“SINDACO DI TORINO? NON MI DISPIACEREBBE” - IL 70ENNE PIERO CHIAMBRETTI, CHE CONTINUA A IMPERVERSARE IN RAI, GUARDA ALLA POLITICA: "MAGARI CHISSÀ, SE DOVESSI FERMARMI CON LA TV, PUNTO A FARE IL PRIMO CITTADINO DELLA MIA CITTA' - SONO PIÙ VERSO IL CENTROSINISTRA MA NON VOTO DA PIÙ DI QUINDICI ANNI - RENZI SAREBBE IL MIGLIOR POLITICO ITALIANO, MA A VOLTE SI AUTODISTRUGGE CON ALCUNE SCELTE CHE…” - VIDEO
“DA ANNI CHIAMBRETTI FA LE STESSE COSE, CON UNA CERTA NONCURANZA PROFESSIONALE E UNA CRESCENTE MALINCONIA” – IL RITORNO SU RAI3 DEL PRESENTATORE CON “FIN CHE LA BARCA VA” STUZZICA LA PENNA DI ALDO GRASSO CHE VUOLE MANDARE IN PENSIONE IL 70ENNE PIERINO: “CHIAMBRETTI SEMBRA SPERARE DI TROVARE NELL’OSPITE QUELLO CHE LUI NON PUÒ PIÙ DARE. OGNI VOLTA MI CHIEDO SE GODA ANCORA DI CREDITO PER IL SUO PASSATO, NONOSTANTE GLI ULTIMI ESITI POCO CONFORTANTI ACCUMULATI SIA A MEDIASET CHE IN RAI, O PERCHÉ ALL’ORIZZONTE NON SI VEDA QUALCUNO CAPACE DI SOSTITUIRLO...”
Da “Un giorno da pecora” – Rai Radio1
Piero Chiambretti si racconta a Un Giorno da Pecora. Ospite della trasmissione di Rai Radio1 condotta da Giorgio Lauro e Nancy Brilli, oggi il popolare conduttore ha parlato della sua carriera e del suo futuro, tra aneddoti, desideri e ricordi.
PIERO CHIAMBRETTI UN GIORNO DA PECORA
Recentemente – gli hanno chiesto -, ha ospitato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri nel suo programma ‘Finché la barca va’. Un giorno le piacerebbe fare il sindaco della sua città,
Torino? “Non mi dispiacerebbe, io amo molto la mia città”. L’anno prossimo si vota a Torino. “Mi date un’idea – ha detto Chiambretti a Un Giorno da Pecora -, magari chissà, se dovessi fermarmi con la tv, punto a fare il primo cittadino”. Lei è di c.destra o da c.sinistra? “Sono più verso il c.sinistra ma non voto da più di quindici anni”. Lei ha lavorato in Rai ma anche a Mediaset.
Le piacerebbe fare esperienze in altri canali televisivi? “Io vorrei restare alla Rai, ho cominciato qui e vorrei finire qui la mia carriera”. Vuole andare in pensione? “Non è che voglio andare in pensione, mi pre pensionano, nel senso che ho un contratto che scade alla fine del programma ‘Finché la barca va’, quindi alla fine di questo mese”.
Avete parlato di rinnovo? “No, è una parola che non si dice mai. Il palinsesto io lo immagino come un parcheggio: puoi anche arrivare con una Bentley, ma se non c’è posto…”
PIERO CHIAMBRETTI UN GIORNO DA PECORA
A proposito di Mediaset, che ricordo ha di Silvio Berlusconi? “Di persona l’ho visto due volte, la prima volta” che l’ho sentito “è stato durante la notte di Natale”. La notte di Natale? “Sì, ero a casa di mia madre, con amici e parenti.
Alle 23.25, mentre mangiavamo le lasagne, mi chiamano al telefono da Arcore e mi dicono: le passo il Presidente. Il Cavaliere mi disse: sono qui con la mia famiglia, le volevo augurare buon Natale e benvenuto a bordo: era il giorno in cui entravo a Mediaset.
PIERO CHIAMBRETTI - FIN CHE LA BARCA VA
Ancora lo ricordo, erano le 23.25 della notte di Natale”. Le manca il Cavaliere? “Certo, era ricco di spunti da ogni punto di vista, gli ero affezionato”. Parlando poi del paragone tra Berlusconi e Renzi, Chiambretti ha detto: “Renzi sarebbe il miglior politico italiano, ma a volte si autodistrugge con alcune scelte che fa: referendum, entra, esce. E’ un personaggio importante”.
Cosa le piacerebbe fare ancora in tv? “Se non facessi ‘Finché la barca va’, mi piacerebbe fare una prima serata, un varietà di informazione internazionale, brillante, dal titolo ‘We are the world’”. Aldo Grasso di lei ha scritto che fa sempre lo stesso programma. “Aldo Grasso è una star, non lo leggo da 18 anni.
Lui dice che faccio sempre lo stesso programma? Beh, lui fa sempre lo stesso articolo. L’unica cosa che mi dispiace è che sia tifoso del Torino come me”. Per quale motivo? “Non rappresenta il valore, l’immagine, il rispetto per gli altri che abbiamo noi del Toro”.
PIERO CHIAMBRETTI - FIN CHE LA BARCA VA
Lei fa spesso domande molto profonde ai suoi ospiti: ci dica, qual è il senso della sua vita?” Esser riuscito a fare fino ad oggi solo quello che mi piace. Io ci sono riuscito – ha concluso a Un Giorno da Pecora -. sono molto contento di quello che ho fatto. Dovessi terminare oggi la mia carriera, non avrei né rimpianti né tanto meno rimorsi”.
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PIERO CHIAMBRETTI UN GIORNO DA PECORA