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A ‘’LA VITA IN DIRETTA’’ NON CI SONO PIÙ I MALGIOGLIO DI UNA VOLTA – PRESTA-PEREGO FANNO RIMPIANGERE PERFINO L’EFFERVESCENTE FATUITÀ DI MALGIOGLIO (E L’IRONIA AUTOREFERENZIALE DELLA VENIER)

Luigi Galella per "il Fatto Quotidiano"

A La vita in diretta non ci sono più i Malgioglio di una volta. Manca quel clima di effervescente fatuità e di compiaciuta vanità della passata stagione, quel cantar leggero, nell'intronata routine postprandiale, quando gli stomaci lavorano, le palpebre esauste si riposano e ronza in testa un'insperata, fugace svagatezza, allegra perfino, se si è bevuto un calice di vino.

Non c'è l'ironia autoreferenziale di Mara Venier, quel trattenuto e divertito ridere di gola, che esplode negli occhi lucidi, quando gli sfottò colpiscono l'interlocutore, ignaro cretino di turno. E non perché la signora sia stata estromessa dalla Rai, ma perché grazie agli ascolti del rotocalco giornaliero ha riconquistato l'ambito pomeriggio della domenica e ha già promesso, minacciosa, che con lei tornerà l'intrattenimento.

Nell'attuale edizione del magazine pomeridiano di Rai Uno c'è quindi una nuova coppia di conduttori: Paola Perego e Franco Di Mare. Fresco di Uno-mattina, lui, last but not least dei convertiti all'infotainment, come Castagna, Cucuzza, Giurato, Timperi. Che un tempo potevano al massimo aspirare a divenire mezzibusti, e oggi hanno l'occasione offerta dai contenitori polimorfi, dove si espongono tutti interi. Spesso, come nel caso di Di Mare, vantano un dignitoso passato giornalistico, più oscuro tuttavia della facile visibilità conquistata nell'assidua frequentazione del video.

La Perego e Di Mare: coppia competente, elegante e disinvolta. Ma senza pubblico. Gli ascolti sono in preoccupante calo e venerdì 20 settembre hanno toccato la punta in basso dell'11%. Tre giorni dopo il capoprogetto Pietro Raschillà ha rassegnato le dimissioni, mentre Dagospia dava per probabile l'uscita della Perego, sostituita dalla Cuccarini. L'infotainment, in effetti, è una commedia leggera.

Può ospitare qualche increspatura drammatica, ma deve avere svolgimento ed esito felici. E se in astratto può apparire lodevole l'intento della presente edizione di appesantire il format, nel concreto si è visto che non funziona. Se pubblichi un rotocalco popolare, e al-l'improvviso ne modifichi il contenuto con più società e cultura, può accadere che la gente lo apprezzi, ma non lo acquisti. In quanto all'eleganza, lasci stare Di Mare il baciamano alla Perego, gesto blasé e formale; in tv è meglio la scomposta irruenza di Luca Giurato, che tentò di prendere in braccio la Venier, con caduta rovinosa, finendo così fra i Nuovi Mostri di Striscia.

Ecco: La vita in diretta non è abbastanza mostruosa e rischia d'essere un'operazione perfettamente riuscita, con l'incidentale conseguenza di uccidere il paziente. Parole tuttavia superflue, perché è già in atto una correzione di rotta e nella puntata di ieri qualcosa è cambiato. Un largo spazio è stato riservato alle "Regole dell'eleganza", con servizi esterni, bella gente, un po' di cafonal qui e là e dibattito finale.

Si sono rivisti i volti che abbiamo imparato ad amare e che da tempo languivano: il geniale Lapo Elkann, maestro di eloquenza, che ha regalato un pensiero illuminante sullo stile, il quale "se non ha una forte parte dell'interiore, non può nemmeno avere l'esteriore". Filosofia che non ha tuttavia convinto nemmeno la Zanicchi in studio, che ha commentato divertita : "Interiore, esteriore, frattaglie...".

 

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