consolle 2

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…