I LECCAMONTI - TRAVAGLIO DA SANTORO MARTELLA LA STAMPA SLURPISTA - BERSAGLIO PREFERITO? “LA REPUBBLICA” DEGLI ILLUMINATI: “TRA GLI APPLAUSI A PIÙ RIPRESE DEI ROMANI”, IL PREMIER E LA SIGNORA ELSA “HANNO VISITATO LA MOSTRA DI LIPPI E BOTTICELLI PAGANDO REGOLARMENTE IL BIGLIETTO, TENENDOSI SPESSO SOTTO BRACCIO” - L’OFFESO MINIMO GIANNINI BALBETTA COME PUÒ (SAREBBE DIVERTENTE VEDERE UN GIORNO UN MATCH TRA EZIOLO MAURO E TRAVAGLIO, ANCHE PER CAPIRE COME E PERCHÉ MARCOLINO LASCIÒ “REPUBBLICA”)…

LA REPLICA DI MASSIMO GIANNINI A TRAVAGLIO
http://video.repubblica.it/servizio-pubblico/giannini-a-travaglio-di-critiche-a-monti-ne-facciamo-e-ne-faremo/82767?video=&ref=HREC1-7


Il testo dell'intervento di Marco Travaglio a "Servizio Pubblico"

Ricordate la scorsa puntata? Abbiamo raccontato di Filippo Milone, braccio destro di Ignazio La Russa, che l'anno scorso telefona a un alto dirigente di Finmeccanica per scucirgli un finanziamento per la festa del Pdl a Milano, come se Finmeccanica fosse il bancomat dei partiti. Che dite: l'hanno mandata a casa? No, l'hanno promosso: è il nuovo sottosegretario alla Difesa.

Un supertecnico, anche se non si sa bene di che: forse di tangenti. Nel 1992 era alla Grassetto Costruzioni, factotum di Salvatore Ligresti, amico e conterraneo di La Russa, e fu arrestato dai giudici di Torino; poi confessò che la sua azienda aveva promesso una supermazzetta di 6 miliardi di lire a vari politici in cambio dell'appalto del nuovo ospedale di Asti. Fu condannato in Cassazione a 1 anno e 7 mesi per abuso d'ufficio. Poi fu coinvolto in altre storie di tangenti, e se la cavò con qualche prescrizione e qualche assoluzione. Ecco perchè l'hanno messo alla Difesa: come riesce a difendersi lui, non ci riesce nessuno. L'uomo giusto al posto giusto.

Queste cose l'avete sentito dire in qualche tg? L'avete letto su qualche giornale? Sul Fatto (ma sì, lo dico:conflitto d'interessi più, conflitto d'interessi meno...).

Premesso che il governo Monti è formato anche da persone oneste e competenti - dunque è molto meglio dell'ultimo governo Berlusconi, ma anche dell'ultimo governo Prodi - l'informazione è importante. Tanto più quando un governo non è controllato dagli elettori e ha la fiducia del 90% del Parlamento, e all'opposizione ha solo la Lega, che però si occupa solo dei padani che votano per lei.

Quando governava il centrosinistra e faceva qualche porcata, il centrodestra strillava, anzi strillava persino faceva cose giuste, mentre le porcate le votava. Quando governava Berlusconi, ogni tanto la sinistra protestava. Ma chi protesterà ora se dovesse fare qualche porcata il governo Monti? I grandi partiti no di certo, anche perchè si ritrovano di notte nei sotterranei e nelle catacombe, per cui se strillano non li sente nessuno.
E comunque non strillano, al massimo cinguettano. Twitter. Memorabile Rutelli: "Vedrà, presidente Monti, presto si toglierà la giacca delle conferenze per indossare un abito da combattimento, pur senza perdere il suo aplomb e la sua eleganza". Slurp.

La Finocchiaro: "Questo non è un algido esecutivo, niente sarà più come prima". Arislurp.
Adolfo Urso, passato da Berlusconi a Fini a Berlusconi, ha un nuovo spirito guida: "Il suo, presidente Monti, è un programma di destra liberale a metà fra Cavour e Minghetti". Superslurp.
E Casini: "Se nascesse un governo guidato da Monti vedremmo gli effetti subito e lo spread si ridurrebbe". Infatti... A lui Nostradamus gli fa una pippa.

