kerouac sulla strada beat generation

"I POETI DELLA BEAT GENERATION? I RE DELLE CAZZATE" - VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA PARIGINA DEDICATA A KEROUAC & CO: “''SULLA STRADA'' È UNO DEI PIÙ GRANDI BRUTTI LIBRI DELLA STORIA. LA SCRITTURA È PIGRA, QUASI UBRIACA. E TUTTAVIA RESTA SENZA OMBRA DI DUBBIO UN GRANDE LIBRO” - ''GLI SCRITTORI BEAT SONO ANCORA LETTI. MA PIÙ DI TUTTO SONO GUARDATI''

KEROUAC SULLA STRADA DATTILOSCRITTO ORIGINALEKEROUAC SULLA STRADA DATTILOSCRITTO ORIGINALE

Testo di Robert McLiam Wilson pubblicato da “la Lettura - Corriere della Sera”

 

Tutte le strade sono magiche. Lo sappiamo. Sono linee guida, più strane e profonde che semplici tratti di congiunzione tra due punti di una cartina. Sono magneti che ci attirano. Ci parlano, addirittura. Parlano a noi, gli animali che più necessitano di direzione. Vieni , ci dicono. Per di qui .

 

beat generation 9beat generation 9

La maggior parte delle lingue ha delle varianti del proverbio «Tutte le strade portano a Roma». Sembra il sortilegio di una strega. Dev' essere suonato quasi negromantico nel mondo antico. In qualunque schifoso, insignificante villaggio ai margini del mondo conosciuto c' era una strada per arrivare al centro, Roma, dove esisteva la reale magia della civiltà. Le strade hanno dato al mondo la sua forma umana. Lunghi tatuaggi sulla pelle riluttante della terra. Nate dal pragmatismo, ci hanno cambiato in modi che i loro primi costruttori non potevano immaginare.

 

L' automobile ci ha spogliato della magia e della potenza della strada. Può spegnere il desiderio e l' estasi che le strade sanno darci. In un certo senso, l' auto è il più spesso e desensibilizzante dei preservativi. L' auto ci tiene i piedi comodi, asciutti e lontani dalla polvere.

 

KEROUACKEROUAC

Ma a non camminarci sopra, una strada non è più una strada, diventa un altro oggetto di consumo, un' accozzaglia di chilometri fast-food, da inghiottire in fretta.

 

Tranne che nei Paesi veramente grandi. Nei Paesi veramente grandi le strade possono essere così incredibilmente lunghe da sfidare i fusi orari e nessuna automobile-preservativo può impedirci di sentire i sussurri, l' enorme vuoto e la fatica della strada.

 

Le dimensioni forse non saranno tutto, ma quasi.

beat generation 8beat generation 8

Verso la fine degli anni Quaranta, il bello, inidoneo al lavoro, apprendista ubriacone e squattrinato Jack Kerouac girò in lungo e in largo gli Stati Uniti alla ricerca di soldi, lavoro o qualcosa di cui scrivere. Si fermava per un po' a New York, San Francisco o Los Angeles, faceva qualche infimo lavoretto e si procurava un po' di soldi.

 

Quando gli veniva l' impulso, ripartiva. In ogni posto cercava qualcosa che non riusciva mai a trovare. Finché non si rese conto che lo stava cercando nel posto sbagliato. Così guardò meglio negli spazi tra un luogo e l' altro, e scrisse Sulla strada . Diventando così il primo genio casuale (e molto irritante) della letteratura.

beat generation 6beat generation 6

 

Sulla strada è uno dei più grandi brutti libri della storia. La sua stupida autoindulgenza e la promiscua vanità potrebbero stordire una mandria di buoi. La scrittura è pigra, quasi ubriaca, e il romanzo non ha struttura degna di nota. La mano di Kerouac è così visibile in ogni riga che si passa un sacco di tempo a chiedersi non tanto se sapesse scrivere un romanzo ma se sapesse almeno leggerne uno.

 

E tuttavia resta senza ombra di dubbio un grande libro. Multiforme nella sua indisciplinata sovrabbondanza, trasmette momenti di grazia e vitalità indimenticabili. Superficiale ma profondo, sciatto ma fine, è unico nel suo genere.

