LA ROTTAMAZIONE E’ NELLA NORMA - L’ADDIO DELLA ROSSANDA AL MANIFESTO SCOMBUSSOLA MA NEANCHE TANTO LA RANGERI: “SPERIAMO IN UN RIPENSAMENTO… IL TEMPO DEL CONFRONTO NON E’ SCADUTO…” – SA CHE IL TENTATIVO DI FAR CAMBIARE IDEA ALLA MADRE-PADRONA E’ DESTINATO AL FALLIMENTO – IL FUGGITIVO JOSEPH HALEVI PARLA DI “MANIPOLO CHE SI E’ APPROPRIATO DEL GIORNALE” E SI BECCA DELLO “SCIOCCO” DALLA RANGERI….

1- IL TEMPO NON È SCADUTO
Norma Rangeri per "Il Manifesto"

Care compagne e cari compagni, care lettrici e cari lettori,
molti di voi già sanno della decisione presa da Rossana Rossanda. La decisione - di non scrivere più su queste pagine - ci colpisce e ci addolora. Per mille e una ragione. Perciò speriamo in un ripensamento, perché sappiamo che il suo contributo intellettuale è importante per noi, per la sinistra italiana, per il paese. Il tempo del confronto non è scaduto. Se abbiamo discusso poco sul domani del giornale, sul prodotto che facciamo, discutiamone ancora, impegniamoci ancora di più, nei prossimi giorni e settimane che restano.

La sua scelta piomba come un macigno sul presente di questa piccola-grande impresa collettiva, proprio in uno dei momenti più difficili della sua travagliata storia. E viene dopo mesi di discussioni, spesso laceranti, ampiamente raccontate. Chi ci segue e/o ci sostiene, ha potuto leggere interventi e opinioni molto diversi sul ruolo del giornale, sul presente e sul futuro del manifesto. Tutti hanno potuto esprimersi in totale libertà, senza censure, senza limiti di spazio, senza limiti di tempo.

La direzione e la redazione - che solo qualche sciocco può definire «manipolo» - hanno mantenuto aperto il dialogo e il confronto dentro e fuori il manifesto, con decine di assemblee interne e anche con assemblee esterne. E al tempo stesso si sono fatte carico di pensare, scrivere, fare uscire queste pagine ogni giorno, nonostante le difficoltà, le avversità, l'amministrazione controllata.

Perciò non condividiamo la critica sull'indisponibilità al dialogo: è ingenerosa e ingiusta. La verità è un'altra, naturale come la vita: esistono idee diverse su cosa deve essere il manifesto. Noi ne abbiamo preso atto. Nella convinzione che le differenze potessero convivere, come è sempre stato, compresi gli ultimi tre anni di direzione. Ora che si sta per decidere il futuro del giornale, chi dovrà gestirlo, chi dovrà guidarlo, in una parola come dovrà essere il nuovo manifesto, ecco che le diversità di "linea" si trasformano in rottura delle relazioni, anche umane, in separazioni traumatiche.

Essendo queste vicende autodistruttive una costante della nostra storia, qualcuno dirà che interessano poco. A noi invece interessano molto. E siamo convinti che interessano le lettrici, i lettori, i circoli, la redazione, i collaboratori vecchi e nuovi. Perciò non molliamo, non ci arrendiamo. Il dibattito, la libertà delle idee e la diversità di opinione, sono un patrimonio nostro, nel quale continuiamo a credere.

Lo ripeto: il tempo del confronto non è scaduto.

Ci rendiamo conto però che se le rotture non verranno ricomposte (non dipende solo da noi) peseranno molto sulle sorti del giornale e su chi da anni, da decenni, lavora al manifesto Comunque ogni lettrice, ogni lettore che ci ha seguito in questa ultima fase, ha la possibilità di dire ciò che pensa di questa situazione. Perché il giornale e il sito continuano a uscire. Fino alla scadenza prevista dall'amministrazione controllata. Poi sarà un'altra storia.

 

2- LA LETTERA DI HALEVI

Care compagne e cari compagni
Non so se avete visto l'andazzo del manifesto nelle ultime settimane. E' peggiorato ulteriormente dopo il 4 novembre. Scandalose le linee di commiato a Marco D'Eramo, quelle della redazione non quelle di D'Eramo. Consiglierei di rompere, perché non si tratta più di un collettivo ma di un manipolo che per varie ragioni si è appropriato del giornale. Anch'io me ne vado, senza alcuna lettera. E' inutile.
Un caro saluto,

Joseph Halevi

 

NORMA RANGERI PATRIZIA DADDARIO LUCA TELESE ROSSANA ROSSANDA LUIGI PINTOR LUCIO MAGRI NORMA RANGERI - copyright PizziRossana Rossandajoseph haleviMARCO D ERAMO

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