L'informazione in compenso è incalzante e pungente. Sentite questa cronaca, fredda e impietosa: "Varesotto di nascita, Monti è il tipico milanese che non ha mai smesso il rigido, eterno, affidabile e persino un po' noioso loden di color blu (sola variante accettabile del classico verde). Il cappotto in loden è, del resto, la vera divisa per i maschi della borghesia milanese di stampo e tradizione calvinista; quella da ottimi studi anche all'estero, solidi matrimoni, volontariato e parche vacanze in montagna o nelle belle case sui tanto piovosi laghi. Una borghesia solida e colta". Chi è che scrive? Minzolini? Fede? No, La Stampa.

Ed ecco Repubblica: "Monti è un signore con la tazza di the a Saigon... deve colmare la distanza che separa quel profilo asciutto dalle risa sguaiate, quella sobrietà dagli ammiccamenti di chi si da di gomito, dalle barzellette e dalla compravendita". E poi che stile in quell'"ufficietto frugale e di servizio a Palazzo Madama... I suoi ragazzi della Bocconi hanno portato i computer... la moglie è arrivata con la valigia di camicie pulite: il ricambio c'è, ora si tratta di capire se si può cambiare l'Italia".

Di sicuro l'informazione non cambierà mai: sempre sul carro del vincitore. Avete notato che lo spread è sparito dalle prime pagine dei giornali? Eppure è rimasto altino anche sotto Monti. Vietato nominare lo spread invano.

Monti, intendiamoci, ce la sta mettendo tutta. In Parlamento ha implorato: "Non applaudite, ascoltate". Non cerca facili consensi, non vuole servi encomi. Ma quelli che lo circondano lo leccano a sua insaputa. E soprattutto gratis. Servi volontari e felici.

Due lunedì fa Repubblica comunicava che nel dì di festa, dopo la Messa e gli "applausi a più riprese dei romani", il premier e la signora Elsa "hanno visitato la mostra di Lippi e Botticelli pagando regolarmente il biglietto, tenendosi spesso sotto braccio" e, udite udite, hanno rivolto "diverse domande alla guida". Cioè: parlano anche loro, proprio come noi!

Niente auto blu, "per non arrecare disturbo alla popolazione": "Un messaggio politico, un gesto simbolico e anche un atto di coraggio personale".
Poi un cenno, ormai obbligatorio, al proverbiale "sorriso ironico" del professore, che sforna una battuta spiritosa dopo l'altra. Humour britannico. Il giorno dell'insediamento fece sbellicare tutti con un sapido: "È una bella giornata". E tutti giù a ridere. Due domeniche fa, altro battutone: "Oggi è domenica". Qualche giornalista al seguito ha rischiato il soffocamento.

Repubblica sottolinea il "sacrificio individuale e coniugale" che il Caro Premier si autoinfligge andando ad abitare in quel postaccio di Palazzo Chigi, "sporchissimo", "quanto di meno tecnocratico e bocconiano".
Per La Stampa quel tugurio del ‘500, affrescato e affacciato su quel cesso di piazza Colonna, è una "sistemazione, più che sobria, normale", in linea con lo "stile low profile" dei coniugi Monti, "ricchi, famosi, presidenziali ma comunque pratici". E via "sull'italianissima Lancia Thesis voluta al posto delle auto tedesche di berlusconiana memoria. Diretto dove? Ma al lavoro, naturalmente".

Roba da Cinegiornale Luce. Manca soltanto un accenno all'ufficio del Capo, con la luce perennemente accesa giorno e notte, sempre tesi al sommo bene della Nazione. Da "Duce tu sei la luce" a "Monti fa quadrare i conti".

2 - Questo lunedì, per la rubrica "Tutto il Monti minuto per minuto", i giornali hanno pubblicato a edicole unificate la foto del premier a Milano dal barbiere Giuseppe "che ha appositamente aperto il negozio per lui". Sabato sera, racconta il barbiere, anche lui molto tecnico, "mi ha chiamato" per una richiesta davvero particolare: "tagliargli i capelli" secondo La Stampa. E anche "sistemare il ciuffo", secondo il Corriere. E lui, il barbiere Giuseppe, è subito accorso al salvamento, rinunciando a santificare le feste.

Monti non gli ha detto una parola sulla politica e, nota La Stampa, "conoscendo il riserbo del professore, non poteva essere altrimenti. Come non poteva essere men che adeguato l'indirizzo del negozio: via Monti", che non è ancora il premier Mario, e nemmeno un antenato, solo un omonimo prematuramente scomparso: lo scrittore Vincenzo Monti.
"Il professore - rivela ancora La Stampa- si fa tagliare i capelli una volta al mese seguito dalla scorta".

Il barbiere giura con La Stampa di averlo "trovato sereno". Mentre a Repubblica e Corriere dice "molto sereno". E anche molto sobrio, ça va sans dire.
Quando han finito con lui, i turiboli passano a incensare tutto quel che gli sta intorno. Compresi i mezzi di locomozione.

