IL TERRORE DI DONI PER LE MANETTE - AL TELEFONO, IL PANICO DEL BOMBER DELL’ATALANTA, UNICO (PER ORA) CALCIATORE DI PRIMO PIANO COINVOLTO NELL’ARMATA BRANCALEONE DEL PALLONE DI SERIE B E C, IN ATTESA CHE VENGA DIMOSTRATO L’ALLARGAMENTO ALLE 22 GARE DI SERIE A (E ALLORA SARANNO CAZZI) - “MI HA MESSO NELLA MERDA! NON STO CALMO, NON STO CALMO! MA DAI IO VERAMENTE OH! MA CONTRO TUTTI, IO, CAZZO! MA PORCO DUE! IO SONO QUI CHE MI ALLENO COI MIEI COMPAGNI CHE NON MI PARLANO NEMMENO ADESSO!”…

Luca De Carolis e Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"


La paura del calciatore prima dell'arresto è un film. Semina indizi sul terreno, spaventa più di un calcio di rigore, incrina amicizie decennali e, alla fine, lascia nudi comparse e protagonisti. Cristiano Doni, ad esempio, il nome più noto di questa losca storia di indonesiani di passaggio e pallonari felloni, zingari infelici in ciabatte e flussi di denaro, regalini, corruzioni, sport offeso ed etica calpestata.
L'uomo che negava a mezzo stampa coinvolgimenti e gridava in piazza la propria innocenza, nei tempi morti, inquinava il quadro probatorio.

È Ferragosto e, da una settimana, l'ex capitano dell'Atalanta è stato squalificato per tre anni e mezzo. La squadra penalizzata di sei punti, l'ambiente elettrico.

Il sodale di Doni, Nicola Santoni, ex calciatore, suo socio in uno stabilimento balneare di Cervia ed ex preparatore del Ravenna squalificato per 4 anni, è senza soldi e minaccia memoriali e rivelazioni. Santoni è fuori controllo. Ha parlato malissimo di Doni anche a Thomas Manfredini, compagno di Cristiano all'Atalanta, caduto nella rete delle scommesse e poi graziato dalla giustizia sportiva.

I tentativi di conciliazione con Santoni falliscono e così Doni va alla fonte. Contatta il suo avvocato Antonio Benfenati. È furibondo, (molto) blasfemo, isolato: "Mi ha messo nella merda! Non sto calmo (...) non sto calmo! Non sto calmo, t'ho detto l'altro giorno, quando eravamo giù (a Cervia, ndr), t'ho detto, fatelo star buono! Ma allora che cazzo fate oh?! (...) Ma perché fa così? Ma perchè? ma no, ma sbaglia, (...) ma dai io veramente oh! ma contro tutti, io, cazzo! ma porco due!

Figa, ma io, io non so, ma almeno voi che siete lì, oh! Ma... io divento matto! io veramente, io... io non sono esaurito per quello che mi stanno facendo quelli là, dai vabbè! io non ho più parole Dani! Te lo giuro non ho più parole! Mi viene da piangere te lo giuro!".

L'altro gli chiede di stare sereno e Doni esonda: "Ma che sto sereno? io sono qui che mi alleno (...) con la gente... coi miei compagni che non mi parlano nemmeno adesso!".

Vendevano campionati, organizzavano risultati e corrompevano colleghi. La corsa dell'armata Brancaleone del pallone di retroguardia (sempre che non sia dimostrato l'allargamento alle ventidue gare di Serie A e ai suoi, conosciutissimi, pedatori) si è fermata a Cremona. In una Procura di provincia. Sotto la foto del presidente della Repubblica e davanti alla scrivania di un pubblico ministero, Guido Salvini, che già aveva svelato le nere trame dell'eversione fascista legata a Piazza Fontana.

