RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “CARO DAGO, SONO GIORNI (E NOTTI INSONNI) CHE VEDO LE MIE FIGLIE, PIETRIFICATE DAL DOLORE, SOFFRIRE PER CHIARA, LA LORO MERAVIGLIOSA AMICA PERSA PER SEMPRE NELL’INFERNO DI CRANS. E NON RIESCO A TACERE LO SDEGNO. ERA EVITABILE QUESTA MOSTRUOSITÁ? SI. RESIDUANO DUBBI, A PRESCINDERE DAI DOVEROSI ACCERTAMENTI IN CORSO, SULLA TOTALE ASSENZA DI OGNI PIÚ ELEMENTARE MISURA DI SICUREZZA? NO. È DUNQUE LECITO PARLARE DI “TRAGICA FATALITÁ”? NO. ALL’ESAME DI DIRITTO PENALE CI SI INTERROGA SULLA DIFFERENZA TRA LA COLPA COSCIENTE E IL DOLO EVENTUALE. E’ LECITO PORSI LA…”
Riceviamo e pubblichiamo:
INCENDIO A LE CONSTELLATION A CRANS MONTANA
Caro Dago, sono giorni (e notti insonni) che vedo le mie figlie, pietrificate dal dolore, soffrire per Chiara, la loro meravigliosa amica persa per sempre nell’inferno di Crans.
E non riesco a tacere lo sdegno. Era evitabile questa mostruositá? Si. Residuano dubbi - a prescindere dai doverosi accertamenti in corso - sulla totale assenza di ogni piú elementare misura di sicurezza? No.
È dunque lecito parlare di “tragica fatalitá”? No. All’esame di diritto penale ci si interroga sulla differenza tra la colpa cosciente e il dolo eventuale. Lecito porsi l’interrogativo in questa atroce circostanza? O forse la banale rancorosa domanda di giustizia nasconde l’impotenza umana di fronte al male inconsolabile di questa ingiustizia straziante?
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Salvatore
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