umberto smaila

“COLPO GROSSO? GORBACIOV SI FECE MANDARE LE VIDEOCASSETTE IN ALBERGO E SE LE PORTO’ AL CREMLINO, FORSE ORA SARANNO IN UN CASSETTO DI PUTIN” - VITA, SERATE E TRENINI DI UMBERTO SMAILA - "A ME NON SI RESISTE, HO UN POTERE DEMIURGICO. HO FATTO CANTARE “STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE” ANCHE A UN AGENTE DEL MOSSAD” – LA "PUGNALATA" DI JERRY CALÀ, NIKI LAUDA "INSOSPETTABILE BALLERINO", MIKE TYSON CON LA FIATELLA, I DUETTI CON BERLUSCONI. A VERDONE DISSI: "DIVENTERAI IL NUOVO SORDI". E LUI: “MA CHE STAI A DI'?” – VIDEO

 

Giovanna Cavalli per il Corriere della Sera

 

umberto smaila silvio berlusconi jerry cala'

Come in quella notte newyorkese di fine anni Novanta che «in un affollatissimo Downtown Cipriani di Manhattan, con Jennifer Lopez e Puff Daddy a due tavolini da me, dal nulla intonai un poderoso "all'alba vincerò, vinceròo , vin-cee-ròoo " manco fossi Pavarotti e con l'acuto per poco non incrinai i bicchieri di cristallo». E non fu che l'inizio dello show improvvisato, senza orchestra ma con l'accompagnamento di forchette e coltelli picchiettati sulle bottiglie di champagne. «Tempo mezzora e cantavano tutti il ritornello degli ombrelloni».

UMBERTO SMAILA E COLPO GROSSO

 

Eh?

«Ma sì, quello che fa: "Per quest' anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare". Pure l'agente dei Rolling Stones e una spia del Mossad, uguale identico a quelli dei telefilm, impassibile, stempiato, abbronzato».

 

Uno 007 israeliano con licenza di uccidere che si unisce al coretto balneare come un villeggiante sul torpedone?

UMBERTO SMAILA E COLPO GROSSO

«Oh sì, beh, non credo che né lui né nessuno dei presenti avesse bevuto proprio gazzosa, e comunque a me non si resiste, ho un potere demiurgico, persino, che so, al club dei mangiatori di anguille, partono freddini e poco dopo fanno i trenini», racconta sornione Umberto Smaila, ciuffo libero, baffetti, occhialino e maxi-sigaro, 71 anni e oltre cinquanta trascorsi ad allietare il prossimo, dai giorni gagliardi del Derby Club di Milano con gli altri tre Gatti di Vicolo Miracoli, a quelli ruspanti e scollacciati delle ragazze Cin Cin di Colpo Grosso, alle gaudenti serate estive di piano bar in Sardegna o sul Mar Rosso o sulle navi da crociera, sottofondo musicale per amori, ripicche e intrecci sentimentali o politici.

 

gorbaciov honecker

E nel mezzo 33 colonne sonore: «La prima per "La belva con il mitra", un filmaccio violentissimo con Helmut Berger, manco un B movie, uno Z. Però Quentin Tarantino ne ha ripreso 6 minuti per "Jackie Brown". Doppio affare: sono nei titoli di coda e mi hanno pagato duemila dollari».

 

A 10 anni, serio serio, suonava Chopin

«In terza elementare la maestra convocò i miei genitori per segnalargli una mia attitudine artistica. Fui iscritto al corso di dizione e recitazione e a quello di pianoforte e solfeggio. Il classico nipotino che veniva messo sulla sedia per recitare le poesie ai parenti. A scuola ero il primo della classe, un bambinone con il fiocco azzurro e il colletto bianco. Prendevo sempre dieci, poi sono peggiorato».

 

UMBERTO SMAILA E COLPO GROSSO

Papà era fabbro.

«Costruiva ringhiere e cancelli insieme ai fratelli, i tre Smaila emigrati da Fiume, lo guardavo battere il ferro con quel freddo e mi faceva compassione, per i geloni gli vennero due manone grosse così che quando mi accarezzava pareva un orso buono. Ex sassofonista, si chiamava Guerrino perché era nato nel 1915».

 

A 18 girava con i capelli dipinti d'argento.

