VA’ DOVE TI PORTA IL GPS - ABBIAMO LASCIATO LE VECCHIE CARTINE STRADALI E CI SIAMO AFFIDATI ANIMA E AUTO AI PROVVIDENZIALI SATELLITI, MA NON LI AGGIORNIAMO E NON LI SAPPIAMO USARE (QUASI NESSUNO CONSULTA LE MAPPE PRIMA DI PARTIRE) - L’ULTIMO CASO: IL NAVIGATORE IMPAZZITO CHE HA “GUIDATO” L’AUTO DI UNA FAMIGLIA IN UN FIUME - SE NON STIAMO ATTENTI, FINIREMO CON LO SBATTERCI LA TESTA (E LA MACCHINA): A 130 ORARI, NEL TEMPO IN CUI SI DIGITA MEZZO NOME DI UNA VIA, SI PERCORRONO 100 METRI ALLA CIECA…

Vincenzo Borgomeo per "Repubblica"

«Per favore, se possibile, effettuare un´inversione a U». Quando senti il messaggio in piena autostrada il fatto che ti venga chiesto "per favore" e che il navigatore satellitare metta in dubbio la possibilità di fare questa manovra suicida serve a poco: lo sconforto arriva dal profondo. E se qualche passeggero sghignazza, chi è al volante non ride mai. Non solo perché il navigatore satellitare ha intorno almeno 20mila euro di macchina (e l´idea di aver buttato i soldi diventa certezza) ma anche perché si affievolisce la possibilità di arrivare a destinazione.

L´ultimo caso, quello del navigatore impazzito che ha "guidato" l´auto di una famiglia bolognese nel pantano del fiume Feltrino, in provincia di Chieti, è emblematico. Ma in realtà i navigatori non "impazziscono": commettono errori clamorosi per motivi precisi. Il primo è legato alle nuove strade. Un rischio minimo in Italia visto che di arterie rinnovate non se ne vedono da anni?

Non proprio perché basta che cambi un solo senso unico o che venga piazzato qualche divieto di transito per far sì che il sistema inizi a consigliare percorsi folli. Il secondo problema dei navigatori è poi legato ai settaggi. Spesso non si fa caso alla domanda - fondamentale - che il sistema elettronico fa sempre prima di partire: «Scegliere il percorso più veloce o più breve?». Rispondere con leggerezza qui significa giocare alla roulette perché tutto dipende da dove ci si trova. E per non correre il rischio di finire su una carrettiera degli anni Venti piena di curve va (almeno) guardata una volta la cartina digitale per cercare di capire cosa ci aspetta. Non solo: sui GPS più vecchi questa domanda non c´è nemmeno e la scelta sulla rotta da seguire va fatta una volta per tutte nelle impostazioni di base.

Basterebbe questo per giustificare gli errori ma c´è dell´altro: spesso la cartografia è imprecisa. Sembra assurdo, proprio oggi con mappe che "coprono" 103 Paesi e con una cartografia che comprende 34 milioni di chilometri di strada in tutto il mondo e 13.4 milioni di km in Europa allargata. Eppure il difetto in alcuni casi è macroscopico perché i navigatori non sono macchine "statiche" ma vanno aggiornate ogni anno con nuovi software e nuove cartografie. Se non lo si fa i guai sono certi.

Ma anche nel caso di auto nuovissime ci possono essere imprecisioni se la macchina è un modello originariamente destinato ad un altro Paese: nelle cartografie ci sono mappe di tutta Europa ma il mercato delle auto d´importazione fa arrivare in Italia vetture destinate alla Spagna, ai tedeschi modelli per il mercato italiano e così via: le cartine ovviamente sono perfette per il cosiddetto "Paese principe", un po´ meno per gli altri. In questo caso andrebbe cambiato il cd con la cartografia del proprio Paese ma è un´operazione che pochi fanno.

Così i navigatori sbagliano e gli automobilisti perdono sempre più tempo - mentre guidano - a capire perché, con enormi rischi. Certo, su alcune auto l´impostazione della destinazione è possibile solo a vettura ferma, ma in altre no e in ogni caso cercare di modificare i parametri del sistema in marcia è la stessa cosa. Basti dire che a 130 orari, nel tempo in cui si digita solo mezzo nome di una via, si percorrono 100 metri al buio.

 

PROBLEMI COL GPS PROBLEMI COL GPS jpegIL NAVIGATORE TI HA FREGATO IL GPS TI HA FREGATO NAVIGATORE GPS

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