SIAM PRONTI ALLA MORTE, OLE’! - HIT PARADE DELLE EURO-CAZZATE - GRAMELLINI OMERICO: “MARIOCHIARO BATTE I PUGNI A BRUXELLES, MARIOSCURO SGUAINA I PETTORALI A VARSAVIA” –SCONCERTI SBARELLA: “LA MIGLIOR NAZIONALE DEL DOPOGUERRA” - CAZZULLO E SEVERGNINI SI CONTENDONO LA “COPPA ESTICAZZI” – DOSSENA SE NE INTENDE: VEDE “DEL BOSQUE PREOCCUPATO” E DUE SECONDI DOPO GOL DELLA SPAGNA! - CI CASCA PURE EZIOLO MAURO…

1 - MAH...
Jena per "la Stampa" - Tutti da Napolitano a festeggiare la vittoria della Spagna.


2- TUTTE LE STRONZATE MINUTO PER MINUTO
Andrea Scanzi per il Fatto Quotidiano


Tutto il pianto minuto per minuto, tutta la retorica pagina per pagina. In Polonia ed Ucraina non si è giocato un Europeo. Ha piuttosto avuto luogo una redenzione collettiva. Un riscatto illuminato. Un umanesimo nuovo. Tutti stretti a coorte. Tutti pronti alla morte. E all'iperbole. "Il Rinascimento del patriottismo" (Marcello Veneziani). "Stella e solista, l'invenzione del nuovo calcio", "è la migliore del dopoguerra" (Mario Sconcerti, lo stesso che un mese fa affermava sconsolato: "Non siamo una grande nazionale").

Il petto in fuori è trasversale. Dal "Vaffanmerkel" di Libero a Luciano Moggi: "Teniamo i piedi per terra e l'Europeo sarà nostro". Ezio Mauro accomuna Monti e Prandelli come emblemi di rinascita. Gianni Riotta, il 26 giugno su La Stampa, sciabordava frizzantezza eternando La rivincita dei Pigs: "Il calcio, metafora sempre perfetta della vita nella sua imprevedibilità, ci ha fatto vedere di cosa sono capaci gli italiani, un italiano «medio» come Diamanti, quando hanno le spalle al muro. Forza Azzurri".

Maurizio Crosetti, il 26 giugno su Repubblica, inseguiva inconsapevolmente il plauso di Belpietro: "Non aveva più senso sentirci i loro zimbelli, i loro pizzaioli quando andava bene, i loro bagnini: d'estate invadevano le nostre spiagge, ma quando le tv negli stabilimenti balneari trasmettevano la sera un Italia-Germania qualsiasi, finiva sempre allo stesso modo: noi con i clacson, loro con le birre di consolazione".

Aldo Cazzullo, ieri sul Corriere della Sera, garantiva: "Questa squadra ci ha insegnato a essere più uniti (..) Forse, tra qualche tempo, ricorderemo queste notti come il momento in cui l'Italia cambiò umore. In cui un paese spaventato e malmostoso ritrovò il sorriso e fiducia in se stesso (..) Il senso di riscatto, l'orgoglio, con cui in tanti, compresi molti neri italiani, stringevano una bandiera a lungo dimenticata e cantavano un inno sino a poco fa negletto". Il giorno prima, sullo stesso giornale, Beppe Severgnini proponeva un "Decalogo per un'Italia nuova. Per lavorare meglio dobbiamo slegare l'Italia dai suoi lacci: come l'Italia di Prandelli che ha puntato sul cambiamento".

Qualche passaggio Estiquatzi ("Ho visto le partite degli azzurri in una pizzeria di Chicago, dentro una stanza d'albergo a Boston e Spokane") e dieci tavole: "Non temere", "Non esagerare", "Non fermarsi". Tra un Napolitano che scriveva e un Buffon che rispondeva ("Il Presidente è un gigante"), Massimo Gramellini si chiedeva il 30 giugno su La Stampa: "L'Italia può davvero cambiare? Gioisce la Borsa, guaisce lo spread, Mariochiaro batte i pugni a Bruxelles, Marioscuro sguaina i pettorali a Varsavia (..) Stavolta i parallelismi fra politica e sport non sono nevrosi giornalistiche, ma slanci del cuore. Ne avevamo bisogno".

