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IL TRIANGOLO DELLA RIVOLUZIONE - UN LIBRO RACCONTA IL VLADIMIR LENIN PICCOLO BORGHESE E INNAMORATO DELLE SUE DONNE - ERA OSSESSIONATO DAL MÉNAGE À TROIS CON AMANTE BONA E MOGLIE BRUTTA (SEMBRAVA UN’ARINGA) ALLA QUALE CHIESE D'AIUTARLO NELLA PRESA FANTOZZIANA DEL PALAZZO D’INVERNO

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Roberto Coaloa per Libero Quotidiano

 

A Zurigo, all' inizio del 1917, l' anno della Rivoluzione d' ottobre, mentre pacifisti e rivoluzionari trovavano rifugio dall' inutile strage» nella Svizzera neutrale, Stefan Zweig incontrò diverse volte Lenin al Café Odeon, dove si radunavano i bolscevichi (pare che i menscevichi preferissero l' Adler). Zweig non restò impressionato dal leader russo e anni dopo si chiese come mai «questo piccolo uomo caparbio, Lenin, diventò tanto importante».

 

A spiegarci il successo di Lenin e i suoi segreti è ora Victor Sebestyen nell' avvincente saggio Lenin (Rizzoli, pp. 562, euro 25). Il leader russo aveva un' idea fissa, la Rivoluzione, ma nel farla ebbe fortuna e, dopo aver letto il volume di Sebestyen, che ci racconta molto del Lenin borghese e innamorato, si intuisce che il principale capo della Rivoluzione fosse in realtà lo spietato Lev Trockij. Ma questa è un' altra storia... Il segreto di Lenin, per Sebestyen, fu l' essere coccolato e sostenuto dalle donne. Donne della Rivoluzione, ovviamente. Lenin fu anche un "mammone": la madre Marija Aleksandrovna Blank lo sostenne economicamente fino a 46 anni, cioè fino a un anno prima della Rivoluzione, quando lei morì a 81 anni.

 

Le donne della sua vita furono due rivoluzionarie, e in questo Lenin fu davvero un buon rivoluzionario per i suoi tempi, inaugurando lo stile novecentesco del ménage à trois. La moglie, ovviamente, brutta, sembrava un'aringa.

 

LENIN COVERLENIN COVER

Nadja Krupskaja fu così definita dalla cognata, Anna, legata al fratello da un affetto un po' tirannico ed esclusivo. E poi l' amante: Elisabeth Inès Armand. Lei era bellissima e Lenin, alla sua morte, pianse disperato. Era nata l' 8 maggio 1874, anche se nel corso degli anni sono state indicate altre date da lei, dalla sua famiglia o da altri compagni per confondere le autorità di polizia e dell' immigrazione in vari Paesi europei.

 

Nacque a Parigi, ma ci visse poco, finché vi tornò in qualità di attivista bolscevica quando aveva circa trent' anni. Era una femminista convinta e appassionata, che ammirava Tolstoj. Inés si era sposata a 18 anni in Russia con un signore francese, Armand, rampollo di una ricca famiglia che aveva fatto fortuna nel nuovo settore industriale.

 

Inés, ben presto, lasciò la casa e i figli e si dedicò completamente alla Rivoluzione. Il marito continuò a seguirla, ad aiutarla da lontano, pagando le cauzioni e le spese dei processi in occasione dei suoi frequenti arresti. Fino a quando la vittoria dei bolscevichi gli fece perdere le fabbriche di famiglia.

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Lenin incontrò Inès a Parigi nel 1910. Non solo gli amici della vecchia guardia, ma anche la Krupskaja erano al corrente del legame di Lenin con Inès. Lui stesso glielo aveva confessato, obbedendo ai principi dell' etica rivoluzionaria, e i due coniugi avevano discusso il problema con franchezza e serenità. Lei, Nadezda, aveva subito proposto al marito di andarsene, per lasciarlo libero di dedicarsi all' amante. Ma Lenin le aveva chiesto di restare: malgrado l' amore per l' ardente francesina, era troppo importante - e rassicurante - per lui quel cantuccio di domestica calma che la moglie aveva saputo costruirgli intorno, con materna abnegazione.

 

Sebestyen poi ci racconta alcuni episodi entrati nella leggenda rivoluzionaria, come l' arrivo di Lenin dopo l' esilio nella capitale russa, Pietrogrado, già scossa dalla prima Rivoluzione di febbraio, e, soprattutto, la presa del Palazzo d' Inverno, che sembra un'avventura fantozziana e non certo l' eroica impresa descritta cinematograficamente, qualche anno dopo, da Éjzentejn. Sine ira ac studio, questi due episodi, raccontati da Sebestyen, sono fuori da ogni grandezza, anzi provocano una risata per la loro comicità.

 

lenin al mausoleo di moscalenin al mausoleo di mosca

Per entrare in Russia, Lenin aveva tre scelte: in aereo (troppo pericoloso nel 1917 per la distanza), fingendosi svedese e sordomuto o travestito da bibliotecario. Il viaggio, infine, si fece con il leggendario vagone piombato, pagato, però, dal Kaiser Guglielmo II, che con quella inaudita collaborazione con il rivoluzionario russo riuscì a fermare la guerra sul fronte orientale, facendo scoppiare la Rivoluzione d' ottobre, ma ottenendo la pace con il trattato di Brest-Litovsk: la resa e l' uscita della Russia dalla Prima guerra mondiale. Per questo motivo Winston Churchill notò: «I tedeschi volsero contro la Russia la più terribile di tutte le armi. Trasportarono Lenin in un vagone piombato come un bacillo della peste, dalla Svizzera alla Russia».

il corpo intatto di leninil corpo intatto di leninleninlenin

 

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