SMAILA TYSON

«A fine anni Sessanta Verona era la Liverpool italiana, io il tastierista dei Killjoys , e il proprietario del locale in cui si andava a suonare - gratis, ovvio - si inventò questa trovata per distinguerci da un'altra band con i capelli verdi. Mi spruzzavo in testa una laccaccia argentata comprata dal ferramenta e attraversavo la città in Lambretta, purtroppo senza casco perché non si usava, vergognandomi come un ladro».

DANIELA SANTANCHE - LUCIANO MOGGI - UMBERTO SMAILA AL TWIGA

 

Nel 1971 i Gatti approdano al mitico Derby.

«Ninì Salerno e Franco Oppini erano in classe con me al liceo classico Scipione Maffei, Jerry Calà, più piccolo di un anno, lo abbiamo ripescato più tardi, quando già studiavo Giurisprudenza all'università, scegliendo con cura tutti gli esami più facili - mi sono fermato a quindici - ma prima siamo passati per Roma. Dovevano scritturarci per una serie di spot sull'educazione stradale del ministero dei Trasporti. Ci presentammo a casa dei funzionari Rai per fare i provini in calzamaglia nera, tipo I Gufi, non se ne fece niente. La svolta arrivò con Cino Tortorella».

MOGGI SMAILA

 

Il Mago Zurlì?

«Lui. Ci invitò nella sua villa di Milano a cantare qualche canzone, quindi ci portò prima a mangiare - sia benedetto - e poi al Derby. Fummo letteralmente buttati sul palco, la gente si divertì. Il proprietario ci pagò 5 mila lire a testa. "Ora scrivete qualcosa di nuovo e saranno 10 mila". Restammo due mesi chiusi in casa».

 

Andò subito alla grande 

«Momenti irripetibili, con Paolo Villaggio, Enzo Jannacci, Cochi e Renato, mostri di bravura. Eravamo i più piccoli, i cocchi di mamma».

GALEAZZI SMAILA

 

Abatantuono era il vostro tecnico delle luci

«Avrà avuto diciassette anni e di studiare non aveva più voglia. Possedevamo un riflettore solo, il suo massimo compito era premere un pulsante, tic, acceso e tic, spento. Sarebbe stato anche il nostro autista, però non si decideva mai a prendere la patente, perciò guidavo io, e Diego era seduto accanto a me, perché eravamo i più grossi, gli altri tre si schiacciavano sul sedile di dietro del catorcio di turno. Era Jerry che provvedeva all'acquisto, sempre a prezzi stracciati, perciò regolarmente si fondeva il motore».

 

Il successo in tv con «Non stop», programma cult di Raiuno dal 1977 al '79.

jerry cala marco travaglio umberto smaila

«Di nuovo fu merito di Mago Zurlì. Vivevamo in una specie di comune di artisti in via Venini, a Milano. Cino ci chiamò come ospiti nel suo programma per ragazzi, dove ci notarono gli agenti di Pippo Baudo, Gentile e Marangoni, che ci presero nel cast assieme a Massimo Troisi, Enzo Decaro e Lello Arena, ai Giancattivi, a Carlo Verdone, a Gaspare e Zuzzurro, si girava a Torino».

 

Regia di Enzo Trapani, che - lo ha raccontato Jerry - portava sempre una pistola nella fondina sotto l'ascella 

«Un vezzo, non gli abbiamo mai chiesto perché, purtroppo alla fine l'ha usata».

Cantavate: «Hai provato a dire basta all'aumento della pasta. E bagnare poi di lacrime il ragù». Carlo Verdone ha ricordato: «Il primo a credere in me fu Umberto Smaila. Era spiritoso e tirava su il morale a tutti, non sentiva invidie o gelosie. Fu il mio antidepressivo».

WOODY ALLEN CON UMBERTO SMAILA JERRY CALA - NINI SALERNO - FRANCO OPPINI

 

«Con Carlo si faceva comunella, gli provavo i pezzi in camerino e gli consigliai di puntare sul capellone in tunica bianca che distribuisce i volantini dei Bambini di Dio. "Diventerai il nuovo Sordi".

"Io? Ma che stai a di'?"»

 

Nel 1981 Jerry va per conto suo e lei la prende malissimo. Non vi siete parlati per anni. Rancoroso?

«Leale. Ci eravamo giurati una sorta di eterno amore, fu una pugnalata. Poi però mi capitò la stessa cosa e lì ho capito che quando il treno passa, ci sali. Dopo ci siamo chiariti e adesso ci sentiamo tutti i giorni, a Pasquetta ci ritroveremo noi quattro al solito ristorante di Verona».

