piantedosi no tav

IL RITORNO DEI “NO TAV”! ALTA TENSIONE DURANTE LA MARCIA IN VAL DI SUSA CONTRO L’ALTA VELOCITA’ TORINO-LIONE: CANTIERI IN FIAMME, LANCI DI PIETRA CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE. OCCUPATA L'AUTOSTRADA TORINO-BARDONECCHIA DOVE E’ STATO ACCESO UN FALO’- IL VIMINALE: “NON È DISSENSO MA GUERRIGLIA URBANA” – IL MINISTRO PIANTEDOSI: “E PENSARE CHE QUALCUNO HA AVUTO IL CORAGGIO DI CRITICARE IL DECRETO SICUREZZA. MI È STATO ASSICURATO IL MASSIMO IMPEGNO NELL'IDENTIFICAZIONE DI TUTTI I RESPONSABILI” – VIDEO

https://video.corriere.it/torino/no-tav-la-marcia-popolare-dal-festival-alta-felicita-i-manifestanti-battono-con-pietre-e-sbarre-di-ferro-sulle-reti-del-cantiere-di-san-didero/c7a83071-8d07-4f7d-9c32-ef4da143exlk

 

 

Massimo Massenzio per corriere.it - Estratti

 

corteo no tav

«Non si è trattato di dissenso, ma di un vero e proprio atto di guerriglia urbana». Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, al termine di un pomeriggio di disordini tra i cantieri dell'Alta velocità in Val di Susa. «Quanto accaduto è semplicemente vergognoso - ha proseguito - il volto peggiore di un estremismo ideologico che va isolato e represso con fermezza.

 

Dietro la facciata di un evento 'culturale' - ha aggiunto - si è consumata l'ennesima, inaccettabile azione di violenza organizzata ai danni dello Stato, delle sue infrastrutture e di chi le difende. E pensare che qualcuno ha avuto il coraggio di criticare il decreto sicurezza. Mi è stato assicurato il massimo impegno nell'identificazione di tutti i responsabili».

matteo piantedosi

 

La giornata era iniziata al grido «C'eravamo, ci siamo e ci saremo». Così lo striscione guida del corteo partito dal presidio di Venaus con i consueti slogan del movimento No Tav. Si trattava dell'ormai consueta marcia popolare che caratterizza la seconda giornata del Festival Alta felicità. Migliaia di attivisti si sono diretti verso Susa, ma il corteo si è subito spezzato in due tronconi per raggiungere quelli che sono stato ribattezzato i «cantieri della devastazione».

 

 

All'uscita da Venaus alcune centinaia di manifestanti si sono poi diretti, attraverso il bosco, verso il presidio dei Mulini che sovrasta il cantiere di Chiomonte. L'altro obiettivo è stato il futuro deposito di marino in frazione Traduerivi, alle porte di Susa, con il corteo aperto a questo punto su tre fronti, seguiti dall'alto dall'elicottero della polizia,6 la protesta No Tav.  In testa al lunghissimo serpentone lo striscione «Ora e sempre No Tav».

 

alta tensione al corteo no tav

Dopo aver paralizzato il centro di Susa, il corteo si è fermato di fronte alla stazione dove decine di giovani attivisti hanno riempito completamente il treno regionale per Torino per raggiungere il cantiere di San Didero. Arrivato al sito di quest'ultimo cantiere, dove sorgerà il futuro deposito di marino, gli attivisti, quasi tutti a volto coperto, hanno divelto la recinzione esterna che separa il cantiere dall'autostrada e hanno cominciato la battitura delle reti con sassi e aste di ferro. L'area, attualmente vuota, non è presidiata dalle forze dell'ordine.

 

Dopo la «battitura» alcuni di loro hanno rimosso il filo spinato e sono entrati nel cantiere. Ad alcuni bagni chimici è stato dato fuoco. Gli attivisti hanno preso possesso del cantiere dove sono stati accesi diversi fuochi.

 

alta tensione al corteo no tav

 

Un secondo gruppo ha invaso la sede stradale dell'A32 e ha incendiato un cumulo di erba secca. Bloccata la corsia per Torino, sull'altra code chilometriche. Sull'asfalto sono comparse poi barriere fatte con reti e assi di legno che sono state rimosse dagli automobilisti. Un gruppo di attivisti ha lanciato pietre contro la polizia.

 

Dopo l'assalto al cantiere dell'autoporto di San Didero, la protesta No Tav ha preso di mira infine  anche il cantiere di Chiomonte, con un lancio di bombe carta e pietre contro le forze dell'ordine poste a protezione del cantiere.

corteo no tav occupata autostrada torino bardonecchia

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