londra istituto italiano di cultura roma santa e dannata 2024londradago dago chi roberto d'agostino redazione

LONDRA CHIAMA, DAGOSPIA RISPONDE! – IL REPORTAGE DI "CHI" DEL VIAGGIO NELLA CAPITALE INGLESE DI DAGO (CON REDAZIONE AL SEGUITO) PER LA PRESENTAZIONE DEL DOC “ROMA SANTA E DANNATA” ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA - DAGO: ''ARBASINO QUANDO È VENUTO A ROMA DA VOGHERA PENSAVA DI ANDARE AL CINEMA, AL TEATRO. INVECE, ALLA FINE PREFERIVA I RISTORANTI, PERCHÉ QUELLO CHE ACCADE LÌ NON CAPITA DA NESSUN’ALTRA PARTE. UNA VOLTA ALL’AUGUSTEA, GIANNI AGNELLI CHIEDE CON LA ERRE MOSCIA: “CHE AVETE DI DOLCE?”. IL CAMERIERE LO GUARDA E GLI FA: “LO ZUCCHERO”. UN GENIO..." - VIDEO

 

ROMA SANTA E DANNATA - TRAILER
DAGO ALL'ISTITUTO DI CULTURA ITALIANA A LONDRA

 

Azzurra Della Penna per “Chi”

 

dago e la redazione a londra chi

Che poi capita, prendendo in mano una banconota da un dollaro, di leggere il motto degli Stati Uniti, “E pluribus, unum” (Dai molti uno), che è attribuito a Virgilio. Che poi capita di andare a Washington, di vedere il memoriale dedicato ad Abramo Lincoln: c’è lui su questa grande poltrona e ai lati due fasci littori, tante verghe riunite e un’ascia al centro, il simbolo della forza e del potere dell’Impero Romano».

 

Roberto D’Agostino da Londra, dall’Istituto italiano di Cultura dove ha appena presentato il suo documentario Roma, santa e dannata, attraversa con la mente l’oceano per dire che la nostra Capitale non è altro che l’alfa e l’omega dell’intera civiltà occidentale. «Non a caso qui a Londra c’è una mostra, al British Museum, dedicata all’arte della guerra nell’Impero romano che è un vero successo (Legion: life in the Roman army, ndr)».

francesco bongarra dago foto di chi

 

Domanda. Torniamo all’influenza che ha ancora oggi Roma...

Risposta. «La filosofia, l’architettura, la guerra, la politica sono frutto di quello che l’Impero romano ha lasciato in eredità. E quell’eredità oggi è ancora più attuale perché i problemi che angosciano tutte le democrazie - l’immigrazione, la schiavitù, il razzismo, la cittadinanza, la discriminazione - i romani li avevano tutti risolti. Questioni enormi. Studiando la storia dell’Impero, scopriamo che c’è stato un imperatore nero (Settimio Severo, ndr).

 

Non era un problema, come non era un problema l’omosessualità: Nerone si sposò due volte con due uomini; Giulio Cesare, che era bisessuale, veniva preso in giro dai suoi legionari che dicevano “Ha sottomesso le Gallie, ma poi il re Nicomede ha sottomesso lui”. E ancora, le donne nell’antica Roma potevano mantenere il nome del padre: non andavano a votare, è vero, ma il loro potere è stato enorme. Oggi facciamo questa battaglia dell’uguaglianza, dell’unità... Ripeto, quelli avevano risolto tutto».

ascanio moccia riccardo panzetta rocco d'agostino dago gregorio manni luca d'ammando francesco persili alessandro berrettoni foto di chi

 

D. Detta così pare facilissima. Qual è allora la chiave di volta, che cosa distingue la civiltà dell’antica Roma dalle altre?

R. «L’ho capito girando il mio film. Sono partito da questa domanda: ma come mai Dio con tutte le cose che ha da fare, con tutti i problemi che ha, si è inventato una città santa con accanto il diavolo? Nell’Impero romano il cristianesimo fu sdoganato da Costantino, lo sappiamo, ma Roma nei secoli è rimasta dannata… E guardi che il lato dannato è ben scolpito in questa epigrafe in greco rinvenuta al Palatino, “La via diritta è il labirinto”, laddove il labirinto è il lato pagano.

 

Il cristianesimo e il cattolicesimo sono inclusivi, non divisivi come le altre religioni e sono ben rappresentati dal famoso abbraccio berniniano di Piazza San Pietro, che è come se ci dicesse: siete tutte pecorelle smarrite, venite a me. Ma anche la dannazione è inclusiva, pure quella ti dice: perché escludere quando si può aggiungere? Ecco allora che a Roma non esiste il peccato, la carne, qui non dividiamo il bene dal male, non c’è giusto e sbagliato, sono solo le due facce della stessa medaglia. Non c’è quell’arroganza di dire: “Questo sì e questo no”. E poi a Roma, in caso, c’è l’assoluzione: uno, con due Ave Maria, torna santo e vergine. E questa è la sua capacità che ha attirato tutti».

dago all istituto italiano di cultura a londra foto di chi

 

D. Nei secoli dei secoli?

R. «Massì, che poi uno anche se non è mai stato a Roma, la conosce. Conosce i monumenti, il Vaticano, la Dolce Vita… Conosce la Storia con la S maiuscola. Vede, quel disincanto, quel cinismo romano, nascono dal fatto che viviamo in una città dove c’è la “Storia”. Quando la giri passeggi fra Bernini, Borromini e Michelangelo, per citarne giusto tre. E ti abitui a stare nella Storia. Che il romano non confonde mai con la cronaca.