 

umberto smaila con jerry cala'

Nel 1987 e per 4 stagioni scandalizzò l'Italia con gli spogliarelli piccantini delle ragazze Cin Cin a Colpo Grosso su Italia 7 

«Non mi aspettavo un successo del genere, altrimenti avrei firmato un altro contratto. Girammo 800 puntate, fu venduto in tutto il mondo e replicato per 18 anni consecutivi, passava il tempo e io restavo sempre giovane, un miracolo».

 

Le femministe la inseguivano col forcone.

«Più che altro si indignarono i benpensanti, i codini, i borghesi, però lo guardavano eccome. Conservo religiosamente le recensioni entusiaste di Beniamino Placido e Oreste Del Buono».

 

Ma è vero che pure Mikhail Gorbaciov, padre della Perestrojka, era un appassionato?

«Si fece mandare le videocassette in albergo e credo se le sia portate al Cremlino, forse saranno in un cassetto di Putin».

 

Già che c'era, ha mai preso una scuffia per una Cin Cin?

umberto smaila

«No, guardavo e basta, ero già sposato e padre. E poi non c'erano grandi pause per socializzare, si giravano quattro puntate al giorno, mi facevano un male i piedi, avevo di quei calli...».

 

Ai tempi dei Gatti i due rimorchioni eravate lei e Jerry

«Avevamo un discreto successo. Io puntavo sul pianoforte... "September morn" di Neil Diamond era infallibile... più qualche citazione colta di Calvino o Céline buttata lì... che poi spesso la corteggiata chiedeva perplessa: "E chi sarebbe?", ma sorvolavo».

 

Ha desiderato essere più magro?

valeria marini umberto smaila

«No, del peso non mi importa. Ora purtroppo mi tocca stare a dieta perché mi sono rotto due volte il femore, in un bagno turco alle Bahamas e su un tapis roulant alla Malpensa, perciò niente vino, grappa e birra, niente pasta, pane, salumi, devo tenermi in forma... così da poter correre in scioltezza al ristorante».

 

Incontri artistici folgoranti?

«Con Elton John, quando facevo "Buona Domenica" su Canale 5 con Gerry Scotti e Gabriella Carlucci, nel 1993. Era il mio idolo, mi buttai in ginocchio davanti a lui e lui - divino - si inginocchiò con me, conservo la foto come un santino di Padre Pio. E poi James Brown, non so se mi spiego. Cantò "I feel good" solo per me».

 

E infine venne l'era dei suoi Smaila' s e delle vippissime serate di musica dal vivo.

umberto smaila simona ventura federica panicucci

«Il primo aprì nel 1991 a Poltu Quatu, in Sardegna. Poi quello di Sharm el Sheikh. Ne restano due, a Tropea e a Porto Rotondo».

 

Ha fatto da Gran Cupido 

«Per Francesco Totti e Ilary Blasi. Idem per Simona Ventura e Stefano Bettarini. Ricordo un Niki Lauda insospettabile ballerino. E Mike Tyson, che convinsi a cantare "My Way" . Solo che a cena aveva mangiato spaghetti alle vongole con un chilo d'aglio, mamma mia, stavo svenendo. Aggrappato al suo braccione, soffrii in silenzio».

 

I duetti con Silvio Berlusconi

«La prima volta a Poltu Quatu fece un recital alla Aznavour. Qualche anno fa è tornato allo Smaila' s di Porto Rotondo, portandomi in dono tre cravatte delle sue, quelle napoletane».

 

E vi siete esibiti con «I migliori anni della nostra vita» di Renato Zero.

«Chi non lo conosce non sa che tipo è. Straordinario. Gli sarò eternamente grato, mi ha dato da lavorare e come presidente del Milan è indimenticabile. Non ci sentiamo spesso, ma lui sa che, se occorre, io ci sono, e io so che lui c'è per me. Silvio è Silvio».

MOGGI SMAILAumberto smailaumberto smaila foto andrea arrigaSMAILAumberto smaila berlusconisilvio baldoria smaila con franco carraro e mariarosaria rossisilvio baldoria silvio berlusconi con smaila e jerry cala e mariano apicellasilvio baldoria silvio berlusconi con smaila e bruno vespaVladimir Putinfrancesca pascale umberto smaila berlusconi foto con i fan allo smaila s di porto rotondo smaila colpo grossocolpo grosso 4colpo grosso 1colpo grosso 3umberto smaila e la moglieUMBERTO SMAILA jpegsilvio berlusconi umberto smaila

Ultimi Dagoreport

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...