annalisa selvaggia lucarelli

VIDEO! ANNALISA, “UNA SUORA CHE VUOLE FARE LA PORNODIVA” - SELVAGGIA STRONCA LA CANTANTE ORMAI “INTRAPPOLATA IN UN FORMAT” DI MINIGONNE, AUTOREGGENTI, BALLETTI “CRINGE” DA TIKTOK, “CHE NON LE APPARTIENE” – “ANNALISA NON BALLA BENE, NON HA QUELLA SENSUALITÀ FLUIDA NEI MOVIMENTI, SI SFORZA MOLTISSIMO MA IL RISULTATO NON È QUALCOSA CHE LE SOMIGLIA. SE ELODIE CHE ‘FA LA SEXY’ SEMBRA J-LO, ANNALISA LASCIA INVECE UNO STRANO RETROGUSTO, COME LA MOGLIE DI FANTOZZI QUANDO PROVA A FARE LA CENTRALINISTA IN UNA LINEA EROTICA - LA COSA PIÙ PORNO DI ANNALISA È LA SUA VOCE. MA A FURIA DI ESSERE TRASGRESSIVA PER CONTRATTO, È DIVENTATA BANALE E PREVEDIBILE. MA SOPRATTUTTO SPRECATA. LIBERATELA” - LA RISPOSTA DI ANNALISA: "IO INTRAPPOLATA? LA VERITÀ È CHE QUESTA SONO IO. ANCHE SE SCOPRO LE GAMBE RESTO UNA BRAVA RAGAZZA. L'ACCUSA DI BLASFEMIA? NON ME L'ASPETTAVO..." VIDEO

 

Selvaggia Lucarelli pehttps://selvaggialucarelli.substack.com/p/liberate-annalisa 

 

“Ma si era già vestita da suora per la scorsa canzone!” 

“No amor, era da maschio”. 

“Ah già”. 

 

Questo breve scambio di battute avuto ieri con Lorenzo - col quale poi non ho parlato per mezza giornata, perché se si ricorda com’era vestita Annalisa in un video vuol dire che l’ha visto comunque troppe volte - inquadra perfettamente quello che, secondo me, è il problema dell’ultimo singolo di Annalisa, “Canzone estiva”. 

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Un déjà vu estetico e sonoro in cui la cantante sembra da tempo intrappolata, una sorta di giorno della marmotta in cui tutte le scelte vanno ripetute all’infinito per trovare la formula della perfetta cantante di successo e che però, alla fine, rimane solo un esercizio di stile. (...) Un’operazione che le è valsa il titolo di cantante con più certificazioni di vendita dal 2009, sia chiaro.

 

Ma oggi, ogni nuovo pezzo di Annalisa sembra un format, una richiesta all’intelligenza artificiale in cui si domanda esattamente “mi fai una cantante italiana di successo?”. Un prompt da copiare e incollare all’infinito. 

 

(...)

Nel 2021 torna a Sanremo per la quinta volta, canta sempre benissimo, il pezzo è sempre un lento e la posizione in classifica sempre anonima, ma qualcosa è cambiato. Indossa un abito molto corto, con una scollatura vertiginosa che arriva quasi all’ombelico, e sandali alla schiava con i lacci fino al ginocchio.

 

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Il suo ultimo album, pubblicato pochi mesi prima, si chiama Nuda, e viene ripubblicato appena dopo Sanremo in un’edizione speciale in cui, in maniera abbastanza didascalica, Annalisa è nuda in copertina, con una mano a coprirle il seno, un rettangolo di qualcosa a coprirle il culo e dei tacchi a spillo. 

 

Dentro ci sono pezzi reggaeton, poi fa un singolo con i Boomdabash anche quello reggaeton, le ultime canzoni parlano di ballo, di sudore, cose così. D’altra parte ora va di moda il reggaeton e Annalisa sembra aver deciso di seguire le mode.

 

In quel periodo infatti ha cominciato a scrivere le canzoni in pianta stabile con Davide Simonetta (suo fidanzato dal 2015 al 2017) e Paolo Antonacci, due degli autori che da qualche anno appartengono alla stretta cerchia di quelli che scrivono brani per tutti, una specie di ‘fabbrica delle hit’. L’approccio alla musica sembra diventare scientifico, bisogna ballare e diventare virali su TikTok. E così, quello estetico: bisogna cominciare a svestirsi. 

 

Arrivano così Bellissima, Mon Amour, e poi Sinceramente, Maschio, Esibizionista. Tutte canzoni dance, tutte un po’ ammiccanti, tutte caratterizzate da look sexy in un florilegio di minigonne e autoreggenti, tutte con qualche slogan buono per diventare virale. Si arriva all’ultimo singolo, lanciato dal verso ‘Mi vuoi più suora o pornodiva’, che sembra la caricatura di tutti i precedenti.

 

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C’è lei vestita per metà da suora e per metà da pornodiva, con i reggicalze e la luce rossa di taglio. C’è dentro qualche rimando al cattolicesimo per fare la provocazione un po’ trasgressiva, come ce n’erano anche in ‘Maschio’, c’è il sesso come in Esibizionista. C’è il ritmo ballabile e il ritornello con lo slogan.

