matteo salvini umberto bossi pontida

“MOLLA LA CAMICIA VERDE, VERGOGNA!” – A PONTIDA I MILITANTI DEL PARTITO POPOLARE PER IL NORD, COSTOLA LEGHISTA PROMOSSA DA ROBERTO CASTELLI, FISCHIA E CONTESTA MATTEO SALVINI, CHE SI È PRESENTATO AI FUNERALI DI UMBERTO BOSSI INDOSSANDO UNA CAMICIA VERDE – LA FAMIGLIA NON HA VOLUTO ALCUN CERIMONIALE, NÉ POSTI RISERVATI: SARÀ UN ADDIO SEMPLICE, SENZA INTERVENTI POLITICI – MARCO REGUZZONI, FEDELISSIMO DEL “SENATUR”: “TORNARE NELLA LEGA? SE IL PERCORSO RESTA LEGATO A CERTE ALLEANZE INTERNAZIONALI, IO FACCIO FATICA A RICONOSCERMI. SE CI FOSSE UN CAMBIAMENTO REALE, SI POTREBBE ANCHE RAGIONARE”

POST DI MATTEO SALVINI DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI

CORO A PONTIDA CONTRO SALVINI, 'MOLLA LA CAMICIA VERDE, VERGOGNA'

(ANSA) - "Molla la camicia verde, vergogna". È la frase che hanno urlato a Matteo Salvini alcuni militanti del Partito popolare per il Nord, promosso da Roberto Castelli.

  

Infatti il leader della Lega si è presentato ai funerali di Umberto Bossi, indossando una camicia verde. Mentre Salvini saliva i gradini della abbazia poi alcuni militanti presenti in piazza hanno scandito cori, "Bossi, Bossi". Qualcuno ha urlato anche "vergogna".

 

IL RITORNO DI BOSSI A PONTIDA L'ULTIMO SALUTO AL SENATÙR SULLE NOTE DEL VA' PENSIERO

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli e Paolo Berizzi per “la Repubblica”

 

Dal castelletto di Gemonio all'abbazia di Pontida, dove suonerà il Va' pensiero degli alpini, quello che doveva essere l'inno della Padania. Dall'"eremo" familiare in cima al paesino dei castagneti al monastero di San Giacomo, nel luogo del giuramento dei Comuni lombardi contro il Barbarossa (7 aprile 1167) che Bossi scelse nel 1990 come cuore e tòpos della Lega e infine — è la volontà consegnata alla famiglia — per chiudere la sua parabola terrena.

 

matteo salvini con camicia verde ai funerali di umberto bossi, a pontida

Poi Umberto Bossi, morto a 84 anni nella sua Varese, entrerà definitivamente con il verbo al passato nel pantheon della politica italiana e nell'immaginario comune. Al funerale pubblico (ma non di Stato, i familiari hanno declinato) oggi a mezzogiorno ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepremier forzista Antonio Tajani e ovviamente tutta la Lega con Matteo Salvini in testa.

 

Non è previsto alcun cerimoniale, né posti riservati, a parte per la famiglia e le cariche dello Stato. Sarà quindi un addio semplice, non sono previsti interventi politici ma solo dei ricordi. La cerimonia sarà celebrata dall'abate del monastero di San Giacomo, don Giordano Rota. Fuori dall'abbazia ci sarà un maxischermo che trasmetterà in diretta la cerimonia. «L'ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega…», ha scritto sui social il figlio Renzo per annunciare le esequie.

 

umberto bossi e matteo salvini

[...]  L'organizzazione dell'addio a Bossi è stata affidata ad alcuni militanti leghisti, che poi sarebbero dirigenti: uno è il bergamasco Daniele Belotti, già parlamentare, ultrà dell'Atalanta ma soprattutto storico speaker dei raduni sul pratone. L'altro è Maurizio Bosatra, lodigiano, responsabile organizzativo federale: l'uomo che da 30 anni si occupa delle feste della Lega.

 

Quanta gente ci sarà oggi a Pontida, al di là e al netto delle presenze vip, vertici di governo e Stato maggiore leghista? Ci saranno "sorprese" o dei fuori programma? Non è il momento delle polemiche, non più. Ma qualcuno non riesce a non ricordare di quando, era il 2017 [...]  il fondatore per la prima volta fu lasciato giù dal palco pontidese: una mancanza di rispetto, un'offesa mai digerita dal Senatùr.

 

LUCA ZAIA - UMBERTO BOSSI - MATTEO SALVINI

Non era stata neanche la prima: al congresso di Parma, qualche mese prima, la platea arrivò a fischiarlo («silenzio, portate rispetto!», gridò Giorgetti dal tavolo della presidenza). Ma il tempo può cancellare tante cose e anche per questo il funerale di oggi avrà un denso valore simbolico.

 

«Andrà in scena la rivincita di Bossi, purtroppo non più da vivo, e purtroppo dopo tutto quello che ha sofferto e il trattamento irriguardoso che qualcuno gli ha riservato», dice un ex esponente di primo piano della Lega[...].

 

 “SPERO CHE SALVINI ADESSO RIFLETTA SI RIPARTA DALLE IDEE DI UMBERTO”

Estratto dell’articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”

 

GIANCARLO GIORGETTI A GEMONIO DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI

[...]  Marco Reguzzoni, quarant'anni «accanto a Umberto», tra i dirigenti leghisti più vicini al fondatore. Fuori dal partito da anni per profonde divergenze con la segreteria, dal 2024 è in Forza Italia.

 

Che momento è per la Lega?

«Difficile da spiegare. Tutto passa in secondo piano, perché la dimensione del legame è più forte del resto. E quindi si mettono da parte le questioni, anche quelle più dure, perché quello che è accaduto è troppo grande».

 

[...]  In queste ore si parla molto di eredità. Qual è quella più importante?

«Lui [...] aveva un desiderio preciso: che quello che aveva costruito non venisse diviso. Parlava di una comunità che condivide valori e direzione. Dal punto di vista politico, la linea era chiara: territori, identità, attenzione alla famiglia, al lavoro, alle piccole imprese.

 

E anche un'idea di Europa che andava cambiata, ma non rifiutata. Un'Europa dei popoli, dei territori, che potesse essere anche uno strumento di pace».

 

umberto bossi marco reguzzoni

 Oggi quella linea è ancora dentro la Lega?

«Direi di no. Ma il futuro dipende dalle scelte che verranno fatte. Bossi una strada l'aveva indicata. Se quella strada verrà ripresa, allora ci sarà continuità. Se si va in altre direzioni, è evidente che le cose cambiano».

 

Matteo Salvini dovrà fare i conti con questo «testamento»...

«Immagino che anche lui stia vivendo un momento di riflessione personale e politica. [...] Poi le scelte spettano a lui. Però è chiaro che il lascito di Bossi pone delle domande».

 

Lei tornerebbe nella Lega?

«Se Bossi fosse il segretario, sarei nella Lega. Ma oggi la questione è diversa. Bisogna capire qual è la linea. Se il percorso resta legato a certe impostazioni, a certe alleanze internazionali, io faccio fatica a riconoscermi. Se ci fosse un cambiamento reale, allora si potrebbe anche ragionare. Ma deve essere un cambiamento vero». [...]

umberto bossi a pontida

striscione per bossi a pontidamilitanti del patto per il nord ai funerali di umberto bossi a pontidafolla per i funerali di umberto bossi a pontida

marco reguzzoni marco reguzzoni 2umberto bossi marco reguzzoni marco reguzzoni matteo salvini a casa di umberto bossi a gemonioumberto bossi pontida umberto bossi e l ampolla con l acqua del po

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO