travaglio saviano

TRAVAGLIO, C’E’ POSTA PER TE – SAVIANO PUNGE IL DIRETTORE DEL ‘FATTO’, CHE AVEVA BACCHETTATO LO SCRITTORE PER AVER DEFINITO SALVINI 'IL MINISTRO DELLA MALA VITA': “DOVREMMO FORSE ACCETTARE LE PAROLE DI SALVINI PERCHÉ QUELLI CHE C'ERANO PRIMA ERANO PEGGIO? DA OGGI PER ME IL LEADER LEGHISTA DIVENTA IL CAGNOLINO DI PUTIN” – E TRAVAGLIO RISPONDE...

Lettera di Roberto Saviano al Fatto Quotidiano

saviano maglietta rossa

 

Caro Marco, ho letto il tuo riferimento a me nel tuo editoriale di oggi e francamente non comprendo come quello che scrivi possa essere messo in relazione alle mie critiche a Salvini e al governo, anche se converrai che il primo è stato il governo in queste prime settimane. Il tuo commento alla sentenza emessa nel processo trattativa, il racconto delle responsabilità accertate in primo grado, lo utilizzi per dirmi che erano quelli i ministri della Mala Vita e non Salvini? Non capisco e non credo si tratti di una versione più paludata dell' inflazionato "e allora il Pd?".

 

salvini

 Dovremmo forse accettare le parole e le azioni di Salvini perché quelli che c' erano prima erano peggio? E davvero tu credi che il 4 marzo abbia rappresentato questo cambio epocale? Sto leggendo con attenzione le inchieste del tuo giornale sull' inferno libico e sulle nefandezze della Guardia costiera di quello Stato in disarmo e mi sembra che tale sia l' orrore raccontato, che le parole di Matteo Salvini e dei ministri di punta dei 5stelle contro le Ong siano del tutto inaccettabili. Ho l' impressione che i colpi inferti in queste poche settimane all' idea di Stato di diritto rappresentino una escalation che forse non tutti comprendono. E non regge neppure l' idea di Salvini cattivo, 5stelle buoni.

 

roberto saviano contro matteo salvini 6

Toninelli ha mentito in maniera continuata sulla apertura/ chiusura dei porti e, cosa più grave, lo ha fatto con esseri umani sofferenti in mare. Credo sia evidente a tutti come Salvini sia nella totale disponibilità di Vladimir Putin, che condivide con Donald Trump il superamento dell' Europa, per finalità evidenti di spartizione. Lo afferma lui continuamente, non lo dico io. Purtroppo chi dovrebbe bilanciare (pia illusione) tutto ciò, continua a fare campagna elettorale, in maniera distinta sui temi, ma non nei modi.

 

L' altra sera mi è capitato di ascoltare il tuo vice, Stefano Feltri, intervistato su RadioUno, che affermava che con ogni probabilità Luigi Di Maio ha mentito sulla questione stime Inps. La cosa che però mi ha colpito di più dell' intervista è che Feltri, con ogni ragione, non si capacitava del fatto che Di Maio, pur di fare comunicazione, ha deciso di non difendere un provvedimento anche giusto, ma che ovviamente porterebbe a dei possibili (ma pare minimi) effetti collaterali. È questo il "cambiamento" cui dovremmo dare fiducia? Menzogne e poco coraggio? Francamente è un film già visto in più condito da un marketing asfissiante sulla supposta novità di un indirizzo politico che sconta la sconcertante invisibilità del presidente del Consiglio.

 

LA QUERELA DI SALVINI A SAVIANO

A questo proposito, mi ha molto colpito il titolo dell' intervista che gli hai fatto nei giorni scorsi, "Ecco chi sono": non mi pare rassicurante che a distanza di settimane dal suo insediamento, sia lo stesso presidente a porsi il problema di dover spiegare lui chi è e ti posso assicurare che ancora oggi io non ho idea di chi sia e a chi risponda poiché lo si è visto sempre, e in maniera anche poco dignitosa, accucciarsi non appena richiamato all' ordine. Però, su Salvini, voglio cogliere il tuo suggerimento, anche per evitare altre querele su carta intestata del ministero: da oggi per me il ministro della Mala Vita diventa il cagnolino di Putin.

saviano da fazio

Ai 5stelle la scelta di seguire il capo branco o essere qualcos' altro.

 

Ma perché ci riescano c' è bisogno di maggiore rigore, soprattutto da parte di chi negli anni ha dimostrato di saperlo fare con inflessibilità.

 

2. CARO ROBERTO

Marco Travaglio per il Fatto Quotidiano

 

Caro Roberto, anzitutto riporto qui la mia frase che ha originato la tua lettera: "Caro Roberto Saviano, chi governa merita certamente le critiche più feroci. Ma prima dev' essere chiaro a tutti quali 'ministri (e governi) della malavita' hanno infestato l' Italia fino a quattro mesi fa". È la coda di uno degli articoli che ho dedicato alla sentenza della Corte d' Assise di Palermo sulla trattativa Stato-mafia.

