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"SE LA SITUAZIONE NEL GOLFO PEGGIORA SI PUÒ ARRIVARE A NON AVERE TUTTA L'ENERGIA NECESSARIA ANCHE IN ITALIA" – GIORGIA MELONI AL TERMINE DELLA PASSERELLA NEI PAESI DEL GOLFO HA CAPITO CHE STA ARRIVANDO LA TEMPESTA PERFETTA (SE LA BENZINA SCHIZZA A TRE EURO AL LITRO SARANNO CAZZI AMARI) E PIGOLA: "URGENTE ASSICURARE LA NAVIGAZIONE NELLO STRETTO DI HORMUZ" (SENZA CONSIDERARE I DANNI CAUSATI DAGLI ATTACCHI IRANIANI AGLI IMPIANTI DI GAS IN QATAR) – LA SEGRETARIA DEM SCHLEIN LA INFILZA: "ESSERE SUBALTERNI A TRUMP CI CAUSA SOLO DANNI. PERCHÉ MELONI NON RIESCE A CHIEDERE A LUI E NETANYAHU DI FERMARSI?” – GIORGETTI E ALTRI 4 MINISTRI DELLE FINANZE DI PAESI UE (GERMANIA, SPAGNA, PORTOGALLO E AUSTRIA) CHIEDONO UNA TASSA SU EXTRAPROFITTI DELLE SOCIETÀ ENERGETICHE. MA NEL GOVERNO INIZIANO I DISTINGUO DI FORZA ITALIA: “E’ FONDAMENTALE EVITARE CHE L'INIZIATIVA POSSA DEFINIRSI COME COME L'ENNESIMA TASSA”. E IL FILOPUTINIANO SALVINI INVITA A RICONSIDERARE LE FORNITURE DALLA RUSSIA – VIDEO

Francesco Manacorda per www.repubblica.it - Estratti

 

GIORGIA MELONI Sheikh Tamim bin Hamad Al-ThanI

Molte dichiarazioni di disponibilità, molte esibite sintonie, ma - come era prevedibile - nessun risultato concreto sul fronte degli approvvigionamenti energetici per l’Italia.

 

Giorgia Meloni illustra in un video la sua missione lampo nel Golfo Persico: «Se qui la produzione o il transito si contrae o addirittura si ferma - dice, riferendosi a petrolio e gas - il prezzo aumenta per tutti; e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l’energia che è necessaria anche in Italia».

 

Meloni è stata ricevuta ieri mattina a Doha dall’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani e poi, negli Emirati Arabi Uniti, ha incontrato il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan. Venerdì aveva visto a Gedda il primo ministro saudita Mohammed bin Salman.

 

(…)

GIORGIA MELONI - Mohamed bin Salman Al Saud

«In un momento come questo - dice ancora Meloni nel video girato durante la visita a Doha - in un mondo sempre più instabile, proteggere l’interesse nazionale significa anche, e forse soprattutto, costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia».

 

Ma da Roma la attacca la segretaria del Pd Elly Schlein: «Essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire con chiarezza». «Perché Giorgia Meloni non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi?

 

- prosegue Schlein - perché non riesce a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando i continui aumenti del carburante e dell’energia?». Critiche anche sulla mossa europea del governo: «Meloni chiede all’Ue ciò che non ha avuto il coraggio di fare in Italia, tassare gli extraprofitti delle società energetiche. Ma serve una risposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gas».

GIORGIA MELONI IN QATAR

 

In ogni caso, se per la presidente del Consiglio il rapido tour mediorientale era un’occasione per uscire dall’afasia post-referendum e allo stesso tempo guadagnarsi un ruolo di apripista nei rapporti con i Paesi del Golfo, il dividendo economico dell’operazione - la garanzia sugli approvvigionamenti di gas e petrolio - non c’è e non ci potrà essere nemmeno in un prossimo futuro.

