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"MI VOGLIONO SMERDARE PER ELIMINARMI" - SIGFRIDO RANUCCI, DURANTE IL SUO SPETTACOLO AL TEATRO DELL'EFEBO DI AGRIGENTO, CONTINUA L'AUTO-MARTIRIO DOPO ESSERE STATO SOSTITUITO ALLA CONDUZIONE DI "REPORT" (AL SUO POSTO GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI): "HANNO DETTO CHE ERO UN UOMO DEI SERVIZI SEGRETI CINESI, RUSSI. SONO STATO ACCUSATO DI BULLISMO SESSUALE" - LO SCONTRO TRA SIGFRIDO E LA RAI SI SPOSTA IN TRIBUNALE: IL GIORNALISTA CONTESTA FORMALMENTE LA DECISIONE DI GIAMPAOLO ROSSI, CHE HA VOLUTO IL CAMBIO DI CONDUTTORE. GLI AVVOCATI DI RANUCCI CHIEDONO ALLA TV PUBBLICA DOCUMENTI E PROVE SULLE INCOMPATIBILITÀ - I VERTICI RAI NON HANNO INTENZIONE DI FARE PASSI INDIETRO - "REPUBBLICA": "AI PIANI ALTI DELLA TV DI STATO SONO CONVINTI CHE ALL’EX CONDUTTORE DI REPORT INTERESSA POCO DEL PROGRAMMA INVESTIGATIVO. A LUI IMPORTA SOLO FARE IL MARTIRE, VESTIRE I PANNI DELLA VITTIMA DI UN’EPURAZIONE POLITICA ORCHESTRATA DALLA DESTRA" - IL TENTATIVO DELL'AZIENDA DI RICUCIRE CON LA REDAZIONE DI "REPORT", CHE SI È SENTITA TRADITA DALLA DECISIONE DI AFFIDARE IL PROGRAMMA A PRESUTTI E PIERVINCENZI

RANUCCI, 'SMERDARE PERCHÈ TI VOGLIONO AMMAZZARE'

giulia presutti sigfrido ranucci - foto di bacco

(ANSA) - PALERMO, 29 AGO - "Smerdare perché ti vogliono ammazzare". Sigfrido Ranucci ha ripetuto più volte, durante lo spettacolo al Teatro dell'Efebo di Agrigento "Diario di un trapezista", la frase che una producer esterna della Rai gli ha sussurrato telefonicamente alcuni anni addietro per avvisarlo. Quelle parole, Ranucci le ha definite "una profezia".

 

"Hanno detto che ero un uomo dei servizi segreti cinesi, russi. Sono stato accusato di bullismo sessuale e di comprare servizi per delegittimare la sanità lombarda - ha detto - . E' cambiata la narrazione, ma è rimasto 'smerdare' come tentativo di eliminarmi - ha evidenziato Ranucci - . Ci trovavamo davanti ad attacchi scomposti, la redazione era smarrita. Ma io applicavo la teoria del trapezista che passa a quello più complicato… e noi siamo andati avanti con inchieste più complicate, assumendoci la nostra responsabilità".

DANIELE PIERVINCENZI

 

RANUCCI CONTESTA FORMALMENTE LA RIMOZIONE DA REPORT, 'È ILLEGITTIMA'

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Sigfrido Ranucci, attraverso i suoi legali, contesta formalmente la decisione della Rai di un avvicendamento nella conduzione di Report di cui "si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d'urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti".

 

LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

La richiesta di chiarimenti e documentazione, scrivono gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi nella comunicazione alla Rai, "non comporta pertanto, né potrà essere interpretata quale, acquiescenza, accettazione o rinuncia ad alcun diritto, azione o eccezione".

 

Nella contestazione, indirizzata a Paolo Corsini e Felice Ventura, i legali di Ranucci, chiedono di conoscere fatti, circostanze ed avere, entro sette giorni, la relativa documentazione da cui possa emergere quanto contestato al giornalista in riferimento ad una "obiettiva situazione di incompatibilità" che si sarebbe determinata, per effetto delle "continue pressioni" a cui sarebbe sottoposta la redazione di Report, e della diminuita credibilità ed autorevolezza conseguenti a "percezioni di opacità, commistione e interferenze",

 

come scritto nella decisione con cui la Rai ha rimosso Ranucci senza che vi fosse indicato, sottolineano i legali, "alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile, idoneo a fondare tali valutazioni". "Tale carenza - osservano gli avvocati - appare tanto più rilevante ove si consideri che, da un lato, la comunicazione afferma che i richiamati presupposti sarebbero già oggi "oggettivamente" venuti meno e, dall'altro, precisa che la determinazione assunta sarebbe "del tutto autonoma e indipendente rispetto agli approfondimenti tuttora in corso".

daniele piervincenzi

 

