LA RICONOSCETE? – È UNA 44ENNE CHE HA PROVATO A SFONDARE IN MOLTI CAMPI, DAL CINEMA AL GIORNALISMO, SEMPRE CON UNA CERTA POSA DA INTELLO' DE' SINISTRA - MA L'AMBIZIOSA SHOWGIRL HA TROVATO L'ELDORADO SOLO CON LA TV FROU-FROU - GRAZIE ALLE TRAVAGLIATE SESSIONI DI GINNASTICA SFOGGIA UN FISICO TONICO – LA SUA PASSIONE PER LE ISOLE E I MARI L’HA PORTATA A BAGNARE LE TERGA NEL MEDITERRANEO – IN UNO DEGLI ULTIMI INTERVENTI PUBBLICI, HA DETTO: “I GIOVANI LEGGONO POCO, SONO ORMAI ADESCATI DAL LOOP DEI SOCIAL”. SUSAN SONTAG SCANSATE!
AVVISO ALLE ASPIRANTI TELE-GIORNALISTE: C’E’ UNA NUOVA, AGGUERRITISSIMA CONCORRENTE NEL PARCO GIOCHI DELLE OPINIONISTE “NEXT GEN” - E’ LA 35ENNE VERONICA GENTILI: SOPRACCIGLIA RIGOGLIOSE ALLA FRIDA KAHLO, MASCELLA VOLITIVA, CIPIGLIO RIONALE, OSSESSIONE PER IL FITNESS - CHI E’, CHI NON E’ E CHI SI CREDE DI ESSERE - FOTOGALLERY
LA CONDUTTRICE VERONICA GENTILI: «NELL'EPOCA DEI SOCIAL PRENDERE POSIZIONE DIVENTA MARKETING»
Estratto dell’articolo di Althea Squiccimarro per https://www.gazzettadiparma.it/
«Dobbiamo reintegrare il dubbio, una prospettiva più ampia e la dialettica». È questa la sintesi del dialogo che ieri, in piazza Garibaldi, ha visto come protagonisti della rassegna «Dedalo» la giornalista e conduttrice televisiva Veronica Gentili e Luca Sommi. Un confronto che ha attraversato alcuni dei grandi temi del presente: diritti delle donne, politica, cambiamento climatico e crisi del dibattito pubblico.
Per Gentili, la deriva più preoccupante riguarda la progressiva scomparsa del ragionamento. «Sono una persona vocata al ragionamento e assisto a un suo forte deterioramento nelle persone», ha spiegato. Una denuncia, la sua, rivolta a una società sempre più abituata a consumare informazioni rapide e semplificate.
«Non c’è più la possibilità di avere prospettive più ampie. È una cosa cerebralmente molto pericolosa». Una trasformazione che investe anche la politica. «Un tempo gli slogan appartenevano ai comizi, mentre oggi sembrano aver sostituito il confronto», osserva Sommi.Un meccanismo che, secondo Gentili, rischia di abbassare progressivamente la soglia di attenzione, soprattutto nelle giovani generazioni. «I lettori hanno un vantaggio, perché le pagine te le devi mettere lì e leggere, non ci sono scorciatoie. Ma i giovani leggono poco, sono ormai adescati dal loop dei social».
Il dialogo si è poi spostato sul ruolo degli intellettuali, accendendo un pacifico scontro di opinioni. «Molti evitano di esporsi per non compromettere la propria carriera, ma ogni cittadino deve occuparsi della res publica», afferma Sommi. Dal canto suo, Gentili lancia una provocazione: «Anche l’opinione è marketing».
Nell’epoca dei social network, delle visualizzazioni e degli sponsor, afferma Gentili, «persino prendere posizione può trasformarsi in uno strumento di promozione personale».Ampio spazio è stato dedicato poi ai diritti delle donne. Partendo dal caso che ha coinvolto Michele Mari e Michela Murgia, Gentili ha denunciato una mentalità ancora radicata nella società: «C’è ancora un'inclinazione a pensare che in fondo una pacca sul sedere non uccida nessuno».
Eppure, gesti e parole assumono un ruolo significativo lungo il percorso verso la parità di genere, un contesto in cui Gentili racconta di aver maturato un cambiamento di opinione sulle quote rosa: «Non si tratta di dare un vantaggio, ma di rimettere tutti sullo stesso piano di partenza».
E ha sottolineato come le disuguaglianze siano oggi meno evidenti ma più subdole: differenze salariali, carichi familiari squilibrati e un sistema che colpevolizza le donne per la denatalità.
«A differenza di quanto pensa Vannacci, il termine femminicidio acquista un senso quando è un uomo a uccidere una donna che rivendica la sua libertà e autodeterminazione», afferma Gentili.Ad ampliare il dibattito, infine, è stato anche il tema del cambiamento climatico e la critica alla tendenza a sottovalutare il lavoro degli esperti.
Gentili, infatti, definisce il presente «l’epoca del mercato dell’opinione», nella quale tutti si sentono autorizzati a parlare di tutto, mettendo sullo stesso piano anni di studio e opinioni improvvisate. Dedalo si è riconfermato così un invito a recuperare il valore del pensiero critico. Perché, come ha ricordato Gentili, «reintegrare il dubbio» significa restituire spazio alla complessità in un tempo che sembra volerla cancellare.
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