ornella vanoni gino paolo giorgio strehler

IL SEGRETO PER UN MATRIMONIO FELICE? BASTA PENSARE A UN ALTRO! – AMORI E BOLLORI DI ORNELLA VANONI: “QUANDO SPOSAI LUCIO ARDENZI ERO MOLTO CONFUSA. ANDAI ALL’ALTARE VESTITA DI GIALLO, PENSANDO A GINO PAOLI CHE AMAVO. LA SERA PRIMA VOLEVO MANDARE TUTTO ALL’ARIA, E FUGGIRE” – “FUI BISTRATTATA PER IL LEGAME CON STREHLER. POI VISCONTI MI PRESENTÒ RENATO SALVATORI, ERA UN GRAN GNOCCO. CI FECERO FOTO INSIEME E SCOPPIÒ IL PUTIFERIO. GIORGIO ERA FURIOSO, MI STALKERIZZÒ. LA VERITÀ È CHE ORMAI IL NOSTRO RAPPORTO ERA GIÀ FINITO. NON ERO STANCA DI LUI, MA DI UNA COSA CHE FACEVA LUI E CHE A ME NON ANDAVA PIÙ…” (LA COCAINA?)

ORNELLA VANONI NEL 1961

Maria Volpe per “Sette – Corriere della Sera”

 

Sono sconcertanti la classe, il fascino, l'eleganza di Ornella Vanoni a 88 anni. Sarà per quel vecchio consiglio che le dava sua madre: un filo di trucco, un filo di tacco. Seduta su una poltroncina, nel salotto della sua casa milanese, con un sobrio vestito-vestaglia di cachemire beige, i riccioli rossi in ordine casuale, la voce inconfondibile e un ritrovato sorriso.

 

Accanto a lei, immancabile Ondina, la barboncina nera da cui non si separa mai. Una donna dalla vita intensa, emozionante, passionale, a tratti dolorosa. Ha da poco superato un intervento al femore, ed è già tornata a cantare, in tournée, incantando il Teatro degli Arcimboldi a Milano.

 

Hanno detto che era molto sensuale

«Sarà per quello splendido vestito degli archivi di Dior. Tutto bianco. L'avevo già indossato nero»

vanoni paoli

 

In questa nuova tournée, è accompagnata da un'orchestra tutta di donne

«Me ne ha parlato Paolo Fresu e ho detto: perché no? È insolito per l'Italia. La pianista è fantastica; c'è una iraniana bravissima, la batterista napoletana bellissima. Ma per me se sono brave artiste, non fa differenza, uomini o donne».

 

Crede nella solidarietà tra donne?

«Io non mi metto in competizione e non ho invidie, non so se questa è solidarietà. Sorellanza? No, non ci credo. Ci sono amiche che possono diventare sorelle, altre donne con le quali non c'è alcuno scambio emotivo».

ORNELLA VANONI

 

 Le fa allegria il Natale. O malinconia?

«Quando sei piccolo è tutto meraviglioso. Poi quando diventi grande e hai i genitori, magari malati, c'è un'allegria forzata. Io per un bel po', per questioni familiari, ho passato natali tristi Quest'anno sono felice. Lo passo con mio figlio Cristiano e la sua compagna».

 

E i suoi adorati nipoti. Ha un amore smisurato per Matteo, vero?

 «Vero. Un amore smisurato, ricambiato. Forse perché è il primo nipote. Ha un carattere solare, un'esplosione di luce. Intendiamoci adoro anche mia nipote ma non la vedo mai: gira in barca a vela facendo la cuoca. È un essere libero, è coraggio sa».

 

Lei Ornella sembra più dolce: è il tempo che passa?

«Se lo lasci passare senza riempirlo non serve a niente. Io ci ho messo tanta dolcezza».

 

La sua immagine è di una donna forte

STREHLER VANONI

«Non sono così forte. Sono coraggiosa. Con la pandemia sono diventata forte. Ho avuto anche un intervento al cuore, poi al femore. Mi sono fortificata. E addolcita insieme».

 

Lei non ha più voglia di parlare del suo passato. Troppe volte le hanno chiesto dei suoi amori. Permetta solo qualche parentesi. Quando ha conosciuto Giorgio Strehler?

«Ero ragazzina e andavo a teatro da lui che mi prestava i costumi per carnevale. Poi entrai alla Scuola del Piccolo Teatro, e ci innamorammo. Ho imparato tanto guardando Giorgio lavorare. È stata una esperienza forte, formativa. Ma la nostra storia d'amore creò scandalo: lui molto più grande e sposato. Io fui bistrattata per questo legame».

