"WELCOME TO FAVELAS": I TROMBETTIERI "MAGA" IN ITALIA - L'ACCOUNT INSTAGRAM (SEGUITO DA UN MILIONE DI UTENTI), CHE PUBBLICAVA SCENE DI DEGRADO REGISTRATE DAI FOLLOWER IN GIRO PER L'ITALIA, SI È TRASFORMATO IN UNA PAGINA CHE DIFFONDE IL VERBO MAL-DESTRO INTRISO DI RETORICA SOVRANISTA - BREVE STORIA DI "WELCOME TO FAVELAS": VENNE FONDATA NEL 2021 DA MASSIMILIANO ZOSSOLO, MENTRE SI TROVAVA AI DOMICILIARI CON L'ACCUSA DI DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO. A FINE GENNAIO 2025, ZOSSOLO RACCONTA DI AVERE INCONTRATO UN EMISSARIO DI ELON MUSK E, RECENTEMENTE, HA PARTECIPATO A UN BANDO AMERICANO CHE METTE A DISPOSIZIONE FINO A TRE MILIONI DI DOLLARI PER FINANZIARE PROGETTI EUROPEI - CHI C'E' DIETRO LA PAGINA, SCONOSCIUTA AL FISCO ITALIANO...
@welcometofavelas4k Rovato, Cosa succede?
? suono originale - welcome to favelas
Estratto dell’articolo di Marco Carta e Giuliano Foschini per www.repubblica.it
Sedici post in meno di tre giorni. Tutti nella stessa direzione. Mentre la destra sovranista internazionale prova a trasformare Ceuta nel simbolo dell'invasione dell'Europa, in Italia c'è una pagina che fa esattamente la stessa operazione. I migranti diventano «i nuovi europei». Pedro Sánchez è un «criminale».
Giorgia Meloni è la leader che «alza la testa». Si parla di «sostituzione etnica», si invoca «il modello polacco», si rilanciano influencer della galassia Maga e si racconta una crisi migratoria che non esiste.
Quella pagina è Welcome to Favelas: milioni di follower e visualizzazioni nata come gigantesca bacheca del degrado urbano per mano di Massimiliano Zossolo, arrestato dopo gli scontri del 15 ottobre 2011 durante la manifestazione degli Indignados a Roma e poi condannato per devastazione e saccheggio.
Welcome nasce proprio durante i suoi arresti domiciliari. Oggi quella pagina è diventata il laboratorio di una certa politica. Una fabbrica che tutti conoscono e che, allo stesso tempo, sembra non esistere. Almeno formalmente.
Quello di Ceuta non è un episodio isolato. È il punto di arrivo di una trasformazione iniziata diciotto mesi fa quando Welcome si trasforma in un laboratorio politico capace di produrre contenuti originali, costruire campagne e dialogare con la galassia trumpiana.
Esempi: Donald Trump torna alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025. Tre giorni dopo Welcome pubblica un post in cui racconta di avere incontrato un emissario di Elon Musk. Da quel momento la direzione cambia. Arrivano i post in difesa di Musk. Quelli dedicati a Peter Thiel. Quelli che promuovono Palantir proprio mentre in Italia si discute del riconoscimento facciale. Le inserzioni per Polymarket, la piattaforma di scommesse di cui Donald Trump Jr. è advisor.
Fino al 27 luglio scorso, quando Welcome annuncia di avere presentato domanda per partecipare al programma del Dipartimento di Stato americano "Developing Civilizational Bonds, Democratic Resilience and Rule of Law in Europe",
un bando che mette a disposizione fino a tre milioni di dollari per finanziare progetti europei. Un'iniziativa che ha provocato la reazione del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha parlato apertamente del rischio di interferenze americane nella politica europea. [...]
Il fondatore, si diceva, è Massimiliano Zossolo che la immagina durante i suoi arresti. Il primo marchio viene depositato il 3 giugno 2014. I titolari sono tre: lo stesso Zossolo, Gianmarco Ciotti e Lorenzo Napolitano. Chi sono? Un idraulico, dice qualcuno, un amico, insomma più che sconosciuti.
Poco più di un anno dopo, però, compare un secondo deposito. È il gennaio del 2016. Il marchio "Welcome to Favelas" non è più intestato ai tre fondatori ma interamente a Marin Cankja, residente a Fucecchio, in provincia di Firenze. Da quel momento la ricostruzione diventa ancora più difficile.
Non compare una società editoriale chiaramente riconducibile al progetto. Non c'è un bilancio. Non c'è un rendiconto economico. Sul sito internet la partita Iva rimanda allo studio che, secondo Zossolo, avrebbe semplicemente realizzato la piattaforma. Lui, invece, nell'intervista rilasciata a Report, sostiene di avere una «partita Iva personale». La questione, però, non è formale.
È molto più semplice: dove finiscono i soldi che Welcome incassa? Zossolo dice che le sponsorizzazioni «le incasso io». Ma aggiunge anche che i volumi d'affari sarebbero «rasenti lo zero», che nel 2025 le attività commerciali sarebbero state «più o meno zero» e che, in sostanza, Welcome sarebbe ancora un progetto portato avanti come volontariato.
Eppure Welcome oggi è molto lontana dalla pagina nata durante gli arresti domiciliari di Zossolo. Anche quell'inizio, per certi versi, è particolare. Attorno ai primi gruppi Facebook collegati alla pagina si sviluppa infatti un universo dedicato alla pornografia amatoriale. [...]
Oggi Welcome non è più una sola pagina. È un ecosistema. Lo racconta lo stesso Zossolo. Attorno al marchio ruota una rete di decine di pagine che si rilanciano reciprocamente contenuti e pubblico. Cronaca Italiana. Trash News. Milano Bella da Dio. Emergenza Baby Gang. E molte altre. L'obiettivo è presidiare temi diversi, ma alimentare continuamente lo stesso flusso di traffico. Il canale Telegram e i gruppi Fb fanno da alimentatori delle camere dell'eco.
Ovunque spuntano i banner per piattaforme di scommesse, criptovalute, trading e servizi digitali. Nelle ultime settimane sono arrivate anche le inserzioni dedicate a Polymarket. Parallelamente cresce la produzione politica sovrapponibile: Ceuta, immigrazione, sicurezza, la campagna referendaria per il sì, Musk, Palantir, Peter Thiel. Una macchina editoriale che produce contenuti originali ogni giorno, costruisce campagne coordinate, sviluppa relazioni internazionali e raggiunge milioni di utenti. [...]
WELCOME TO FAVELAS
peter thiel - palantir
volodymyr zelensky e il ceo di Palantir Alex Karp
Elon Musk Donald Trump
la sede di palantir
Elon Musk Donald Trump
MASSIMO ZOSSOLO