 

Sembra, ecco, una canzone uscita dal ‘generatore automatico di canzoni di Annalisa’. 

 

Il primo problema è che questo generatore automatico è fatto ormai di cose già viste, già sentite, che hanno già provocato. Se quarant’anni fa non fosse esistita Madonna, forse ‘Canzone estiva’ sarebbe un brano trasgressivo.

 

(...) Annalisa non balla bene, non ha quella sensualità fluida nei movimenti, si sforza moltissimo ma il risultato non è qualcosa che le somiglia. Sembra appunto, per parafrasarla, una suora che vuole fare la pornodiva. 

selvaggia lucarelli

 

(…) Se Elodie che ‘fa la sexy’ sembra J-Lo, Annalisa lascia invece uno strano retrogusto, come la moglie di Fantozzi quando prova a fare la centralinista in una linea erotica per riconquistare il marito. 

 

Ed è un peccato, perchè Annalisa avrebbe la sua cifra, in fatto di sensualità. 

 

La cosa più porno, più NUDA di Annalisa è la sua voce. Come la usa. Canta benissimo, sa fare cose molto difficili, potrebbe valorizzare qualsiasi cosa. È quello il suo tratto distintivo, e invece alla fine i balletti un po’ cringe, i vestiti da suora, le guepiere e la cassa in quattro ti distraggono e la voce finisce per scomparire e suonare uguale a tutte le altre. E la noia si fa strada in quel vuoto lasciato dalla voce. 

 

annalisa

Ormai Annalisa ce la immaginiamo così, svestita che balla, prigioniera di un’immagine di sé, un’immagine che alla fine, a furia di essere trasgressiva per contratto, a furia di sguardi vitrei di chi canta mentre conta mentalmente 1-2-3 per non sbagliare la coreografia, è diventata banale e prevedibile. Ma soprattutto sprecata. 

 

Liberatela. 

 

 

 

 

IL CASO ANNALISA: «SUORA O PORNODIVA? IO RISPETTO ENTRAMBE SE SCOPRO LE GAMBE, RESTO UNA BRAVA RAGAZZA» 

Chiara Maffioletti per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

«Mi vuoi più suora o pornodiva?» si chiede Annalisa nel suo ultimo singolo, già diventato una hit, Canzone estiva . E, nel dubbio, nel video che lo accompagna appare per metà con il velo e per metà in guepière. Non tutti hanno apprezzato la combo, diversi ambienti cattolici hanno parlato di blasfemia e attorno al pezzo si è aperto un dibattito. 

 

Lo aveva messo in conto? 

«È stata una scelta usare queste due parole per sollevare un tema.. Se avessi detto “casta” e “provocante” l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato il concetto con due definizioni che, io come tante, mi sono sentita attribuire. Non c’è nulla di offensivo nel dire suora o pornodiva, sono due estremi — di eleganza uno e di spudoratezza l’altro — citati con grande rispetto. Ho usato il termine pornodiva e non quello meno edulcorato che si sentono dire molte». 

 

annalisa video canzone estiva

Si è sentita definita così in passato da qualcuno? 

«Sì, io come tante credo. C’è chi vorrebbe le donne disinibite a casa e pudiche e diligenti fuori. Ho attinto un po’ dalla mia esperienza per dire che noi donne siamo sempre sottoposte a grandi giudizi». 

 

Nel suo caso, essendo un personaggio pubblico, il giudizio è amplificato. 

«Ma io ci faccio su un sorriso. E se ci scrivo una canzone non c’è vittimismo, ma mi interessa che se ne parli e penso stia accadendo. Quando sei di fronte a tante persone, ognuno ha il suo punto di vista. Io sono semplicemente una persona che cresce, si evolve». 

 

Eppure nella sua carriera sembra esserci stato un netto cambiamento, a partire proprio dalla sua immagine. La famosa «svolta sexy». No? 

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«Non ho mai vissuto questa cosa come una svolta improvvisa: è stato graduale. Se anni fa ero una ragazzina anche un po’ spaventata, ora penso di aver imparato molte cose. E anche se scopro le gambe, resto una brava ragazza». 

 

Come sta vivendo quindi chi l’accusa di blasfemia? 

«Non me lo aspettavo, anche perché non vedo nulla di offensivo in quello che ho fatto. Era lontanissimo dalle mie intenzioni: ho grande rispetto per chi vive la fede, per le persone che credono in qualcosa, in generale. Non mi aspettavo queste osservazioni. Forse a volte ascoltiamo le canzoni velocemente... ma la religione fa parte della mia vita, mi affascina. E poi è pop, nel senso di popolare: attingere a parole di quel mondo è un modo per farle arrivare a tutti». 

 

(...)

Selvaggia Lucarelli ha suggerito che sia in trappola del suo personaggio. 

«La verità è che questa sono io. Ho un mio modo, un mio stile che è anche diventato per fortuna un marchio di fabbrica ultimamente, ma, magari, in futuro cambierà». 

selvaggia lucarelli

 

Nel costruire una immagine sexy non si rischia di aderire sempre a canoni dettati da uno sguardo maschile? 

«Il rischio c’è, il problema è negli occhi di chi guarda». 

 

(...)

 

E lei è in pace? 

«Io sì, mi sento in pace». 

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