 

Due i fattori principali che lo impediscono. Il primo è la situazione dello Stretto di Hormuz. Tutti e tre gli interlocutori di Meloni, seppure con significativi distinguo - Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti più convinti della necessità di chiudere definitivamente la partita con l’Iran, il Qatar disponibile invece alla trattativa con Teheran - avrebbero rappresentato la situazione con toni assai pessimistici:

 

in quel braccio di mare che assicura i rapporti commerciali tra il Golfo e il resto del mondo la situazione resta difficilissima e le prospettive nere, la mediazione pakistana non è considerata finora efficace, mentre è opinione comune nel Golfo che gli Usa non abbiano alcuna strategia per uscire dallo scenario che hanno aperto. Non a caso nel comunicato dopo l’incontro di Meloni con i qatarioti, si definisce «necessaria e urgente» la riapertura dello Stretto.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

Il secondo problema sta più a monte, nelle conseguenze dei danni agli impianti, in particolare del Qatar: i due “treni” per la liquefazione del gas messi fuori uso il mese scorso nell’impianto di Ras Laffan sono fondamentali per le forniture di gas verso l’Italia - un 10% del nostro fabbisogno - ma servono anche “clienti” non certo di secondo piano come Cina e Corea del Sud.

 

Difficile pensare allora a canali preferenziali per il nostro Paese, dopo che Qatar Energy ha dichiarato la clausola di forza maggiore per interrompere le forniture. Anche perché le enormi turbine andate distrutte vengono prodotte solo in America, Giappone e Germania e in loro assenza qualsiasi aiuto tecnico rischia di servire a poco.

 

LA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE SOCIETA’ ENERGETICHE

Rosaria Amato per www.repubblica.it - Estratti

 

Cinque ministri delle finanze dell'Unione europea chiedono una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche in reazione all'aumento dei prezzi del carburante dovuto alla guerra in Iran. Più esattamente i ministri delle finanze di Germania, Italia, Spagna, Portogallo e Austria hanno lanciato un appello congiunto in una lettera datata venerdì, affermando che una tale misura sarebbe un segnale di "unità e capacità di agire".

 

EXPORT DI GREGGIO IRANIANO

"Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito", è la prima replica da parte della Commissione europea. "Più in generale, – spiega un portavoce – la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all'attuale crisi energetica che l'Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue».

 

Tuttavia da fonti Ue trapela anche un certo scetticismo sulla possibilità che la tassazione sugli extraprofitti sia una misura risolutiva

HOUTHI - MAR ROSSO - STRETTO DI HORMUZ

(…)

 

Dall’Italia arrivano intanto i primi commenti all’iniziativa del Mef. Da Forza Italia arriva apprezzamento, ma anche alcune indicazioni: “E’ fondamentale evitare che l'iniziativa possa definirsi come una misura punitiva o come l'ennesima tassa, che non servirebbe allo scopo. – afferma Stefania Craxi, presidente dei senatori di FI – L'obiettivo, infatti, non può e non deve essere quello di colpire le imprese, ma individuare i criteri per un contributo condiviso in grado di reperire e destinare risorse straordinarie agli interventi necessari per calmierare l'emergenza energetica”.

 

Anche la Lega, pur essendo il partito del ministro Giorgetti, sembra prendere le distanze dall’iniziativa: “L’Europa riconsideri le forniture di petrolio e gas dalla Russia”, dichiara in una nota la Lega. “Il governo è in prima linea per aiutare famiglie e imprese in un grave momento di crisi, ma è necessario - prosegue - che anche Bruxelles faccia la propria parte in modo rapido, concreto ed efficace”.

ELLY SCHLEIN REPLICA A GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE

 

Apprezzamento anche dalla parte opposta del Parlamento, e cioè dal M5S, che rivendica la “paternità” dell’iniziativa: “Lo diciamo da anni: tassare gli extraprofitti dei big dell'energia per aiutare famiglie e imprese”, ribadiscono in una nota i parlamentari M5s delle commissioni Attività produttive di Camera e Senato. In effetti la proposta di tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere è stata rilanciata con forza poche settimane fa anche a margine dell’EU Tax Simposium 2026, organizzato dal Parlamento e dalla Commissione Europea.

 

"C'è un'enorme quantità di ricavi generati dalle sei principali compagnie del settore petrolifero, oltre 60 miliardi ai prezzi attuali", aveva detto l'eurodeputato Pasquale Tridico (M5S), presidente della sottocommissione Fisc del Parlamento europeo, ricordando come anche il Nobel Joseph Stiglitz, che ha partecipato all’iniziativa a Bruxelles, avesse proposto "almeno temporaneamente una tassazione degli extraprofitti di queste aziende".

MATTEO SALVINOV - MEME putin salvini vignetta ellekappaGIORGIA MELONI SCRIVE UNA LETTERA A ELLY SCHLEIN

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