 

KEROUAC SULLA STRADAKEROUAC SULLA STRADA

Un giovanotto inconcludente e disorientato (Kerouac ovviamente) parte per un viaggio che non ha meta. Incontra un altro come lui (Neal Cassady ovviamente) e i due continuano a lasciarsi e ritrovarsi sia nel lungo nastro di pagine sia per le strade senza fine che percorrono insieme e separatamente.

 

Scritto, come ben si sa, su rotoli di carta da trenta metri, seguendo orgasmi compositivi che vengono lasciati tali e quali, il romanzo è perfettamente speculare. La composizione rispecchia il soggetto. Il manoscritto stesso è quasi una strada. Un atto di follia. Forse l' unico modo per ottenere la sua distorta perfezione - un testo sconnesso, male asfaltato e bellissimo come una strada.

 

beat generation 3beat generation 3

La mostra sulla Beat Generation al Centre Pompidou di Parigi è anch' essa stranamente speculare. È una mostra strampalata e dilettantesca su un movimento strampalato e dilettantesco. Volendo essere scortesi, si potrebbe dire che è una cazzata. Secondo me però il termine è perfetto. Perché i Beat erano i Re delle Cazzate.

 

È perfetto anche che si svolga al Beaubourg (il nome che i parigini usano per il Centre Pompidou), quella sfrontata burla di edificio che si cala le braghe e con orgoglio mostra il didietro alle cosiddette norme architettoniche della Ville Lumière. La sua bucherellata e mal edificata imponenza è l' ambiente trasgressivo ideale per ospitare l' insipido spettacolo postumo dei Beat. In genere non mi piacciono i musei. Non si può fumare e ci sono centinaia di fottuti quadri. Non sono il solo a pensarla così. Avete mai notato quanto tempo passa la gente nei musei a guardare fuori dalle finestre? Questa volta però la sofferenza e l' astinenza dal fumo sono valse la pena.

 

beat generation 2beat generation 2

Le pareti delle sale sono costellate di foto, belle e brutte (ma per la maggior parte belle), opera dei satelliti e comprimari di coloro che consideriamo i Grandi Beat - nomi minori come John Cohen, Harry Redl, Ron Rice e Harold Chapman. Le foto scattate da Allen Ginsberg sono sorprendenti e accattivanti. Ginsberg, fulcro morale e intellettuale della Beat Generation, il saggio dal cuore buono, era un eclettico molto dotato. Bravo scrittore, era anche capace di scoprire e incoraggiare il talento altrui.

 

Le immagini del paesaggio americano hanno un taglio appiattente e democratico. Il rovente peso oscuro di città come Detroit è trattato alla stessa stregua della sovrabbondanza e della vastità del Nebraska. Trasmette un senso ad hoc dell' imponenza dell' America (e tutto ciò che è Beat è ad hoc ). Se questi giovani scrittori e artisti sembrano persi, in questo contesto lo si può capire. L' America ci si mostra come un Paese dove perdersi è facile.

 

C' è qualcos' altro di estremamente rivelatore nelle foto - quel che mi piace di più dei Beat è che, nel bene e nel male, non possono fare a meno di rivelarsi. Moltissime foto in mostra sono semplicemente delle istantanee che si scattavano a vicenda. Un po' come dei selfie versione anni Cinquanta.

 

È un fatto importante, e anche divertente, per un movimento il cui fascino dipende in gran parte dalla fotogenia. Sono tutti lì, Kerouac, Cassady e Gregory Corso, tutti belli - tranne Burroughs. C' è persino una foto di Ginsberg da giovane in cui somiglia in tutto e per tutto a Jeff Goldblum.

beat generation 10beat generation 10

È il look Beat , elemento fondamentale della loro fama, lo stesso che ha ispirato migliaia di pubblicità dei Levi' s.

 

Gli scrittori Beat sono ancora letti. Ma più di tutto sono guardati .

 

Ci sono interviste filmate sui monitor, e proiezioni su parete di film pretenziosi e indisponenti fatti dagli stessi Beat, sempre lì a far baldoria e a mettersi in posa; nel complesso, una versione un po' più noiosa di una ricerca casuale su YouTube. Ci sono copertine di riviste sotto vetro (le loro rassegne stampa?) e una bella macchina per scrivere - che risulta non essere mai appartenuta a nessuno di loro. È semplicemente una bella macchina per scrivere.