 

UN GIOVANE MARCO TRAVAGLIO

Una sentenza che ti consiglio di leggere, da esperto appassionato di mafie come sei. Tu mi domandi che cosa volevo dirti fra le righe. Forse che è sempre colpa del Pd? O che "dovremmo accettare le parole e le azioni di Salvini perché quelli che c' erano prima erano peggio"? No, volevo dirti semplicemente quello che ti ho scritto: le critiche a questo governo quando sbaglia, come a tutti i governi quando sbagliano, sono doverose. Ma, in tema di mafie, a questo governo nato due mesi scarsi fa non si può (ancora?) rimproverare nulla. Perciò non ho capito la tua definizione di Salvini "ministro della malavita".

 

E non perché io nutra simpatie per Salvini: il quale, prima di provarci con te, ha querelato per ben 7 volte me e il Fatto, uscendo sempre sconfitto (te lo dico perché hai ottime speranze di vincere anche tu).

 

MARCO TRAVAGLIO

Bensì perché sono anch' io preoccupato per le sue sparate razziste, le sue politiche xenofobe e i suoi rapporti con Putin, ma ancor più per la folla plaudente e tracimante che si assiepa sotto il suo balcone (o la sua ruspa). E temo che le tue denunce su quei temi escano non rafforzate, ma indebolite dall' attribuirgli condotte o relazioni malavitose.

 

Ci sarà tempo per analizzare la portata delle elezioni del 4 marzo che, grazie anche all' aventinismo folle e suicida del Pd, hanno partorito questo governo Frankenstein tra due forze molto diverse, capaci di produrre contemporaneamente misure "di sinistra" come il dl Dignità e "di destra" come quelle sui migranti.

 

Non penso certo a un partito buono e a uno cattivo, ma a due esperienze molto variegate che sarebbe sbagliato schiacciare in un unico giudizio monolitico, liquidatorio e definitivo. Lo stesso vale per quell' Ufo di Giuseppe Conte, oggetto misterioso ancora tutto da scoprire (perché non provi a incontrarlo anche tu? Io qualche curiosità me la sono levata).

 

VIRGINIA RAGGI E MARCO TRAVAGLIO

Sulle politiche migratorie siamo in dissenso dall' anno scorso, quando io, diversamente da te, condivisi molte scelte di Minniti: per esempio, il Codice di condotta per le Ong e una politica più attiva per stabilizzare la Libia. Una linea proseguita ora da Conte e Moavero, anche con piccoli passo in avanti con l' Ue e con alcuni partner comunitari, e sporcata dalle vergognose sparate di Salvini sulle "crociere" e la "pacchia" dei migranti.

 

Come tu noti nella tua lettera, non abbiamo smesso un solo giorno di indagare sulle magagne e le disumanità della cosiddetta "Libia", ancora poco più che un' espressione geografica, ma al contempo di augurarci che: prima o poi diventi uno Stato degno di questo nome; ci aiuti a combattere il vero nemico cioè le organizzazioni criminali del traffico di esseri umani (di cui l' antimafia ufficiale parla malvolentieri); sottoscriva e poi rispetti la convenzione di Ginevra; si doti di una Guardia costiera in grado di salvare vite umane, di porti sicuri in cui rimpatriare gl' irregolari e di strutture di accoglienza e smistamento dei profughi controllate da Onu e Ue.

DI MAIO E TRAVAGLIO

 

Questo nostro sforzo di affrontare in termini complessi una questione complessa presta il fianco a entrambi gli opposti estremismi: quello di chi pensa di risolvere il problema indossando una maglietta rossa e urlando "porti aperti a tutti per sempre" (e non mi riferisco a te e a tutti gli aderenti alla campagna di don Ciotti, ma solo a chi l' ha trasformata in défilé senza argomentare); e quello di chi, specularmente, liquida la faccenda indossando una felpa verde o blu strillando "negher foera dai ball" o blaterando di "aiutarli a casa loro" (slogan caro anche a Renzi). Certo, è molto più comodo intrupparsi in una delle due tifoserie, ma è anche molto più inutile: i problemi si affrontano proponendo soluzioni, non lanciando slogan per esorcizzarli.

 

Infine: lo so anch' io che la Lega non è il nuovo, e non solo perché è il partito più antico su piazza; e che i 5Stelle già manifestano molti vizi del "vecchio". Ma è indubbio che il voto degli italiani, il 4 marzo, abbia spazzato via un sistema di potere consociativo che aveva retto l' Italia per 24 anni e che affonda le sue radici proprio nella trattativa bipartisan Stato-mafia.

marco travaglio

 

Che storicamente fu avviata sotto il vecchio centrosinistra (governi Amato e Ciampi) e chiusa dal Berlusconi I, ma poi proseguita con una serie sciagurata di norme bipartisan che hanno smantellato il meglio dell' antimafia. Infatti solo ora che i vecchi centrodestra e centrosinistra sono out si intravede qualche spiraglio di luce su quella stagione nera, lasciata al buio da quel sistema per un quarto di secolo. Merito di Salvini o dei 5Stelle? No, colpa di chi c' era prima. Che va sempre ricordato, perché ci aiuta a comprendere quel che accade oggi.

IL COMMENTO DI SAVIANO AL POST DI SALVINI

 

IL DITO MEDIO DI ROBERTO SAVIANO AGLI HATERSSaviano

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