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TRUMP, IL MIGLIORE ALLEATO DI PUTIN – "THE DONALD" MENTRE CACCIA E DRONI RUSSI SFRECCIANO NEI CIELI DELL’EST TAGLIA GLI AIUTI MILITARI E LASCIA SOLI I PAESI BALTICI - IL PENTAGONO HA INFORMATO I DIPLOMATICI EUROPEI DELLA SCURE IN ARRIVO. SECONDO "THE ATLANTIC", GLI STATI UNITI STANNO GIÀ SOSPENDENDO ALCUNE VENDITE DI ARMI AGLI ALLEATI IN EUROPA TRA CUI CI SONO I SISTEMI DI DIFESA AEREA PATRIOT - L’APPELLO AGLI USA DI ZELENSKY DOPO ALTRI ATTACCHI RUSSI: “STIAMO PERDENDO MOLTO TEMPO. FERMARE MOSCA SIGNIFICA SALVARE VITE UMANE..."

 

Anna Zafesova per lastampa.it

 

putin trump

Mentre i caccia e i droni russi continuano a sfrecciare nei cieli dell’Est Europa, l’amministrazione di Donald Trump starebbe progettando di tagliare i fondi di assistenza militare ad alcuni Paesi europei al confine con la Russia, tra cui gli Stati Baltici. Le indiscrezioni sulla revoca dei finanziamenti circolavano nei media anglosassoni già a fine agosto, e ieri l’agenzia Reuters ha confermato che il rappresentante del Pentagono, David Baker avrebbe informato un gruppo di diplomatici europei che «l’Europa dovrebbe dipendere meno dagli Stati Uniti» nella sua difesa.

 

 

I fondi per l’assistenza a Estonia, Lettonia e Lituania sono stati approvati dal Congresso di Washington fino al settembre dell’anno prossimo, ma l’amministrazione repubblicana non ne ha richiesto la proroga, e la Reuters cita fonti diplomatiche europee convinte che questa decisione possa «rafforzare Vladimir Putin».

missili patriots

 

 

Dalle parole ai fatti: secondo The Atlantic, gli Stati Uniti stanno già (silenziosamente) sospendendo alcune vendite di armi agli alleati in Europa; la rivista precisa che fra queste armi ci sono i sistemi di difesa aerea Patriot. Questa decisione sarebbe dettata dalla necessità di ripristinare innanzitutto le scorte di armi degli Usa, depauperate dalle forniture legate alla guerra in Ucraina. Donald Trump ha definito l’incursione dei droni russi in Polonia come un «possibile errore», ma gli sconfinamenti dei caccia russi nello spazio aereo dell’Estonia, dove sono stati intercettati dagli F-35 italiani, non potevano che essere intenzionali, un segnale intimidatorio all’Europa proprio mentre la progettazione dello scudo occidentale che dovrebbe proteggere l’Ucraina da nuove aggressioni russe sta entrando apparentemente nella fase finale.

missili patriots

«Non possiamo perdere tempo», è stato infatti l’appello di Volodymyr Zelensky, che si prepara a volare negli Stati Uniti per un possibile nuovo incontro con Donald Trump, al margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Quella di sabato è stata un’altra notte di terrore nelle città ucraine, con 850 droni e 40 missili che hanno colpito Kyiv, Dnipro, Mykolaiv, Odesa, Zaporizhia, Sumy e Kharkiv. Tre persone sono rimaste uccise, una trentina di civili si trovano in ospedale dopo un attacco con munizioni a grappolo che ha colpito in pieno un condominio a Dnipro.

 

(...)

Un’escalation che fa dire al presidente ucraino che «fermare la Russia significa salvare vite umane», e che «stiamo perdendo molto tempo». Quest’ultimo rimprovero è rivolto agli alleati occidentali di Kyiv, soprattutto agli Stati Uniti: «L’Europa sta facendo la sua parte», ha commentato Zelensky, ricordando come il 19º pacchetto di sanzioni contro Mosca – quello che, secondo la definizione di Ursula von der Leyen, dovrebbe «chiudere il rubinetto» del gas e petrolio russo nell’Ue – abbia tenuto conto delle richieste degli ucraini.

 

Ora tocca a Washington, e il leader ucraino ha chiesto ieri di non aspettare per sincronizzare le nuove sanzioni contro Mosca tra americani ed europei: «Significa rallentare la pressione su Putin». Trump aveva più volte chiesto ai Paesi europei di interrompere definitivamente l’acquisto dell’energia russa, prima di chiedere nuove mosse dagli Stati Uniti. I dubbi sul fatto che il leader americano sia pronto a incrementare la pressione sul Cremlino sono poi aumentati negli ultimi giorni, quando ha preferito minimizzare gli sconfinamenti aerei russi ed è rimasto vago sulle prossime mosse, limitandosi a ripetere di essere stato «deluso da Putin».

 

 

DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA MOSTRA LA SUA FOTO CON VLADIMIR PUTIN - FOTO LAPRESSE

E se il negoziato di pace chiesto da Trump non parte, «allora la guerra continua e noi abbiamo bisogno di garanzie di sicurezza», ha detto ieri Zelensky, ricordando l’altro dossier sul quale stanno lavorando gli europei. Il presidente ucraino si è detto d’accordo con l’idea di Emmanuel Macron, che Kyiv debba ottenere rassicurazioni ancora prima di una eventuale tregua con Mosca, anche perché «nessuno sa come potrebbe concludersi la guerra».

 

Quindi, inutile parlare di «variante coreana o finlandese», anche se la prima potrebbe essere più vicina come precedente, perché «non possiamo escludere che il conflitto possa concludersi senza la firma di un trattato di pace». Questo rende le garanzie di sicurezza ancora più urgenti, e anche qui Kyiv e Bruxelles stanno aspettando le decisioni di Washington.

volodymyr zelensky e donald trump alla casa bianca (in versione casamonica)

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse vladimir putin donald trump anchorage alaska 1 foto lapresse

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