 

Da noi sono passati e passano tutti, Kennedy, Agnelli, la Merkel, Obama, può aggiungere i nomi che vuole, quelli passano, Roma resta. Il divismo a Roma è massacrato, la celebrità a Roma finisce sempre con una pernacchia, Roma ha avuto Giulio Cesare e Gesù Cristo, per il resto ammazza tutti, chiunque arrivi, il più barbaro o il più colto, tanto lo sai che dopo tre giorni li trovi tutti a cena al Matriciano, che poi...».

LA REDAZIONE DI DAGOSPIA - DAGO - ANNA FEDERICI E ROCCO D'AGOSTINO A LONDRA

 

D. Che poi?

R. «Lo sa? L’unico non romano che ha capito in pieno Roma è stato Silvio Berlusconi: ha capito e sposato il codice romano dove, per esempio, si rispettano gli avversari e così si vince. Quando Roma conquista la Palestina – guardi che sta succedendo oggi lì - chi mette come re? Un romano? Pilato? No, Pilato incassa le tasse. Mette uno di loro, mette Erode che fa la strage degli innocenti, perché se mette uno dei suoi il popolo si ribella.

 

Per questo Berlusconi ha governato fino alla fine, per questo i democristiani hanno governato per quarant’anni, quelli sono gli stessi che nel 1976 danno Raitre ai comunisti. La regola è sempre quella: la torta del potere va divisa, non puoi pensare “prendo tutto io e non faccio prigionieri”. Roma, ripeto, santa o dannata che sia, ha la capacità di portare a sé: perché escludere quando si può aggiungere?».

 

dago anna federici rocco d'agostino foto di chi

D. La cultura inclusiva vince sempre? È un pensiero stupendo.

R. «Per lo meno dall’incrocio dei pensieri diversi nasce l’arte: il rock nasce dall’incrocio della musica nera con il country. E poi che cos’è l’intelligenza? Lo chiedono a Eliot, il poeta inglese. Lui, quando ancora non c’era Internet, risponde che sono le connessioni, l’intelligenza è connettere. Ognuno vede quello che sa, se non sai niente non vedi niente. Leggo allora De Senectute di Seneca: “Stravincere è l’inizio della fine”. Che intuizione!».

 

Restiamo seduti sulle poltrone di pelle vecchia, comodissime. Fuori dall’Istituto c’è il grande parco di Belgravia, comincia una pioggia leggera, il fumo del sigaro si spande... So british Dago nonostante i tatuaggi. «Lo sa? Lo scrittore Alberto Arbasino quando è venuto a Roma da Voghera pensava di andare al cinema, al teatro. Invece, alla fine, andava solo in trattoria, perché quello che accade lì non capita da nessun’altra parte.

dago roma santa e dannata. 2.

 

Una volta all’Augustea, che anni fa era il nostro salottone, arriva Luca Cordero di Montezemolo con Gianni Agnelli. Alla fine l’Avvocato chiede con la erre moscia: “Che avete di dessert?”. Il cameriere non capisce, è anziano, trascina i piedi. Agnelli ripete e ripete finché Montezemolo non traduce: “Che avete di dolce?”. Il vecchio lo guarda e gli fa: “Lo zucchero”. Un genio. Forza Roma...».

 

ROMA SANTA E DANNATA - LOCANDINA marco giusti e dago con vera gemma roma santa e dannata marco giusti sul set di roma santa e dannata ROBERTO D'AGOSTINO - roma santa e dannata - foto di massimo sestini per oggi 3DAGO ALLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DI ROMA SANTA E DANNATA dago e marco giusti in piazza san pietro set di roma santa e dannata daniele cipri set di roma santa e dannata dago roma santa e dannata. marco giusti e dago roma santa e dannata. 1marco giusti e dago roma santa e dannata. roma santa e dannata 12roma santa e dannata 11dago roma santa e dannata vladimir luxuria roma santa e dannata dago sul set di roma santa e dannata a piazza del popolo

azzurra della penna e dago foto di chiLA REDAZIONE DI DAGOSPIA - DAGO E ANNA FEDERICI ALL AEROPORTO DI FIUMICINODAGO ALL AEROPORTO DI FIUMICINOdago e francesco bongarra all istituto italiano di cultura a londra foto di chila redazione di dagospia con rocco d'agostino a londra foto di chi

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....