Sembra un guaio grosso, l'ultimo inferno pallonaro. Un plot a nove zeri, con il telefono protagonista e i calciatori al centro della tela, impegnati a parlare di soldi ("pezzi"), dipanare matasse, coinvolgere colleghi per dare al risultato finale delle partite e alle scommesse conseguenti tangibili certezze. Per uno che si ribella al disegno (il difensore del Gubbio Farina) decine di altri "professionisti" non si tirano indietro.

Così, navigando tra gli allegati a sostegno dell'indagine, appaiono strane coincidenze. Traffici telefonici sospetti come quello che lega l'ex Parma e Roma Gigi Sartor, tassello del gruppo indonesiano, preoccupatissimo dall'ipotesi che gli inquirenti vengano a conoscenza delle sue frequentazioni asiatiche: "Io ero stato su in oriente, lo sai? ..e quindi questo discorso che parlano dei.... delle cose orientali" a Fabrizio Lucchesi, ex dg del Pescara. I due discutono spessissimo nei giorni che precedono la gara Piacenza-Pescara, terminata 0-2 con la vittoria degli abruzzesi.

Sartor è stato a Malpensa a incontrare l'oscuro Pho Hock Kheng. Lo ha incontrato e poi si è messo sulla via del ritorno. Mentre è alla guida, il suo telefonino indirizza decine di chiamate a persone e tesserati in qualche modo coinvolti nella vicenda. In quelle stesse ore, infatti, Sartor colloquia anche con Antonio Bellavista (ex giocatore del Bari, in contatto con Massimo Erodianii, entrambi già coinvolti nella prima tranche dell'inchiesta) e con Beppe Signori.

Piacenza-Pescara sarà pesantemente condizionata da un'altra figurina dell'affaire scommesse, quel Carlo Gervasoni già compagno alla Cremonese di Marco Paoloni e coinvolto nel naufragio del suo Piacenza a Bergamo in una delle sfide chiave dell'inchiesta (Atalanta vittoriosa per 3-0, reti segnate nei primi 45' e rigore provocato da Gervasoni). Davanti al Pescara Gervasoni fa anche peggio. Si fa espellere al minuto quarantasei lasciando i suoi in dieci e permettendo agli abruzzesi di dilagare nella seconda parte.

Strane coincidenze, come quelle che legano l'attuale direttore sportivo del Lecce ed ex difensore e dirigente dell'Atalanta Carlo Osti a un elemento della banda degli "zingari", Ljubiša Dundjierski, serbo, già transitato a Bergamo come centrocampista alla fine degli anni ‘90.

Osti nega coinvolgimenti, ma la sensazione generale è quella di un universo che non abbandona i propri figli per strada. Che tiene tutti nel cerchio in un contesto opaco, cui non fanno eccezione le 22 partite di serie A già citate.

Sfide strane, in cui i difensori si addormentano, i portieri sbagliano, i corruttori dormono negli stessi alberghi dei calciatori e avvengono rimonte difficili da immaginare, anche nei sogni più ottimistici. Mentre a Bari si indaga, è utile andare indietro con la memoria.

A Grosseto-Reggina della scorsa serie B, ad esempio. Due a zero per i calabresi e poi la riscossa maremmana. Secondo gli inquirenti, Carobbio, Conteh, il portiere Acerbis e un loro compagno, il brasiliano Joelson - ora al Pergocrema - erano coinvolti in una combine poi saltata all'ultimo istante perché il "Negro" (Joelson), come viene chiamato da Carobbio, si rifiuta di tirare fuori il rigore del due a due.

Carobbio dice: "Situazione sfortunata. Stava andando tutto bene e già avevamo fatto un miracolo in quanto la Reggina non superava metà campo. Purtroppo quel negro non ha tirato il rigore, che avrebbe dovuto sbagliare". Lo tirerà il capitano Consonni. Non lo festeggerà nessuno, mentre a centinaia di chilometri qualcuno registra parole, tradimenti e impressioni.

 

Cristiano DoniNicola Santoni Luigi SartorCARLO GERVASONICARROBBIOALESSANDRO ZAMPERINIInacio Josè Joelson

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!