Non è pertanto dato comprendere quali fatti già accertati abbiano consentito all'Azienda di formulare un giudizio così definitivo sulla posizione professionale del Dr. Ranucci prima ancora della conclusione degli stessi approfondimenti. Parimenti, la comunicazione afferma che la redazione di Report sarebbe "gravemente compromessa dalle continue pressioni a cui è sottoposta",

 

ma non indica da chi tali pressioni provengano né chiarisce il nesso per il quale la risposta aziendale alle stesse debba consistere nell'immediato avvicendamento del Dr. Ranucci dalla conduzione e dalla responsabilità autorale del programma". I legali denunciano, inoltre, "la gravità del fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuto dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità". 

sigfrido ranucci e valter lavitola

 

I VERTICI RAI NON ARRETRANO: “DIALOGO CON LA REDAZIONE MA SOSTITUIREMO CHI VA VIA”

Estratto dell'articolo di Giovanna Vitale per "la Repubblica"

 

Andare dritti. Senza ripensamenti. Né cedere alle pressioni — mediatiche e delle forze d’opposizione — alimentate dalle intemerate di Sigfrido Ranucci, deciso a vendere cara la pelle. Ai piani alti della tv di Stato ne sono sempre più convinti: all’ex conduttore di Report interessa poco del programma investigativo guidato per quasi dieci anni.

 

VALTER LAVITOLA E SIGFRIDO RANUCCI

A lui importa solo fare il martire, vestire i panni della vittima di un’epurazione politica orchestrata dalla destra. Identificarsi con lo storico format Rai per dimostrare che senza di lui non esiste o, nella migliore delle ipotesi, implode. “Muoia Sansone con tutti i filistei”, il suo motto, che però l’ad Giampaolo Rossi e il direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini sono intenzionati a smentire a ogni costo.

 

GIAMPAOLO ROSSI

Tenere la linea del fronte, è questa la parola d’ordine adesso. Provando innanzitutto a riaprire un dialogo con gli inviati che capeggiano la rivolta, sobillati dal vecchio capitano al punto da minacciare dimissioni in blocco. A ricucire gli strappi con l’intera redazione, facendo loro capire che extra ecclesia nulla salus, la Rai è una grande azienda pronta a tutelare il giornalismo d’inchiesta «da sempre elemento distintivo dell’offerta informativa del servizio pubblico», il cui valore «risiede nella credibilità e nell’autorevolezza che solo una piena indipendenza editoriale e un’imparzialità rigorosa possono assicurare».

 

paolo corsini sigfrido ranucci commissione vigilanza rai foto lapresse

Esattamente ciò che Corsini, dopo averlo scritto nella lettera di benservito a Ranucci, ribadirà martedì a Giulio Valesini e Bernardo Iovene nell’incontro sollecitato per chiarirsi all’indomani del gran rifiuto opposto dai due storici cronisti di Report, incaricati a succedere nel ruolo di co-autori.

 

Per poi allargare il tentativo di riconciliazione a tutto il gruppo di testa, che il direttore degli Approfondimenti vedrà invece il giorno successivo: oltre agli inviati, la regista, la capo progetto, il capo struttura, il capo dei montatori, il coordinatore dei videomaker, la produttrice.

SIGFRIDO RANUCCI SAN SEBASTIANO MARTIRE - MEME

 

Non sarà facile. La redazione si sente tradita. Quando venerdì scorso Valesini e Iovene hanno dato la loro disponibilità, avevano chiesto di conoscere anche i nomi dei due conduttori: «Una squadra lavora bene se si fida, è omogenea e coesa». Ma Corsini aveva preso tempo. Mezz’ora più tardi l’hanno scoperto dalle agenzie che si trattava di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi — fra i colleghi quelli con meno esperienza di tutti — e non l’hanno presa bene.

 

Non erano questi i patti. I patti erano, in un passaggio così delicato e complesso, di concordare ogni scelta, garantire una maggiore collegialità e premiare le professionalità interne più riconosciute. Per questo da dentro avevano suggerito un poker d’assi: Giorgio Mottola e Giulio Valesini alla conduzione, i quali insieme a Paolo Mondani e Bernardo Iovene avrebbero poi completato il team degli autori. [...]

sigfrido ranucci (7)

 

Una correzione imposta non solo per una questione di genere (i quattro indicati dalla redazione erano tutti uomini) ma anche anagrafica. A riprova, spiegano in Viale Mazzini, dell’investimento che si vuol fare sul programma: «Abbiamo dato continuità per salvarlo, altro che chiuderlo».

 

Con un inconfessabile di più: se non si è potuto insistere su un volto di peso come Riccardo Iacona o Peter Gomez, che pure erano stati presi in considerazione dopo il fuoco di sbarramento alzato dai “reporteriani” contro Federico Ruffo e Sabrina Giannini, è perché incombe la causa per demansionamento minacciata da Ranucci. Se fra tre mesi un giudice del lavoro gli restituirà la telecamera, sfilare i due “giovani” sarà più semplice e indolore. [...]

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