ornella vanoni alberto urso

ORNELLA TI AMIAMO - VIDEO: NEL DUETTO CON IL TENORINO URSO NON PIGLIA UN TEMPO MA LE SUE INTERVISTE SONO AFFILATISSIME: ''LA LEOTTA è TROPPO BIONDA. MONICA BELLUCCI NON È VENUTA PER IL SESSISMO? MACCHÈ, UNA QUESTIONE DI SOLDI - IL PLAYBACK? SOLO SE SI HANNO PROBLEMI DI VOCE. AL BANO E ROMINA EVIDENTEMENTE CE LI HANNO SPESSO. I RICCHI E POVERI LO HANNO FATTO PERCHÉ CON LA BIONDA ORMAI NON SI CONOSCEVANO PIÙ - BASTA CON QUESTA ZANICCHI: SARÀ OFFESA PER QUELLA VOLTA CHE ENTRAI NEL SUO CAMERINO E…''

 

1. ORNELLA VANONI: BENE LE STAR ITALIANE E TANTE DONNE SUL PALCO

Paolo Giordano per ''il Giornale''

 

ornella vanoni alberto urso.

La leggenda e l' allievo. Ornella Vanoni e Alberto Urso. Lei 86 anni a settembre, lui 23 a luglio. Ieri sera hanno duettato in La voce del silenzio di Limiti e Mogol, pezzone difficile se non altro perché c' è l' ombra lunga di Mina e quindi era una prova complessa. Ma superata. «Però certo che questo Festival ha una lunghezza esasperante», spiega lei, la leggenda, prima di salire in scena.

 

Canta con Alberto Urso, tenore e polistrumentista che qualcuno critica perché troppo votato al bel canto.

«E allora Bocelli? O Il Volo? Non gli devo dare consigli vocali, questo ragazzo farà sicuramente una grande carriera».

 

Detto da lei è una garanzia.

«Lo sa che sto preparando un altro disco?».

 

Il suo primo è uscito nel 1961.

«Questo avrà canzoni scritte da grandi autori come Mario Lavezzi, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Roberto Vecchioni con un titolo che gli ho suggerito io e lui ha detto avrei dovuto pensarci prima di te, Marracash, Pacifico e Gianna Nannini che forse duetterà con me. Ma quello sarà l' unico duetto. Penso che uscirà a settembre».

 

Lei è una delle grandi voci della canzone italiana. In questo Sanremo però c' è molto playback. Al Bano e Romina, ad esempio. E qualche passaggio dei Ricchi e Poveri.

ornella vanoni alberto urso

«Non è mica giusto. A Sanremo anni fa Bobby Solo cantò in playback perché stava male, questi sembra che stiano male sempre. E poi perché i Ricchi e Poveri hanno cantato in playback? Dopo quarant' anni non riconoscevano più la bionda?». (Ride - ndr)

 

È il Festival del rap.

«Per cantare bisogna imparare a scandire bene le parole. A renderle nitide. Frank Sinatra lo capisce anche chi non conosce l' inglese. Se i rapper non scandiscono bene le parole, vadano a lezione da un logopedista».

 

Junior Cally è un' eccezione perché ha una dizione chiara.

«Ma se davvero pensa le parole che ha scritto in quella canzone Strega, allora deve farsi internare».

 

I rapper usano le mani come un supporto scenico: le agitano...

«Chi ha imparato a fare il cantante ai miei tempi si è abituato a tenere le braccia intorno al corpo e a usarle soltanto quando è strettamente necessario. Una volta a lezione da Strehler, un ragazzo disse e le mani dove le metto? Domani mattina le posso usare oppure non le potrò usare mai più?. Di certo consiglio a quasi tutti i cantanti di fare un bel corso teatrale giusto per capire bene questo argomento».

 

amadeus ornella vanoni alberto urso

Ma è anche il Festival senza grandi ospiti stranieri.

«Giusto. All' estero mica ci chiamano nei loro festival».

 

Mai a Sanremo ci sono state tante vallette. È il Festival delle donne. Diletta Leotta?

«Intanto è bionda, tutte le donne ormai sono bionde...».

 

Rula Jebreal?

«Un bellissimo monologo nel quale ha inserito anche i versi di grandi come Vasco o Battiato».

 

Monica Bellucci?

ornella vanoni alberto urso

«Ho letto che avrebbe rinunciato al Festival dopo le polemiche intorno ai brani di Junior Cally. Ma secondo me no. Semplicemente, non ha trovato un accordo economico. Le cose sono spesso molto più semplici di come appaiono o di come fa comodo farle apparire».

 

Ornella Vanoni è stata a lungo indecisa se fare l' attrice o la cantante.

«Ho scelto la musica perché fa volare.Con la recitazione si vola meno, molto meno».

 

 

2. ORNELLA VANONI CONTRO TUTTI

Fabrizio Biasin per ''Libero Quotidiano''

 

Ornella Vanoni

Ieri sera hanno cantato in 34423, mancava solo Toto Cutugno. Tra gli altri Ornella Vanoni con Alberto Urso, molto molto molto bravi con La voce del silenzio.