Irrinunciabile Cristiano Gatti ieri ne Il Giornale: "Un vero miracolo c'è stato: l'Italia s'è (ri)desta"; "Il miracolo italiano (..) è talmente frequente e ripetitivo da essere diventato marchio romantico, come il sogno americano" (i viaggi dei Pink Floyd erano meno lisergici).

Assai ficcante la Rai. Quando Churchill ha detto che "L'Italia perde le partite di calcio come fossero guerre e le guerre come partite di calcio", aveva sognato Mazzocchi in un flashforward. "Chissà che gli spagnoli non si pentiranno di quello che, giustamente, non hanno fatto» (il biscotto non c'è stato per sadismo. Mica per sportività); «Ma tu adesso, da tifoso, a cosa ti attaccheresti?» (un'idea ci sarebbe). Pannofino ha quindi scandito la formazione con voce marziale, dando al tutto una solennità da eroi del Piave (che mormorava).

Epico Saverio Montingelli dal Circo Massimo: "C'è grande festa, mi hanno fatto perfino un gavettone" (Saverio è così: per autodifesa si è convinto che, quando lo dileggiano, è per tributargli stima). La parola ai cantori Bruno Gentili e Beppe Dossena. "Del Bosque è preoccupato, si rende conto che non hanno profondità, siamo bravi noi a non dargliela...". Due secondi dopo: Silva, gol. "Siamo eccezionali a fare densità" (a segnare un po' meno). "Gli spagnoli hanno fatto annaffiare il campo" (Gentili cerca l'alibi). "Abbiamo riposato un giorno in meno" (Gentili ricerca l'alibi).

"L'Italia ha sulle gambe i rigori con l'Inghilterra" (la Spagna invece col Portogallo aveva vinto giocando a bocce). "Gli spagnoli si danno delle arie, sono presuntuosi" (più forti no, eh?). "C'è speranza" (Dossena prima del 3-0). "E' rigore per noi!"(Dossena commenta una partita alla playstation). "Dovrebbero avere più rispetto" (Gentili esorcizza invano il poker). "Dovrebbero darci l'onore delle armi" (cioè far segnare un gol all'Italia).

Triplice fischio, delusione. Al Circo Massimo è successo di tutto: cori fascisti, svastiche, risse. Da studio chiedono più volte conto a Montingelli. Ma lui, si sa, quando vede una contestazione la prende per segno beneaugurante: "A cosa vi riferite? Non capisco. Splendida organizzazione". Splendida. E' passata mezzora ma Bonucci piange ancora. Un singhiozzo inconsolabile, interpretato come chiaro - e sacro - attaccamento alla maglia.

Dopo avere nuovamente intervistato Abete nello spazio "Istituto Luce", Amedeo Goria presta il microfono a Mario Monti per un pistolotto sui massimi sistemi. Poi: «Mazzocchi mi chiede di chiederle gentilmente quando usciremo dalla crisi». Monti, sempre più uguale a Stefano Bizzotto tra vent'anni, replica dispensando ottimismo.

Albertini gli regala una maglia di Balotelli. Ma sembra mignon, da bambini: una mezza patacca. Monti ci rimane malissimo e a malapena stringe la mano a Goria: se ponesse la fiducia su gesti simili, vanterebbe maggioranze bulgare.

C'è malinconia nell'etere. Marzullo, in uno di quei programmi che guarda solo lui, dedica una monografia a Buffon. Si evince che: Gigi è gran campione, gran padre, gran marito. Gran tutto. E' notte. Forse Bonucci piange ancora. La Rai promette di coprire le Olimpiadi come gli Europei. Ci sarà anche Montingelli, gregario ilare di questo nostro nuovo Rinascimento.

 

 

 

 

 

 

 

Mario SconcertiEZIO MAURO FOTO AGF REPUBBLICA jpegALDO CAZZULLO BEPPE SEVERGNINIMassimo Gramellini2 euc11 marco mazzocchiSaverio MontingelliMARIO MONTI SI PETTINAAMEDEO GORIA FRIEND

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO