petrecca bulbarelli

RAISPORT È LO SPECCHIO DI TELE-MELONI: AMICHETTISMO E PIPPAGGINE! PERCHE’ IL DIRETTORE MELONIANO, PAOLO PETRECCA, PROTAGONISTA DELLA GROTTESCA TELECRONACA DELLA CERIMONIA INAUGURALE DELLA OLIMPIADI DI MILANO-CORTINA ZEPPA DI ERRORI E GAFFE (HA CONFUSO PERSINO LA FIGLIA DEL PRESIDENTE MATTARELLA CON LA PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE) SI E’ MISURATO CON UNA SFIDA DEL GENERE MOSTRANDO UNA BORIA PARI ALLA SUA INADEGUATEZZA? I VERTICI LO AVEVANO INVITATO A DESISTERE MA PETRECCA HA INSISTITO E SI E’ ANDATO A SCHIANTARE. IL DESIGNATO PER IL COMMENTO ERA IL SALVINIANO AURO BULBARELLI CHE HA OSATO ANTICIPARE (CON ESAGERAZIONI NON GRADITE AL QUIRINALE E IN RAI) LA SORPRESA DI MATTARELLA… - VIDEO

 

 

Massimiliano Gallo per ilnapolista.it

 

L’uomo del momento in Italia è Paolo Petrecca direttore di Raisport e protagonista dell’arraffazzonata (raffazzonata è più corretto), grottesca, ridicola telecronaca della cerimonia inaugurale della Olimpiadi di Milano-Cortina.

 

Zeppa di errori e gaffe, non conosceva praticamente nessuno dei protagonisti, ha confuso persino la figlia del presidente Mattarella con la presidente del Comitato olimpico internazionale. Ne avrete letto ovunque. Ma il punto, a nostro avviso, è un altro.

PAOLO PETRECCA AURO BULBARELLI

Petrecca – assurto a simbolo della ultracinquantennale lottizzazione che regna in Rai e non soltanto in Rai, diremmo in Italia – è stato accusato di non essersi preparato per un evento del genere. In tanti hanno commentato: “ci si prepara per mesi a una telecronaca del genere”. È giusto. È vero. E infatti non era Petracca il designato alla conduzione della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Era il giornalista Auro Bulbarelli. Che magari sarebbe stato persino peggio, non lo sappiamo.

 

Sappiamo però che lo scorso 31 gennaio è scoppiato il caso Bulbarelli. Il giornalista – noto agli appassionati di ciclismo – e ora anche vicedirettore di RaiSport (in passato direttore), che Repubblica definisce vicino a Salvini (il che equivale a una sentenza passata in giudicato con il timbro della Cassazione), è stato rimosso o consigliato ad autoescludersi perché ha profondamente irritato Quirinale e comitato di Milano-Cortina per una frase giudicata eccessiva in conferenza stampa.

auro bulbarelli 9

 

Ma che cosa aveva detto di tante grave Bulbarelli? Vi riportiamo quel che scrisse Repubblica lo scorso 31 gennaio (se non ricordiamo male furono i primi a scriverne, il pezzo era nelle pagine politiche non sportive).

 

«Non posso anticipare ulteriori dettagli», premette il giornalista assai vicino a Matteo Salvini, il segretario della Lega che ha ormai tramutato i Giochi invernali nella sua personale vetrina politica: «Posso solo dirvi che», confida Bulbarelli con tono suadente, «ci sarà una sorpresa clamorosa del capo dello Stato, Sergio Mattarella, paragonabile a quanto avvenuto a Londra 2012 con la regina Elisabetta e James Bond». Una comunicazione che piomba inattesa nel bel mezzo della conferenza stampa allestita dalla Rai per presentare il palinsesto olimpico che prenderà il via venerdì prossimo, in diretta sulla rete ammiraglia. Mormorio in sala. «Ma sarà vero?» si guardano perplessi autorità e ospiti. «Che cosa farà mai il presidente della Repubblica?» bofonchia qualcuno. «Pure lui arriverà dal cielo come la sovrana?». Mistero. Le domande restano appese nell’aria, senza risposta.

paolo petrecca by carli

 

Fatto sta che in men che non si dica ai piani alti di viale Mazzini si scatena il caos. Dal Colle fanno trapelare forte irritazione per l’anticipazione di un fuori programma non concordato, che di sicuro non doveva essere svelato: o almeno non così. La prima carica dello Stato non è certo tipo da gag, come quell’improvvida dichiarazione poteva far pensare.