Massimo Franco, sul Corriere, rivela che il Professore "ha dovuto affrontare un lungo braccio di ferro, una lunga e laboriosa trattativa per ottenere che la sua auto di rappresentanza sia di marca italiana, e così quelle della scorta. E' stata necessaria quasi un'ora di trattativa, raccontano, per far capire che per Monti quel segnale andava dato. Alla fine il capo del governo l'ha spuntata. La vecchia Lancia Thesis blu con la quale è andato al Quirinale è una novità destinata a contagiare i ministri; e non l'unica".

Quella canaglia di Feltri sbertuccia un altro servizio encomiastico sul mezzo di locomozione della signora Monti che - pensate un po'- è "arrivata da Milano con un sobrio Frecciarossa (badate, sobrio, non come il Frecciarossa pacchiano che usiamo noi berlusconiani, ndr), la consorte del premier si è concessa una giornata da turista per prendere confidenza con la capitale". Cioè: Trenitalia ha allestito per la famiglia Monti un apposito Frecciarossa più sobrio di quelli normali.

Chi lo scrive? "Chi" di Alfonso Signorini, che fino all'altroieri leccava Berlusconi e ora è passato al nuovo premier. Si sa come sono certe lingue: quando le metti in moto, poi non riesci più a fermarle.
Repubblica assicura che Monti "ha sense of humour e anche un pò di autoironia". E poi il sobrio "lei" che riserva a tutti (ma "senza supponenza") tranne la sobria Bonino, l'unica a cui dà del tu.

Anni fa, racconta Repubblica, la Bonino ebbe la fortuna di ballare con lui un valzer, ma - rivela lei stessa - "in maniera sobria".
E poi il sobrio Hotel Forum dove alloggia a Roma, i ristoranti dov'è solito consumare pasti frugali e naturalmente sobri.

Il sobrio "loden verde d'inverno", il sobrio "pullover girocollo d'estate", il sobrio "giubbotto blu abbastanza leggero sfoggiato a Roma viste le temperature miti", il sobrio "abito grigio" che è "la sua divisa", con una "cravatta blu chiaro sulla camicia bianca" che - pensate un po' - gli dà un "tocco di colore". Perchè altrimenti esce in bianco e nero.

La Stampa descrive il sobrio "quadernone formato A4" dove Monti prende appunti nel sobrio "ufficetto frugale e di servizio", dove offre ai suoi ospiti i sobri "biscotti avvolti in una carta che celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia", patriottici pure quelli, annaffiati da "due bottiglie d'acqua minerale, ma una è chiusa perchè manca il cavatappi" (Repubblica).

E la signora Monti invece com'è? Sobria anche lei. Infatti, scrive la Stampa, non sorseggia che "un succo di arancia". "Sobria, elegante, di classe". "Elsa Antonioli, volontaria della Croce rossa", dotata di "un garbo discreto".

Repubblica aggiunge dettagli preziosi: "Signora all'antica, sobria, rassicurante, riservata, ma soprattutto una crocerossina. Misurata, molto lombarda... Pettinatura gonfia e delicatamente vintage... Se c'è da servire il caffè o sparecchiare un tavolo, la signora non si tira mai indietro. Sempre in prima fila quando si tratta di organizzare un evento benefico", compresi i benéfici "tornei di burraco". Insomma, "matrimonio perfetto, coppia affiatatissima, magnifico rapporto di fedeltà e amore".

Style, mensile del Corriere, rincara la dose: "Elegante, riservata, altruista: non servono altre parole per ritrarla...nè lei stessa gradirebbe un'aggettivazione eccessiva per descriverla. La sua sobrietà non lo sopporterebbe". A furia di zuccheri, qui si rischia il diabete!

Vengono in mente il cavalier Benito Mussolini e donna Rachele che raggiungono sobriamente Rocca delle Caminate per una sobria villeggiatura: lui che miete sobriamente il grano e lei che distribuisce sobriamente il becchime alle galline nell'aia.

Aveva ragione il grande Monicelli, nell'intervista a Raiperunanotte: "Gli italiani vogliono sempre qualcuno che pensi al posto loro. Poi se va bene va bene, se va male lo impiccano a testa sotto".
Un capitolo a parte merita il cane di Monti. Come sarà? Ma sobrio anche lui, te pareva.
Il Messaggero, bruciando sul tempo le lingue degli altri, svela la razza precisa del quadrupede: un "golden retriever".