Oggi Urso pubblica il suo album, Il sole a Est, ce l' ha detto in mattinata durante uno straordinario «pranzo allargato» (qualche giornalista, qualche addetto ai lavori, tutti affamati come nutrie) dove la star era lei, la divina Ornella. Che ha parlato. Eccome se ha parlato.

 

E a differenza delle masse di artisti che «questo è bravo, quell' altro pure» ha detto esattamente quel che pensa.

Strehler Vanoni

Come sempre. «Ho scelto di cantare con questo ragazzo perché mi piace molto: è bravo, è giovane, è bello». E lui: «No, sono io che sono onorato di cantare con un' artista meravigliosa come Ornella».

 

Signora Vanoni, Alberto è molto «lirico».

«Embé? Bocelli no? E i ragazzi del Volo? Non mi sembra che abbiano problemi...».

Ornella Vanoni

 

Perché avete scelto di cantare proprio La voce del silenzio?

«Era in alternativa a L' eternità, allora abbiamo chiesto a Maria (De Filippi ndr), perché Alberto è un suo "bambino" e lei ha preferito La voce del silenzio».

Alle spalle l' attentissimo ufficio stampa, precisa: «Maria in accordo con Amadeus ovviamente».

«Ovviamente, certo».

 

Quindi Urso le piace molto.

«Beh certo, farà un carrierone. Come tutti i giovani deve imparare tante cose, anche a stare sul palco. Le mani, per dire...».

 

Le mani?

«Bisogna imparare a tenere le mani a posto, non bisogna gesticolare. I giovani cantanti oggigiorno dovrebbero essere obbligati a seguire un corso teatrale. E poi le parole...».

Ornella Vanoni

 

Le parole?

«I cantanti bravi sono quelli che ti fanno capire tutte le parole, gli altri andassero dal logopedista...».

 

Cosa pensa della faccenda Junior Cally?

«Callo (detto così ndr)? Vorrei chiedergli se pensa davvero quelle cose.

Io credo di no, se le pensa è da internare».

Molti si sono lamentati in effetti...

«Hanno detto che pure la Bellucci ha rinunciato dopo aver letto il testo di questo Callo, ma la verità è che non è venuta per una questione di soldi...».

 

Ornella Vanoni

E di Rita Pavone cosa dice?

«Ahhhhh grande Rita. Mi aspettavo qualcosa di più swing perché lei è la regina dello swing, ma è bravissima».

(Un collega in fondo al tavolo chiede umilmente: «Può alzare la voce?

Qui non si sente...»).

«Io non posso urlare altrimenti stasera canti tu!».

 

Gino Paoli Ornella Vanoni

Che progetti ha ora? Duetto di Sanremo a parte, s' intende.

«Ho il mio disco da preparare! Mi stanno scrivendo le canzoni».

Chi?

«Tutti! Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Pacifico, Gianna Nannini, Marracash... Uscirà a settembre».

(I camerieri servono gianchetti su letto di carciofi, Ornella apprezza.

«Uhhh, quelli li voglio per favore!».

Li agevoliamo nel piatto della divina).

 

Va a letto tardi?

«Prima delle 2 non mi addormento. Non è che vado in giro, ma prima di prendere sonno ce ne vuole...».

Figuriamoci qui a Sanremo...

ornella vanoni gino paoli

«L' altra sera ero nella mia camera d' albergo, una suite bellissima. Volevo cambiare canale perché dopo un po' la solfa è sempre quella, con tutti questi monologhi. E allora schiacciavo ma tutti i canali erano sintonizzati su Rai1. Ho pensato che avessero truccato le televisioni per obbligare tutti a vedere solo Sanremo, una roba tipo Kgb».

 

Diceva dei monologhi, le sono piaciuti quelli della Jebreal e della Leotta?

«La Leotta non mi è piaciuta, primo perché è bionda e poi non ha "segnato" come l' altra. La storia della nonna... non me ne frega nulla».

 

Ha visto che c' è chi ha cantato in playback?

«Ah sì?».

ornella vanoni

Sì, in parte i Ricchi e Poveri ma anche Al Bano e Romina.

«Non si canta mai in playback. È concesso solo in caso di problemi di voce. Perché gliel' hanno permesso?».

 

Boh...

«Sarà che Al Bano e Romina hanno spesso problemi di voce... I Ricchi e Poveri evidentemente lo hanno fatto perché con la bionda ormai non si conoscevano più...».

 

vanoni fiorello

Iva Zanicchi ha detto che non andate d' accordo.

«Ahhhh, basta con questa Zanicchi. Sarà offesa per quella volta che entrai nel suo camerino. Doveva cantare La nave partirà (l' arca di Noè ndr), vidi il suo abito e le dissi "quest' abito non ti serve". Se non ha capito che era un consiglio peggio per lei».

 

Cosa fa per allenare e mantenere la sua voce?

«Niente di niente. Oggi tutti hanno il coach, io, Mina e tutte noi non ne abbiamo mai avuto bisogno».

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)