L’ad Giampaolo Rossi, pure lui ignaro della “sorpresa”, si attacca al telefono e fa neri tutti: Bulbarelli, il direttore di RaiSport Paolo Petrecca e giù per li rami chiunque abbia un qualche ruolo di responsabilità nella copertura televisiva dei Giochi. In cui il servizio pubblico è semplicemente un medium, presta il segnale alle gare, non è coinvolto nell’organizzazione, che invece spetta al Cio, al Coni e alla Fondazione Milano Cortina. La quale, nell’arco di poco, smentisce con una nota di inusitata durezza.

«Le dichiarazioni sensazionalistiche rilasciate da Bulbarelli in merito alla partecipazione del capo dello Stato alla cerimonia inaugurale sono destituite di ogni fondamento», taglia corto Malagò. Mattarella «sarà accolto venerdì 6 febbraio allo stadio San Siro dalla presidente del Comitato olimpico internazionale Kirsty Coventry e seguirà un protocollo già definito da tempo col Quirinale. Qualsiasi altra considerazione, con paragoni di cerimonie avvenute del passato, è frutto di fantasia».

 

auro bulbarelli

Questo aveva detto Bulbarelli. Aveva osato anticipare – probabilmente esagerando un po’, boh – la sorpresa di Mattarella nel filmato di presentazione della cerimonia inaugurale (poi effettivamente il Presidente c’era, sul tram guidato da Valentino Rossi). Ma è tanto grave quello che ha fatto Bulbarelli?  Da questo improvviso dietrofront nasce la vacatio che ha costretto Petrecca a rimediare la sonora figuraccia che ha fatto conoscere a tutti la sua carriera e le sue performance precedenti. Leggiamo adesso che è stato escluso dalla cerimonia di chiusura. Non vogliamo qui parlare del sistema di cooptazione che vige in Rai (MA NON SOLO IN RAI, ORMAI ANCHE NEI SUPERMERCATI). Lo conosciamo da quando avevamo tre anni. Però il punto è: se viene cacciato o indotto a farsi da parte il cronista che magari da mesi stava preparando quella cerimonia, poi i risultati sono questi.

PETRECCA GIANNELLI ANZANI PORRO DANESI CAMBI EGONU

 

 

Per concludere, così speriamo di eliminare i rischi di essere scambiati per difensori di Petrecca e Bulbarelli e della loro parte politica, va da sé che nella nostra Italia ideale RaiSport sarebbe rimasta salda nelle mani di Alessandra De Stefano che aveva reso lo sport della Rai cool e all’avanguardia. Più che una rivoluzione copernicana. Si era inventata – quando ancora non era direttrice (o direttore, a lei piaceva così se non ricordiamo male) – quella figata unica del Circolo degli Anelli con Yuri Chechi e Sara Simeoni in versione ultrasimpatica. Era una portatrice di professionalità, innovazione, passione, fantasia. E infatti il sistema Rai l’ha fatta fuori. Ora è a Parigi. Quindi, ricapitolando, premesso che in un Paese rispettoso dei valori delle persone il direttore di RaiSport sarebbe Alessandra De Stefano, la domanda ora è un’altra: ma era davvero tanto grave quel che ha detto Bulbarelli in conferenza stampa pochi giorni prima della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi?

paolo petreccaPETRECCA CERIMONIA INAUGURALEauro bulbarelli

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?