Ma è ancora Repubblica a svelare che con la sobria bestiola il Professore fa lunghe "passeggiate nei boschi" nelle sere d'estate che trascorre nel suo "buen retiro in Engadina" tipico del "Montistyle" in "stile anglosassone".

Altro di certo non si sa. Ma, secondo indiscrezioni pare che ogni mattina il suo cane gli recapiti con un sobrio "arf arf" una copia croccante del Financial Times. Poi si accuccia buono buono a sorseggiare i listini di Borsa di cui va ghiotto. Non abbaia: declama i titoli azionari. Da quando è esplosa la crisi, si è imposto un rigoroso regime di austerity: non morde, non scodinzola, non scava, non sporca, non caca, non orina, non tromba e, quando vede un osso, lo ignora sobriamente. Oppure va a zonzo: inconfondibile per il cappottino-loden verde d'inverno e la mantellina girocollo d'estate. Inutile offrirgli qualcosa da mangiare: alla parola "bocconi", lui pensa subito all'università.

A proposito di cani. Nei paesi anglosassoni il giornalista è cane da guardia della democrazia, in Italia invece è il cane da riporto, o da compagnia.
Sentite Michele Salvati, che pure è un bravo economista, sul Corriere della sera: "Dobbiamo gratitudine a Napolitano per aver organizzato un passaggio rapido, come esigevano le circostanze ma nel pieno rispetto della Costituzione. E a Monti per aver accettato un incarico arduo, nello spirito di un moderno Cincinnato. Come il dictator romano, anche Monti, esaurito il suo compito, si ritirerà a vita privata".

E su questo abbiamo qualche dubbio, visto che Cincinnato tornò a fare il contadino, mentre Monti è senatore a vita. E non può nemmeno dimettersi: è a vita!
E dei conflitti d'interessi nel nuovo governo perché si parla così poco? Ha ragione Giannini: su Repubblica il caso Passera è stato denunciato da Tito Boeri e Barbara Spinelli. Ma sono i cronisti al seguito che paiono ipnotizzati, rapiti. Tant'è che Monti continua a ripetere "nessun conflitto d'interessi nel mio governo" come excusatio non petita, visto che nelle conferenze stampa nessuno gli chiede niente.

Montanelli ricordava la vera Destra, quella storica che fece l'Unità d'Italia. Quella di Bettino Ricasoli, che appena andò al governo proibì al giornale La Nazione di pronunciare la parola Chianti perchè lui era un produttore di quel vino e non voleva pubblicità in conflittio d'interessi. La destra di Quintino Sella che quando entrò in politica vendette le sue imprese tessili e investì il ricavato in buoni del Tesoro".

Oggi invece, diceva Montanelli, gli italiani se ne infischiano perchè pensano: "Se ha fatto bene i suoi affari, farà bene anche quelli pubblici'. E una simile mentalità non c'è legge che basti a combatterla".

Montanelli parlava di Berlusconi, ma le sue parole vanno benissimo per il Carlo Malinconico, che fino a ieri era presidente della Federazione Editori, e oggi è sottosegretario all'Editoria e spetterà a lui elargire i fondi pubblici agli editori.

Ma sopratutto per Corrado Passera, che possiede azioni di banca Intesa per 8-10 milioni e non risulta averle vendute: eppure, da ministro dello Sviluppo economico, sarà chiamato a fare scelte che potrebbero far alzare o calare il valore di quei titoli; tantopiù che ha chiamato come sottosegretario alle Infrastrutture Mario Ciaccia, il suo ex braccio destro che fino all'altroieri era amministratore delegato di Banca Intesa Infrastrutture e sviluppo, che finanziava le grandi opere che da oggi è chiamato a controllare e a sviluppare o stoppare.

Forse è questo che voleva dire l'altro giorno la stampa tutta quando titolava: "C'è intesa sui sottosegretari". Una critica subliminale. Peccato che Intesa fosse scritto con la I minuscola. Di quella con la I maiuscola nessuno osa parlare.

Concludo con un sms che ho appena ricevuto da un collega di Repubblica: oltre a farmi i complimenti, dice "speriamo che noi giornalisti torniamo a usare la lingua non per leccare, ma per parlare...".

 

MARCO TRAVAGLIO Santoro durante Servizio PubblicoMASSIMO GIANNINI EZIO MAURO E PIERFRANCESCO GUARGUAGLINI IN TRIBUNA ALLO STADIOmonti Filippo MiloneMARIO CALABRESI ANNA FINOCCHIARO LA REPLICA DI MASSIMO GIANNINI A TRAVAGLIO da repubblica TvLA REPLICA DI MASSIMO GIANNINI A TRAVAGLIO da repubblica Tv

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