festival venezia 2018

LA VENEZIA DEI GIUSTI - ANTEPRIMA: COSA VEDREMO AL FESTIVAL. APERTURA CON ''FIRST MAN'' DI DAMIEN CHAZELLE CON RYAN GOSLING E CLAIRE FOY ('THE CROWN'). PROBABILMENTE 'SUSPIRIA' DI GUADAGNINO, 'ROMA' DI CUARON, 'THE SISTERS BROTHERS', 'CAPRI-BATTERIE' DI MARTONE E LE PRIME DUE PUNTATE DE 'L'AMICA GENIALE' DI SAVERIO COSTANZO. VENEZIA SI PREPARA A UNA GRANDE EDIZIONE, ANCHE PERCHÉ CON UNA CANNES COSÌ MOSCIA E UN LIDO COSÌ FORTUNATO PER GLI OSCAR… - TUTTI I TITOLI E I TRAILER, PRIMA DELLE CONFERME UFFICIALI IL 25 LUGLIO

suspiria guadagnino

Marco Giusti per Dagospia

 

First Man di Damien Chazelle con Ryan Gosling e Claire Foy aprirà il Festival il 29 agosto. Questo è sicuro. E poi, con tutta probabilità, vedremo l’attesissimo Suspiria di Luca Guadagnino con Dakota Johnson e le musiche di Thom York, Roma di Alfonso Cuaron, non un peplum, ma un dramma familiare ambientato nella Città del Messico dei primi anni ’70, il western di Jacques Audiard The Sisters Brothers con Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhall, John C. Reilly, Norway di Paul Greengrass, thrillerone ambientato appunto in Norvegia, Capri-Batterie di Mario Martone con Marianna Fontana, una delle gemelle di Indivisibili, storia di una primissima comunità naturista in quel di Capri, The Favorite, primo film in costume di Yorgos Lanthimos con Rachel Weisz, Emma Stone e Olivia Colman, le prime due puntate di L’amica geniale di Saverio Costanzo prodotte da Wildside e HBO.

first man damien chazelle ryan gosling

 

Insomma. Venezia si prepara quest’anno a una grande edizione. Lo sapevamo. Anche perché con una Cannes così moscia che ha rifiutato le anteprime della Hbo e di Netflix, con gli Oscar che, negli ultimi anni, sono sempre andati ai film presentati al Lido, con un presidente di giuria così forte e cinefilo come Guillermo Del Toro, i giochi sono presto fatti. Alberto Barbera ha avuto solo l’imbarazzo di togliere e, soprattutto, di dire dei no ai tanti film italiani che spesso inutilmente produciamo.

first man damien chazelle claire foy

 

Secondo l’informatissimo sito The Playlist i titoli che ho fatto sono pressoché sicuri. Potrebbero esserci anche A Star Is Born con la coppia Lady Gaga e Bradley Cooper, ennesimo remake del celebre film di George Cukor diretto dallo stesso Cooper, che in un primo tempo si pensava potesse aprire la competizione, Beautiful Boy di Felix von Groeningen con Thimothy Chamelet e Steve Carell, tratto dal memoir di David Schoff, Vision di Naomi Kawase, HighLife di Claire Denis con Robert Pattinson e Juliette Binoche, The Beach Bum di Harmony Korine con Matthew McConaghuey, Sunset di Laszlo Nemes, il regista dell’applauditissimo Son of Saul, Peterloo di Mike Leigh.

alfonso cuaron roma

 

Magari anche l’ultimo di Xavier Dolan, La mia vita con John F. Donovan con Kit Harrington e Natalie Portman. Non dovrebbero invece esserci né il secondo film di Barry Jenkins, If Beale Street Could Take, tratto dal romanzo di James Baldwin, né Boy Erased di Joel Edgerton.

 

a star is born lady gaga e bradley cooper

Tra gli italiani, oltre alla coppia data per supersicura, Suspiria-Capri, dovremmo trovarci anche Una storia senza nome di Roberto Andò con un castone che va da Alessandro Gassman a Renato Carpentieri, da Micaela Ramazzotti a Laura Morante, Sulla mia pelle di Alessandro Cremonini con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca, sulla tragica fine di Stefano Cucchi, un film davvero difficile da escludere, anche non in concorso, Ricordi? di Valerio Mieli con Luca Marinelli, sicuramente in qualche rassegna collaterale. Come Ride, opera prima di Valerio Mastandrea, che potrebbe forse finire in concorso. Nulla sappiamo de La profezia dell’armadillo, opera prima di Emanuele Scaringi, tratto dalla graphic novel di Zerocalcare con Simone Liberati e Pietro Castellitto protagonisti. Ma sarebbero bei colpi da non farsi scappare anche Freaks Out,  il nuovo film di Gabriele Mainetti col circo di freaks in giro per l’Italia in guerra, interpretato da Pietro Castellitto, Claudio Santamaria e la new entry Aurora Giovinazzo, e il Romolo e Remo di Matteo Rovere con Alessandro Borghi e Alessio Lapice, Braveheart in salsa ostia-coatta tutto parlato in latino. Vediamo se Salvini ci capisce qualcosa. Ci aspettiamo anche The Other Side of the Wind, il film inedito di Orson Welles con John Huston che Cannes rifiutò nell’assurda guerra con Netflix. Ma sapremo tutto il 25 luglio, dopo la conferenza stampa di Barbera&Baratta.

l amica geniale di saverio costanzo

 

 

 

 

l amica geniale di saverio costanzoguadagnino suspiriafirst man damien chazelle

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?