 

Perché ha lasciato Giorgio?

ornella vanoni e gino paoli

«Ero al Festival di Spoleto. Luchino Visconti mi presentò Renato Salvatori (l'attore di Poveri ma belli), era un gran gnocco. Ci fecero foto insieme e scoppiò il putiferio. Giorgio era furioso, mi stalkerizzò sul telefono fisso. La verità è che ormai il nostro rapporto era già finito. Non ero stanca di lui, ma di una cosa che faceva lui e che a me non andava più..»

 

La droga, la cocaina?

«Non mi va più di parlarne. Certo che Giorgio mi ha amato alla follia, come nessun altro».

 

Anche Gino Paoli non scherzava. Le ha dedicato una canzone immensa come Senza fine. Da cosa è stato colpito?

«Dalle mie mani grandi».

 

E lei da cosa rimase colpita?

«Era un ragazzo bruttino, vestito di nero, collo alto da rive gauche. E ho provato quello che provo quando sono vicina a un "talento vero"».

 

ornella vanoni alberto urso.

Poi ci fu il matrimonio nel 1960 con l'impresario Lucio Ardenzi (e nel '62 nacque vostro figlio Cristiano)

«Ero molto confusa.. Andai all'altare vestita di giallo - pensando a Gino Paoli che amavo. La sera prima volevo mandare tutto all'aria, e fuggire. Ma tutte le mie amiche a dirmi: "Non si fa, non puoi, domattina ti devi sposare". Insomma ho combinato un casino dietro l’altro».

 

ornella vanoni 2

Ne ha spezzati di cuori lei... Aveva una grande capacità di conquistare gli uomini grazie alla sua sensualità, al suo fascino. L'avvocato Agnelli non l'ha mai corteggiata?

«Ho cantato per l'Aga Khan e quella sera c'era anche l'Avvocato. Alla fine della sera mi appoggiò al muro. Gli dissi: "Tutte morirebbero per lei, io no". Lui si è fatto una risata».

 

Il cinema?

«Il film più brutto che ho fatto è stato quello con Ugo Tognazzi I viaggiatori della sera, ma mi sono divertita da morire».

ornella vanoni natalizia

 

Un film che avrebbe voluto fare?

«Senza dubbio l'ultimo di Emma Thompson, Il piacere è tutto mio, un film grandioso sulla sessualità e l'emancipazione femminile. Con la scena finale di autoerotismo. Sono quei ruoli che portano avanti il coraggio delle donne».

 

Se le dico Milano, cosa le viene in mente?

«Voglio bene a Milano, ma non la amo più come prima. Questi grattacieli che poi secondo me sono mezzi vuoti. Troppe macchine, troppa isteria».

 

Delle persone che non ci sono più chi le manca di più?

«Mia madre e mio padre. E Sergio Bardotti (grande autore e paroliere, scompar so nel 2007, ndr). Avevamo un legame pazzesco: curio so lui, curiosa io, insieme abbiamo realizzato cose splendide: ho cantato tutti i jazzisti americani. Beveva e fumava tantissimo. Ma che potevo fare?»

 

Strehler Vanoni

Il Festival di Sanremo le porta bei ricordi?

«Degli anni in cui ero in gara non ricordo nulla per ché ero troppo terrorizzata. Il ricordo più triste è quello legato a Tenco: l'ho visto strano quella sera, ho detto ai suoi amici "state vicini a Luigi". Il ricordo più bello è quello della super ospitata nel 2021. Mi sono divertita molto».

 

Il 13 gennaio riprenderà il suo tour a Bologna.

NUDO DI ORNELLA VANONI VIAGGIATORI SERA

«Una città che adoro, anche se da quando non c'è più Lucio Dalla la amo di meno. Un'altra città che amo alla follia è Napoli, adoro il carattere dei napoletani».

 

Cosa vorrebbe fare nel 2023?

«Scrivere un libro e recitare, cinema e teatro».

 

Non lavorare le fa paura? Teme il vuoto?

«Si temo molto il vuoto, specie qui a Milano. Se fossi con un'amica o un compagno, e tanti animali, sarei felice di vivere in campagna. Mi trasferirei al volo».

ornella vanoni che tempo che fa 7ornella vanoniOrnella Vanoni Giorgio Strehler ORNELLA VANONI E GIORGIO STREHLER vanoniornella vanoni gino paoliGino Paoli Ornella Vanonivanoni vallesimara venier, ornella vanoni, davide maggio e chiara montazzoliornella vanoni si addormenta in diretta a ora o mai piu' 4ORNELLA VANONI ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO A MILANOvanoniVANONI ZEROornella vanoni in i viaggiatori della seraornella vanoniornella vanoniornella vanoni in i viaggiatori della seravanoni 1vanoni gabbanibattisti vanoniNUDO DI ORNELLA VANONI VIAGGIATORI SERA

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...