facebook depressione social

UN POPOLO DI MORTI DI FAMA - SUI SOCIAL SIAMO TUTTI ALLA RICERCA DELLA NOSTRA DOSE DI POPOLARITÀ. MA COME FARE PER OTTENERLA? ECCO I “TRUCCHI” (E I MEZZUCCI) PER ACCHIAPPARE FOLLOWER - IL DELIRIO DI CHI, SU FACEBOOK, MOLLA LA PROPRIA PAGINA PERSONALE PER APRIRE UNA PAGINA PUBBLICA SOGNANDOSI VIP

Michela Proietti per il “Corriere della Sera”

 

cameron dallascameron dallas

I follower non crescono, i like stentano, mentre l' erba-social del vicino è verdissima, con cuori rossi, spunte blu, retweet e pollici all' insù. È questo il momento in cui in noi si radicalizza una fede perversa: pretendere la nostra dose di popolarità, anche senza un vero talento, senza nessuna idea da brevettare, senza i numeri di Naomi Campbell o il rovescio di Nadal. Già, ma come?

 

Un giovane stilista, molto popolare nel mondo dei social, ha ricevuto sul suo profilo Facebook questo messaggio: «Sono affascinato dal mondo di YouTube e dalle incredibili potenzialità che esso offre, ma non ho idee su come poter creare qualcosa di veramente redditizio. Sono un padre di famiglia con due figli di 12 anni e di 9 mesi, precario da 7 anni, musicista, cantante, cantautore con un video musicale di un mio brano inedito. Il video continuo a postarlo ma le visualizzazioni non crescono mai. Hai la possibilità di potermi dare una mano, non so, a promuovere il mio video? Ho urgente bisogno di liquidi».

 

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In altri tempi l' aspirante artista avrebbe bussato alla porta di una casa discografica, ma l'occasione che offrono i social è più rapida e permette di saltare i passaggi. L' importante è ispirarsi alle persone giuste. Cameron Dallas, lo youtuber più famoso del mondo, è una «Internet Personality»: 9,7 milioni di follower su Instagram, conquistati grazie a semplici video condivisi sulla piattaforma Vine. Oggi è una star che blocca il traffico al suo passaggio: per i ragazzi un modello da imitare.

 

«La gente vuole essere star sui social, per lo stesso motivo per cui si voleva finire sui giornali o si vuole finire in televisione o al cinema - osserva Goffredo D' Onofrio, giornalista e co-founder di .puntozero Digital and Video Hub -. Non è cambiata la dinamica, è cambiato il mezzo. I social sono più accessibili e per chiunque oggi è possibile cercare, coltivare, delimitare la propria audience di riferimento. Ognuno può avere i 15 like di popolarità. Basta trovare il modo giusto».

 

me generation cresciuta sui socialme generation cresciuta sui social

Per diventare famosi occorre innanzitutto essere riconosciuti dal proprio pubblico come un utente che abbia autorevolezza su un tema. «L'argomento può essere estremamente serio, usando solo nome e cognome, come il celebre @jeffjarvis (il creatore di buzzmachine, ndr) . Ma può avere anche un tono ironico e anonimo, come il sardo @insopportabile». Ci sono poi dei trucchetti. «Attraverso l' utilizzo di suffissi come Real o Official si spera di acchiappare follower, di far crescere credibilità e notorietà, senza passare attraverso la certificazione di Twitter».

 

ossessione socialossessione social

Scegliere come nome-utente iammariorossi (sulla scia di iamzlatanibrahimovic) diventa uno stratagemma per incuriosire gli altri utenti. La semplificazione del web, osserva il sociologo Angelo Romeo, ha portato a una padronanza del mezzo. «All' epoca di Second Life, la creazione del nostro Avatar richiedeva una cultura più elevata. Oggi avere un profilo Facebook è come avere un numero di telefono, quando ci si saluta ci si ripromette di sentirsi lì», spiega Romeo, ricercatore all' Università di Perugia e autore del volume «Società relazioni e nuove tecnologie» (F. Angeli). La democrazia della rete permette a tutti l'ascesa sociale. «Ci sono dei requisiti che rendono tutto più facile: l' estetica, come spiega Vanni Codeluppi nel volume "La vetrinizzazione sociale" ha il suo peso, soprattutto su Instagram».

i social fanno emergere il nostro nasrcisismoi social fanno emergere il nostro nasrcisismo

 

Il contenuto dei profili passa in secondo piano, ma l' approfondimento spesso non è richiesto. Arwa Mahdawl ha spiegato sul Guardian come in America il livello di attenzione in rete sia sceso dai 12 secondi del 2000 agli 8 secondi del 2013: quello di un pesce rosso è di 9. Il tema della vita scambiata per un social è caldo: «Vorrei ma non posto», il brano di Fedez e J-Ax che parla dei wannabe virtuali è triplo disco di platino. Il regista James Ponsoldt affronta l' argomento nel film «The circle» in cui Emma Watson condivide sul web qualsiasi esperienza personale, solo per accrescere la propria popolarità al lavoro.

MINORENNI E SOCIAL NETWORK   MINORENNI E SOCIAL NETWORK

 

Il passaggio da pagina personale a pagina pubblica su Facebook è un aspetto della spettacolarizzazione fai da te: i passaggi per crearsi un profilo pubblico sono elementari. Cliccando la freccia in alto a destra della propria bacheca, si accede al centro assistenza: dopo aver scritto nella barra bianca «come faccio a convertire il mio account personale in pagina Facebook» si viene istruiti in modo limpido su come diventare personaggi pubblici.

 

«In questo caso ogni contenuto diventa visibile a tutti e gli amici si trasformano in follower - spiega Sara Ranzini, responsabile delle comunicazioni di Facebook Italia -. Se in un profilo personale non si può superare il limite dei 5000 amici qui non ci sono argini. Ma l' aspettativa dei follower è molto più alta di quella degli amici, bisogna essere attivi e tenere vivo il dibattito, tenendo conto che il 70 % delle notizie ormai viene letto su Facebook». Ecco come il social si trasforma in un lavoro, talvolta redditizio.

 instagram il social network piu popolare per condividere foto instagram il social network piu popolare per condividere foto

 

Tra le spie che segnalano l' upgrade di popolarità c' è la spunta blu, presente a fianco dei profili Instagram più celebri. Altri indizi: migliaia di follower, risposte e menzioni, attività costante e interazioni, presenza di Periscope e Vine.

 

Su Twitter la scalata social è più facile: da poco chiunque può compilare il modulo per ottenere la spunta blu, «privilegio» prima concesso solo alle celebrità. Centinaia di persone «normali» nella vita quotidiana su Twitter sono star.

 

SOCIALPOLITIKSOCIALPOLITIK

«Basta costruirsi un personaggio che funzioni e che mantenga la propria identità nel tempo - osserva D' Onofrio -, oltre all' uso di un linguaggio coerente e la messa a punto di una strategia di conversazione e ascolto della propria community. Senza scordare che anche qui, come nella vita reale, le formule magiche non esistono».

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