 

Ancora una volta, perfetto. Questo è il Beat. Cos' erano dopotutto quei bei ragazzi iconoclasti? Erano eroi squattrinati e sgangherati che vivevano alla giornata. Erano refusenik nel regno del Sì assoluto, autori di samizdat ed esuli nella nazione più libera della storia del pianeta.

 

neal cassady jack kerouacneal cassady jack kerouac

Le buie sale espositive pullulavano di ragazze bellissime dai volti malinconici e seriosi. La loro dolcezza, la loro strana purezza mi hanno toccato. Cosa cercavano? Si sono mai accorte del meretricio che anima il Beat? Hanno mai percepito il profondo e indiscutibile accento di misoginia che percorre dichiaratamente il Movimento Beat? È mai successo che un' accolita di omosessuali non dichiarati, uomini che uccidono la moglie e abbandonano i figli, sia piaciuta così tanto alle ragazze? Che cos' hanno pensato di Burroughs?

 

Il viso affilato e fosco di William Burroughs domina le pareti. La sensazione è che sia ovunque. Se Ginsberg è l' anima morale e intellettuale del Movimento Beat e Kerouac è il suo sregolato e inaffidabile talento, Burroughs ne è il cuore nero e la grande impostura. Forse dovrei cercare di essere più formale, e comunque un' opinione è solo un' opinione, ma se pensate che Burroughs sia un bravo scrittore dovete subito correggere questa madornale idiozia. Subito! Il lavoro di Burroughs è roba da pataccari (quando non è posa adolescenziale).

ROBERT MCLIAM WILSONROBERT MCLIAM WILSON

 

Un miscuglio di roba presa in prestito e messa insieme a fatica, priva di profondità, saggezza da sociopatico e trasgressioni che possono scioccare solo i più ingenui. Plateale decadenza e vacuità borghese. Appropriazione indebita delle esperienze di emarginati, reietti e fuorilegge. Letteratura per gente convinta che Matrix sia filosofia.

 

Due i pezzi forti della mostra, spettacolari e indimenticabili. Il primo è costituito da una coppia di film in bianco e nero girati dal finestrino di un' auto in movimento e proiettati senza sosta. Proprio così. Strade che serpeggiano. Campi e città. Ipnotico e coinvolgente.

 

Il secondo è la bacheca in vetro lunga cento metri che espone il rotolo del manoscritto di Sulla strada , battuto fitto fitto e senza rientri - creazione che sembra l' opera di un matto o di un Santo Folle. E così è. Leggere il libro in questo modo è sconvolgente. Sono andato alla ricerca delle mie frasi preferite.

 

KEROUAC BEAT GENERATIONKEROUAC BEAT GENERATION

''Ebbi una fitta al cuore, come tutte le volte in cui vedevo una ragazza che amavo andarsene nella direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande''.

 

O la semplice e sfavillante: ''Restai sorpreso, come sempre, da quanto fosse facile l' atto di andare via, e di quanto mi facesse stare bene. All' improvviso il mondo era ricco di possibilità''.

 

Tutto su un' unica, lunga pagina. Giustamente. Perché Kerouac sapeva che la parola strada non dovrebbe avere il plurale. Tutte le strade sono la stessa strada. Ce n' è una sola.

 

Ho sempre pensato che i viaggi e le attese fossero esperienze quasi identiche. Di solito la gente ama i primi e odia le seconde. Viaggiare piace ma l' attesa annoia e irrita. Un viaggio è quasi una forma impura di attesa. È semplicemente attesa in movimento.

 

KEROUAC SULLA STRADA BEAT GENERATION MOSTRAKEROUAC SULLA STRADA BEAT GENERATION MOSTRA

La strada è un' attesa, futile e preziosa come la lunga attesa della nostra piccola vita. E la strada è anche una storia, la copia del nostro minuscolo lampo di luce e calore tra la nascita e la morte. O, come avrebbe detto Jack, il folle saggio: Nulla dietro di me, tutto davanti a me, com' è sempre sulla strada.

Uno scatto di Jack Kerouac Uno scatto di Jack Kerouac j. kerouac ascolta la radio nel 1959j. kerouac ascolta la radio nel 1959

( traduzione di Laura Lunardi )

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI...

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…