rino petrosino

CLIC! TV SORRISI, CANZONI E FOTO – SE NE VA A 79 ANNI RINO PETROSINO, L'OCCHIO DELLO SPETTACOLO ITALIANO – IL FOTOGRAFO MILANESE, STORICA FIRMA DI "TV, SORRISI E CANZONI" HA RACCONTATO DECINE DI EDIZIONI DI SANREMO E MISS ITALIA E LE IRRIPETIBILI NOTTI DEL TELEGATTO – I FOTOROMANZI, LE COPERTINE PIU’ CELEBRI E IL RICORDO DI ROMINA POWER: “NON RIESCO A PENSARTI SENZA IL TUO SORRISO. POSARE PER TE ERA SEMPRE DIVERTENTE”

Ferruccio Gattuso per "il Giornale"

 

rino petrosino

Era l'occhio che scrutava lo Spettacolo italiano, il narratore per immagini del Festival di Sanremo. Che Rino Petrosino abbia simbolicamente riposto i suoi obbiettivi nell'astuccio giusto alla vigilia dell'ennesima edizione del Festival è uno di quei segni discreti ma colorati che il destino talvolta regala. Il fotografo milanese (romano d'adozione: aveva due teatri di posa nelle due città), storica firma della rivista Tv, Sorrisi e Canzoni è morto lo scorso 30 gennaio all'età di settantanove anni, buona parte dei quali spesi a immortalare i volti dei protagonisti della musica italiana.

 

rino petrosino natalia estrada

L'annuncio della scomparsa non poteva che venire da Sorrisi, che «lo ricorda con grande affetto e si stringe in un abbraccio alla famiglia» così come celebra, attraverso la penna di Daniele Soragni, le sue «leggendarie copertine, i servizi ai cantanti pedinati notte e giorno, seguiti anche nelle loro camere da letto. E ancora decine e decine di edizioni di Miss Italia, ore e ore su set cinematografici in tutto il mondo, straordinari ritratti delle tantissime stelle, nazionali e internazionali delle irripetibili notti del Telegatto».

 

La sua carriera di «occhio discreto» dello spettacolo nazionale (agli antipodi dell'altro Rino, Barillari, re dei paparazzi, che dell'indiscrezione aveva fatto la propria missione) prese il via dall'agenzia Fragola, dove cominciò come fattorino in giovanissima età dopodiché - secondo l'ineludibile legge della gavetta - divenne assistente dei fotografi specializzati sul set dei popolari fotoromanzi, su riviste come Bolero e Grand Hotel. La consacrazione professionale giunse comunque nel 1967 con il Festival di Sanremo, e con i primi scatti per artisti come Claudio Villa, Iva Zanicchi, Patty Pravo (i primi due avevano vinto la gara con Non pensare a me).

rino petrosino valentino rossi

 

Proprio nel dietro le quinte della kermesse aveva conosciuto Gigi Vesigna, giornalista di punta di Tv, Sorrisi e Canzoni (e che ne sarebbe diventato storico direttore): da qui il passo al settimanale principe dello spettacolo nazionale. Celebri le copertine di Rino Petrosino: suoi gli scatti a personaggi come Mike Bongiorno e Pippo Baudo, Ornella Vanoni, Raffaella Carrà, Sophia Loren.

 

Ma furono tante altre le riviste che si aggiudicarono le fotografie di Petrosino, da Telepiù a Noi (il futuro Chi), a Gente, al mensile di cinema Ciak. Per lui l'immersione nella scena musicale era stata figlia del caso, eppure lo aveva cambiato per sempre: venire a contatto con gli artisti, senza mai tradirne la fiducia, lo portò a instaurare con molti di loro un rapporto d'amicizia (ad esempio, con la coppia Battisti-Mogol): «Al Festival diceva - fotografavi la vita dei cantanti fuori dal palco, nelle case dove erano alloggiati, nel loro quotidiano.

rino petrosino nadia cassini

 

rino petrosino corrado

Dovevi trovare spunti da tutto ciò che non era strettamente legato alla musica». Rino Petrosino ci riusciva, e gli ci volle poco a diventare il fotografo favorito di Sorrisi, dove la scelta editoriale era esattamente quella di cogliere i divi della canzone in momenti di vita comune, lontani dai microfoni. Tra i primi personaggi a ricordare sui social Rino Petrosino è stata Romina Power: «Eri tra i fotografi più simpatici - scrive la cantante, veterana di Sanremo al fianco di Al Bano - Non riesco a pensarti senza il tuo sorriso. Posare per te era sempre divertente».

rino petrosino eros e michellerino petrosino copertinarino petrosino ambrarino petrosino simona tagli jo squillo

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?