meta mark zuckerberg unione europea cia elezioni europa ue aaron berman

LE MANI DI ZUCKERBERG SULLA POLITICA EUROPEA – META HA INGAGGIATO EX AGENTI DEI SERVIZI SEGRETI USA PER IL SUO UFFICIO CHE SI OCCUPA DI ELEZIONI, DISINFORMAZIONE E GESTIONE DEI CONTENUTI POLITICI. UNA STRUTTURA CHE SI ATTIVA IN OCCASIONE DELLE ELEZIONI PER MONITORARE CONTENUTI, CAMPAGNE E FLUSSI INFORMATIVI E HA OPERATO ANCHE IN ITALIA, DURANTE LE EUROPEE DEL 2024 – GLI EUROPARLAMENTARI DEL PD, SANDRO RUOTOLO E NICOLA ZINGARETTI, CHIEDONO CHIARIMENTI ALLA COMMISSIONE UE: “È ACCETTABILE CHE I FLUSSI INFORMATIVI DURANTE LE ELEZIONI EUROPEE POSSANO ESSERE INFLUENZATI DA STRUTTURE OPACHE GESTITE DA PIATTAFORME PRIVATE?” – A CAPO DEL TEAM DI META C’È AARON BERMAN, PER OLTRE QUINDICI ANNI NELLA CIA…

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per www.repubblica.it

 

meta - unione europea - Election Operations Center

Meta ha un ufficio che si occupa di elezioni, disinformazione e gestione dei contenuti politici. Al suo interno lavorano anche ex membri dell’intelligence e dell’apparato di sicurezza statunitense. È su questo che il Partito democratico porta il caso al Parlamento europeo, chiedendo alla Commissione di chiarire chi controlla davvero i flussi informativi durante le consultazioni elettorali.

 

«È accettabile che i flussi informativi durante le elezioni europee possano essere influenzati da strutture opache gestite da piattaforme private, nelle quali operano figure con un passato nei servizi di intelligence di Paesi terzi?», chiedono Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti, annunciando un’interrogazione sugli Election Operations Center di Meta.

 

nicola zingaretti e sandro ruotolo - interrogazione sull Election Operations Center di Meta

Si tratta di strutture attivate in occasione delle elezioni per monitorare contenuti, campagne e flussi informativi. Anche in Italia, durante le europee del 2024. Ma, sottolineano gli eurodeputati, «non esiste alcuna trasparenza su composizione, catena di comando e decisioni assunte».

 

È in questo contesto che emergono i nomi. «È un fatto – scrivono – che tra i responsabili delle policy elettorali e della gestione della disinformazione figurano profili con precedenti esperienze in ambiti di intelligence, agenzie governative e sicurezza nazionale extra-Ue». Tra questi, Aaron Berman, Hagan Barnett, Bryan Weisbard e Mike Bradow.

 

Berman è il profilo più rilevante. Per oltre quindici anni nella Cia, si è occupato di operazioni di influenza e analisi delle campagne informative in grado di incidere sui processi politici. Ha lavorato ai briefing quotidiani destinati al presidente degli Stati Uniti e ai vertici della sicurezza nazionale.

 

mark zuckerberg - meta

Dal 2019 è in Meta, dove oggi guida il team globale che definisce le policy sulle elezioni: regole sui contenuti politici, contrasto alla disinformazione, gestione delle campagne coordinate e supervisione dei centri operativi attivati durante le consultazioni.

 

Bradow arriva invece da Usaid, l’agenzia americana impegnata nella cooperazione internazionale e nei programmi di governance democratica. In Meta si occupa di fact-checking e misinformation policy. Il suo lavoro riguarda anche il sistema che collega revisione umana e algoritmi, addestrando i modelli a individuare e classificare i contenuti ritenuti a rischio disinformazione.

 

 

Aaron Berman

Weisbard, con un passato nella comunità dell’intelligence e nel Dipartimento di Stato, ha guidato fino a pochi mesi fa la strategia sulla privacy e sull’uso dei dati. Un ruolo centrale: la gestione delle informazioni degli utenti è la base su cui si costruiscono i sistemi di classificazione, raccomandazione e distribuzione dei contenuti.

 

Barnett, infine, è un ex contractor della Cia e ha lavorato al Dipartimento del Tesoro nel settore del controterrorismo. In Meta opera nell’area che applica l’intelligenza artificiale alle operazioni di integrità: moderazione, individuazione dei contenuti dannosi, supporto ai sistemi di enforcement.

 

Mike Bradow

«Non sappiamo se e quale ruolo abbiano avuto nei centri operativi attivati durante le elezioni europee. Ed è esattamente questo il problema», sottolineano Ruotolo e Zingaretti. Che collegano la questione a quanto emerso negli ultimi anni.

 

Nel 2022, durante le elezioni politiche italiane, oltre 6,5 milioni di utenti sono stati coinvolti in un’operazione di raccolta e aggregazione dei dati. Secondo il Garante per la protezione dei dati personali, quelle informazioni sono state utilizzate per intervenire sul sistema di filtraggio dei contenuti politici.

 

Nel 2024, invece, una ricerca dell’Università di Urbino ha evidenziato un forte squilibrio nella circolazione delle informazioni durante la campagna per le europee, con contenuti istituzionali penalizzati e account estremisti capaci di ottenere livelli di visibilità molto superiori.

 

meta - unione europea - Election Operations Center

«Non stiamo parlando di una questione tecnica, ma di una questione democratica», scrivono gli eurodeputati. «Chi decide cosa è visibile e cosa no durante una competizione elettorale? Con quali garanzie di neutralità? E sotto quale controllo pubblico?».

 

L’interrogazione è rivolta alla Commissione europea e alla vicepresidente Henna Virkkunen, con un riferimento esplicito al Digital Services Act. L’obiettivo è verificare il coinvolgimento di queste figure e accertare se soggetti provenienti da apparati di intelligence abbiano operato nelle strutture attive durante le elezioni. [...]

Mike Bradowmark zuckerberg - meta

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO